"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Terra Santa: ordinari cattolici, “Chiesa si oppone a occupazione e discriminazione”

“La Chiesa non può mai ignorare l’ingiustizia come se tutto andasse bene, ma piuttosto è tenuta ad alzare la voce e a resistere al male e a lavorare incessantemente per il cambiamento.
Come i profeti di un tempo, la Chiesa denuncia le ingiustizie”: lo ribadisce la Commissione “Giustizia e pace” dell’Assemblea degli ordinari cattolici di Terra Santa in una nota dal titolo “La questione della normalizzazione” in cui affronta il tema dei rapporti tra palestinesi e Israele che, a detta della Commissione, sono “ben lungi dall’essere normali essendo segnati da un perdurante conflitto che ha un impatto profondo sulla vita quotidiana nelle due entità statali”.

Nella nota, infatti, la Commissione rimarca come nello Stato di Israele “tutti i cittadini, ebrei e arabi, godono di principio degli stessi diritti ma in realtà i cittadini arabi sono discriminati in diversi campi e in diverse maniere, dalla scuola al lavoro, dalla formazione al finanziamento delle municipalità arabe”. In Palestina, si legge nel testo, “nonostante l’esistenza dell’Autorità palestinese, i palestinesi continuano a vivere sotto l’occupazione militare che influenza la loro vita quotidiana: insediamenti e costruzione di strade, legalizzazione di costruzioni israeliane in terre private dei palestinesi, incursioni militari, assassini, arresti arbitrari, detenzione amministrativa e punizioni collettive, confisca di terreni, distruzione di case, checkpoint che limitano la libertà di movimento e creano numerosi ostacoli allo sviluppo economico e al ricongiungimento familiare, una violazione del diritto naturale dei membri della stessa famiglia nucleare a vivere insieme”.

Muro in Cisgiordania

Nonostante questo quadro nel quale è evidente la violazione dei diritti umani fondamentali dei palestinesi, “la vita quotidiana nelle due società richiede di avere delle relazioni con le Autorità israeliane nella consapevolezza delle persone e degli organismi in esse coinvolte che qualcosa di anormale deve essere rimesso a posto e non lasciare che questo continui ad essere all’ordine del giorno”.

Ciò vale anche per la Chiesa locale tenuta “a intessere relazioni con chi amministra i territori nei quali essa opera, in modo tale da garantire il corretto funzionamento delle parrocchie, delle scuole e di altre attività e istituzioni” ma “senza venire meno all’impegno di denunciare ogni ingiustizia”. Data la natura della sua missione, afferma la Commissione “Giustizia e pace”, “la Chiesa ha i suoi valori e criteri per definire la sua posizione all’interno di conflitto come quello israelo-palestinese. Essa non può ignorare l’ingiustizia e ogni altra azione che metta a repentaglio la pace e il benessere della persona umana.

Per sua stessa natura – ribadisce con chiarezza la Commissione – la Chiesa si oppone all’occupazione e alla discriminazione e è impegnata a promuovere la giustizia e la pace come anche la dignità e l’uguaglianza di ogni essere umano”. Da qui l’impegno a “lavorare con chiunque, tra israeliani e palestinesi, condivide questi valori e con tutti coloro che riconoscono la necessità di porre fine all’occupazione e di eliminare la discriminazione.
La Chiesa locale ha la responsabilità di ricordare alla Chiesa universale che quella tra israeliani e palestinesi è una ferita aperta e infetta e che la situazione non può essere considerata normale”. “Nell’attuale situazione politica confusa e disperata – conclude la nota – le comunità cristiane, i leader della Chiesa e i singoli credenti, hanno bisogno di un discernimento continuo.

Tutti sono invitati a lavorare a stretto contatto per trovare i modi migliori per testimoniare una società giusta e uguale per tutti, pur mantenendo relazioni rispettose con tutti i concittadini con cui sono chiamati a vivere insieme, lavorando per una pace duratura e giusta”.

Fonte: Agensir

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  1. Alessandro 4 mesi fa

    La voce della Chiesa di dovrebbe levare alta e chiara in tutto il mondo senza se e senza ma.
    Finché bergoglio questo non succederà.

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  2. PieroValleregia 4 mesi fa

    … i papi, da Giovanni XXIII in poi, erano e sono troppo impegnati a “giocare” con squadrette, grembiulini e compassi …
    cosa volete che gli interessi dei cattolici
    saluti
    Piero e famiglia

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    1. PieroValleregia 4 mesi fa

      … ecco a cosa dedica il suo tempo la “chiesa cattolica” … http://www.agerecontra.it/public/press40/?p=28568
      saluti
      Piero e famiglia

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      1. Giorgio 4 mesi fa

        Sono ormai millenni che si definisce ” chiesa cattolica” non certo dall’elezione “illegittima” di Brodoglio caro Piero e famiglia, se lo spirito santo ha preso un abbaglio, secondo il suo intendimento e dei suoi sodali, è un ripensamento che deve risolvere con la sua coscienza. Quelli, come il sottoscritto, diversamente credenti non hanno MAI ritenuto il papocchio rappresentante di Cristo, quindi non ci sentiamo affatto delusi od offesi dal modo di conduzione della barca di Pietro del mio omonimo vestito speciosamente di bianco.

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      2. Giorgio 4 mesi fa

        Piero, dimenticavo, lei e Mardunolbo “vi siete lavati la bocca” su Wikipedia ma leggete o frequentate:http://www.agerecontra.it/, cioè la “pagliuzza sull’occhio del vicino”.

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        1. Mardunolbo 4 mesi fa

          Boh, non si usa frequentare wickipedof ma certo è meglio saper vedere anche la pagliuzza , e toglierla al vicino,piuttosto che ficcarsi nell’occhio la trave dell’agnosticismo che fa barcollare tutta la vita come un Polifemo scontratosi con Ulisse…

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          1. Giorgio 4 mesi fa

            L’esempio non calza perché è una metafora metafisica.
            Non mi risulta che gli agnostici abbiano allestito crociate o roghi.

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  3. Mardunolbo 4 mesi fa

    Soliti discorsi fumosi , di poco coraggio, (alla bergogliese) , tipo belato. Non ho mai saputo di sacerdote che si sia opposto alle prevaricazioni israeliane mettendosi in fronte per difendere i fedeli…

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  4. Daniele Simonazzi 4 mesi fa

    Bergoglio a onor del vero ha aperto l’ambasciata palestinese in vaticano e non mi pare che vada a bombardare LA siria o altre nazioni,piu’ gli date addosso e piu’ I perfidi Giudei si spanciano e vi considerano dei divoratori di fieno che non hanno Capito ancora niente.Sembrate quei soldati accaniti Della chiacchiera che contenti marciano con alla loro testa il proprio nemico e non se ne accorgono per giunta ,ipnotizzati di cogloneria

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    1. Mardunolbo 4 mesi fa

      Vero! Il Vaticano postconciliare, va a rendere omaggio, kipà in testa, al tempio dell’Olocausto, accoglie il B’rnai-B’rith e contemporaneamente riconosce il popolo palestinese (vero erede di ebrei e geneticamente + ebraico di Israele.
      Sono le strane forme politiche postconciliari moderniste, dove si fa e dice una cosa e si fa e dice il suo contrario. Chi ci capisce è bravo e Ratzinger da bravo furbacchione s’è inventato la “ermeneutica della continuità” per lasciare a bocca aperta i creduloni che non sanno (perchè mai letto) che le encicliche devono capirle tutti senza tortuosità e dubbi !
      Ma Bergoglio ha cestinato le furbizie di Ratzinger e spara le sue eresie senza più remore…tanto è simpatico e lo amano tutti, Daniele compreso !

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  5. Daniele Simonazzi 4 mesi fa

    LA chiesa se e’ durata2000 anni e’ grazie alla sua politica di compromessi con I vari re e imperi ,mai sottovalutare LA chiesa e I loro ministri ,bergoglio non e’ eterno e quello che verra dopo magari vorra ritornare ad altre posizioni ,non siate come foglie al vento avete il vecchio e nuovo testamento e il buon pastore che vi guida(diceva qualcuno), volete forse sfilare a Reggio Emilia nel gay- pride LA c’e’ tutto l’ateismo e liberismo che volete ,io preferisco Adolfo ,e Bergoglio anche moribondo ,sempre meglio del nuovo che avanza dal DiDietro!

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