Tel Aviv e Washington spostano la guerra fuori Gaza

Novanta giorni e continua l’aggressione contro la Striscia di Gaza, con massacri contro i civili e la distruzione sistematica di strutture civili, case, ospedali e scuole. D’altro canto, la resistenza ha continuato a fronteggiare i tentativi delle forze di occupazione di penetrare in tutti gli assi di combattimento della Striscia di Gaza, infliggendo pesanti perdite a veicoli e vite umane. In un momento in cui sembra che Tel Aviv non sia in grado di realizzare alcun reale progresso, e la scena si avvicina a quello che sembra un suo impantanamento dentro e intorno a Gaza.

Sembra che Tel Aviv e il suo alleato Washington abbiano iniziato a trasferire la tensione con il fuoco su più fronti, fino al Mar Rosso, passando per Iraq, Iran, Siria e Libano. Una fase nuova di questo conflitto.

Attentato in Iran

La regione si trova a un bivio tra una guerra a lungo termine o l’espansione della portata e del tipo di conflitto?
Gli attacchi contro il Libano a Beirut, con assassinio di esponenti della resistenza, le ripetute incursioni dell’aviazione israeliana sulla Siria, l’offensiva USA contro lo Yemen che sostiene la resistenza palestinese ed infine con gli attentati in Iran sotto copertura di sigle come il famigerato ISIS (una creatura della CIA e del Mossad) fanno pensare che il conflitto si stia spostando ed espandendo.

Luciano Lago

3 commenti su “Tel Aviv e Washington spostano la guerra fuori Gaza

  1. Il duo anglo sionista passa alla tattica del “chiodo scaccia chiodo” ! Allargare il conflitto, a Yemen, Siria, Iraq, Libano, per impedire una saldatura ancora maggiore nell’asse della resistenza e distrarre l’opinione pubblica internazionale sul genocidio in corso a GAZA ! Sognano di prendere due piccioni con una fava … ma verranno impallinati ! In Medio oriente la stagione della “caccia” non chiude mai !

  2. Sì, sono impazziti, i fessacchiotti anglosassoni e c., dato che i loro sogni non si avverano (ha ha ha ha ha!).
    Del resto hanno tramato per 2 secoli ……………………… e vedere la propria sconfitta dopo tante fatiche………………..
    per loro – così intelligenti (si fa per dire) – è una mega Batosta!! E’ la Morte!

  3. Mentre in Iran sventola la bandiera rossa della vendetta sulle moschee, il vecchio premier sionista genocida, padrone assoluto dell’occidente allargato, riceve uno dei suoi più fedeli portavoce americani, il vecchio senatore culattone Lindsey Graham, il quale ha promesso che farà di tutto per portare gli USA in guerra contro l’Iran, e se possibile, anche contro la Russia.
    Personalmente vengo da un ambiente politico e culturale di sinistra, almeno universitario, e una ventina di anni fa seguivo una giornalista israeliana che sembrava filopalestinese, Amira Hass.
    Oggi di fronte ai bombardamenti indiscriminati, agli omicidi gratuiti perpetrati dai cecchini sionisti perfino con bambini di pochi anni, o addirittura persone ferite dai cecchini con colpi mirati alla spina dorsale per lasciare le persone invalide, pure una come lei mi appare come una propagandista doppiogiochista che ha lavorato per coprire il genocidio dei palestinesi.
    Oggi gli ebrei scappano dalla Palestina occupata, almeno mezzo milione non sono ritornati dall’8 ottobre, mentre le aziende stanno chiudendo per mancanza di manodopera e mercati.
    In realtà le diaspore ebraiche anche se sempre più anziane e diluite sono talmente ricche che possono sostenere tranquillamente la ricostruzione di un regime sionista in Palestina.
    Forse per quello sembra che Hezbollah pare stia studiando l’occupazione della Galilea, regione a maggioranza araba e da cui l’esigua minoranza ebraica è già stata evacuata.

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