Tensione navale fra USA, Iran e Venezuela

Gli Stati Uniti stanno monitorando le navi da guerra iraniane che potrebbero essere dirette in Venezuela ma che sono comunque in navigazione verso l’emisfero occidentale.
La comunità della sicurezza nazionale degli Stati Uniti sta monitorando due navi militari iraniane la cui destinazione finale potrebbe essere il Venezuela, secondo alcune fonti che hanno familiarità con la situazione, in quella che sarebbe una mossa provocatoria in un momento di tensione nelle relazioni USA-Iran.
Secondo il rapporto, una fregata iraniana e la Makran, una nave base avanzata della marina iraniana, si stanno dirigendo a sud lungo la costa orientale dell’Africa. Mentre i funzionari statunitensi non sanno con certezza quale sia l’ultima tappa delle navi, sospettano però che le due navi siano dirette verso il Venezuela.
L’intenzione dell’Iran di inviare le navi in ​​direzione dell’emisfero occidentale rimane un mistero, hanno riferito le fonti statunitensi, così come non si conosce il loro carico.

I due paesi, entrambi sottoposti a severe sanzioni statunitensi, hanno sviluppato legami più stretti negli ultimi anni, con collaborazioni che vanno dalle spedizioni di benzina ai progetti congiunti di automobili e fabbriche di cemento.

Alti funzionari del governo del presidente Nicolás Maduro a Caracas sono stati informati a Washington che, accogliere le navi da guerra iraniane, sarebbe un errore. Washington, che parla in continuazione di libertà di navigazione (a proposito della Cina), in questo caso ritiene di essere il “signore degli oceani e dei mari” e di conseguenza soltanto gli USA possono autorizzare o meno la navigazione dei mari.
La semplice presenza di navi da guerra iraniane nel cortile di casa degli Stati Uniti rappresenterebbe una sfida per l’autorità statunitense nella regione e probabilmente infiammerebbe il dibattito a Washington sulla decisione del presidente Joe Biden di riaprire i negoziati con Teheran.

La nave appoggio iraniana Makran


I media iraniani hanno affermato che il Makran lungo 755 piedi , che è stato commissionato quest’anno, può fungere da piattaforma per la guerra elettronica e missioni di operazioni speciali, e i funzionari iraniani si sono vantati delle capacità missilistiche e delle armi della nave. È in grado di trasportare da sei a sette elicotteri, oltre a droni, hanno detto.
L’Iran ha ribadito il suo diritto alla libertà di navigazione in acque internazionali dopo che sono emersi dati su come due navi iraniane avrebbero la loro destinazione in Venezuela.

“L’ Iran ha una presenza costante nelle acque internazionali sulla base del diritto internazionale e può navigare liberamente nelle acque internazionali. Nessun Paese può violare tale diritto ”, ha affermato lunedì il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Said Jatibzade, nel corso di una conferenza stampa settimanale tenuta in videoconferenza.

Il diplomatico ha così risposto a una domanda su un rapporto pubblicato sabato dal quotidiano statunitense “Politico” secondo cui le agenzie di sicurezza nazionale statunitensi starebbero monitorando due navi da guerra iraniane, la cui destinazione finale potrebbe essere il Venezuela.
Jatibzade ha avvertito che “nessuno dovrebbe fare un errore di calcolo. Chi vive nelle case di vetro deve essere prudente”.
Una mossa avventata da parte degli Stati Uniti potrebbe determinare una reazione iraniana nel Golfo Persico e manderebbe all’aria i negoziati per l’accordo nucleare in corso a Vienna.
Questo rende la situazione molto delicata e l’amministrazione Biden sa che deve agire con cautela mentre i “falchi” della Casa Bianca premono per intercettare le due navi ed impedire loro di arrivare alla loro destinazione.
Non è escluso che Washington possa attaccare le navi iraniane adducendo la “minaccia” alla propria sicurezza ma questo avrebbe pesanti conseguenze nella libera navigazione nel Golfo Persico dove Teheran potrebbe utilizzare lo stesso pretesto per bloccare il passaggio di navi degli USA o dei loro alleati.

Fonte: Politico

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

7 Commenti
  • Maurizio
    Inserito alle 17:20h, 31 Maggio Rispondi

    “Questo rende la situazione molto delicata e l’amministrazione Trump sa che deve agire con cautela mentre i “falchi” della Casa Bianca premono per intercettare le due navi ed impedire loro di arrivare alla loro destinazione.”
    Ma Trump non è stato sostituito dal Biden?

    • Redazione
      Inserito alle 22:04h, 01 Giugno Rispondi

      Un errore nella scrittura…
      Già corretto…
      Saluti

      La Redazione

  • Eugenio Orso
    Inserito alle 18:39h, 31 Maggio Rispondi

    Sarebbe fantastico se le navi iraniane fosse dirette veramente in Venzuale, mostrando un concreto sostegno al socialismo bolivariano contro l’oppressione usa.
    Ciò compatterebbe l’asse, a guida russa, di resistenza al male.
    Chiaro che secondo il diritto internazionale le navi militari iraniane possono navigare nelle acque internazionali … Il fatto è che gli usa e i loro padroni elitisti “deep” se ne fottono del diritto internazionale, come hanno già dato ampia dimostrazione.

    Cari saluti

  • antonio
    Inserito alle 08:21h, 01 Giugno Rispondi

    per la maffia capitalista va la legge dell’ aggressione del più debole

  • Hannibal7
    Inserito alle 11:41h, 01 Giugno Rispondi

    Mi domando che cazzo hanno gli ameri-CANI da lamentarsi quando loro sono i primi ad avere navi da guerra presenti in tutti i mari del mondo senza tenere conto delle varie basi con sistemi missilistici
    e cacciabombardieri F16 (che hanno chiaramente capacità nucleari) a ridosso dei confini russi…..ma che se ne vadano affanculo!
    Hanno solo da starsene a casa loro!
    E poi non hanno ancora capito che se semini vento prima o poi raccoglierai tempesta!….ma magari una tempesta di ICBM sugli USA e ce li togliamo dal cazzo una volta per tutte
    Chiedo scusa per il francesismo ma li detesto da morire
    Saluti né

    • Giorgio
      Inserito alle 12:17h, 01 Giugno Rispondi

      Condivido totalmente Hannibal7 …… il tuo anti americanismo è irriducibile quanto il mio ……

      • atlas
        Inserito alle 13:49h, 01 Giugno Rispondi

        infatti ci siamo conosciuti di persona tramite il sito ed è diventato un mio Amico. Quando andai per la prima volta alla Mecca, nel 1998, conobbi lì un sudanese che mi disse che in Sudan si passavano nottate intere in Moschea ad invocare DIO contro gli usa. Tutto organizzato dallo Stato. Altri tempi, il Sudan ora ha cambiato regime

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