di Luciano Lago Con il voto favorevole dato l'altro ieri alla Camera per l'approvazione della legge che istituisce lo "Ius Soli", si è assestato il colpo definitivo all'identità culturale italiana che in questi anni aveva già ricevuto dei poderosi colpi per effetto dell'assalto congiunto dell'ondata mondialista capeggiata dal PD, dai partiti complici (incluso il 5 Stelle che si è astenuto), dal Vaticano del Papa Bergoglio, dall'ONU del fantoccio Ban Ki Moon, dall'oligarchia europea di Bruxelles, dal Dipartimento di Stato USA, dal FMI e da altri vari organismi sovranazionali di sobillazione, come la "Open Society" del miliardario George Soros e similari.

Verso il cosiddetto “nuovo ordine mondiale”, le élites starebbero tentando di “rielaborare” l’umanità a proprio piacimento, anche grazie la creazione dell’“uomo senza identità” che sarebbe fabbricato dall’ideologia gender, le cui strategie (e obiettivi) vengono messi a fuoco dal libro “Unisex” di Enrica Perucchietti, scritto a quattro mani con Gianluca Marletta. «Un libro che ancor prima di essere pubblicato ha scatenato forti polemiche da parte dei movimenti femministi e Lgbt, secondo i quali la cosiddetta “teoria gender” nemmeno esiste», scrive Riccardo Allione su “Vvox”. L’autrice però non ci sta: «L’ideologia di genere esiste e ha la sua storia: l’espressione è stata coniata da John Money, padre degli studi di genere insieme ad Alfred Kinsey. Dopo gli anni ’80 si arenò in seguito ai fallimenti degli esperimenti di Money e oggi è stata riesumata. È vero che esistono gli studi di genere, ma d’altra parte c’è il tentativo politico-mediatico di recuperare velleità dei padri del gender». Niente complottismi, dice la Perucchietti. Ma è evidente il «processo di globalizzazione spinto dalle lobby mondialiste che mira a spersonalizzare l’individuo, e questo processo si sta focalizzando sulla questione dell’identità sessuale, per rendere le nuove generazioni più facilmente manipolabili e omologate».