Sviluppi inaspettati del conflitto in Libia

Sembra che il premier turco Erdogan si sia improvvisamente dichiarato disposto a trattare le condizioni per il cessate il fuoco in Libia, nel corso di una sua visita a Tripoli. Si commenta che questo sia dovuto al fatto che, nella base aerea della Libia, sotto il controllo di Haftar, secondo il Centro di Studi Strategici internazionali e in base alle immagine satellitari, si siano visti nuovamente i caccia di fabbricazione russa, Mig -29 ed incluso un bombardiere nucleare SU-24, questo mentre si è confermato che la Russia ha completato il trasferimento dei suoi aerei in Libia.

Tale spiegamento di forze da una parte, mentre dall’altra c’è il problema dei mercenari filoturchi che sono attualmente demoralizzati in quanto non stanno ricevendo i salari promessi da Erdogan, ma il fattore più decisivo sono i rovesci che i mercenari stanno subendo sul terreno, dopo l’apparizione dei Mig-29 che hanno rovesciato la sorte della battaglia. In ogni caso la cosa più allarmante per Erdogan è il fatto di aver individuato, sulla base aerea libica, un bombardiere nucleare SU-24 capace di trasportare armi nucleari nella base aerea al Jufra e questo ha lasciato tutti gli ossevatori meravigliati e nella immagini satellitari si possono vedere il trasporto dei caccia Mig 29 e l’apparizione del bombardiere SU24 sulla pista e quello di lunga gittata SU22, ubicato nel rifugio che si credeva abbandonato. Si dice che tale fatto potrebbe essere l’inizo della fine per il governo della NATO a Tripoli
Nella base aere della Libia si è visto anche presente il sistema di difesa aerea Pantisir -1 che, tuttavia, per la qualità dell’immagine satellitare, non si è riusciti a stabilire se sia quello della versione russa o da esportazione.
Tuttavia quello che filtra sul terreno è che l’apparizione dei caccia Mig 29 e dei bombardieri di prima linea che, secondo l’occidente, sono aerei militari russi, è avvenuta proprio in quel momento in cui l’Esercito filo turco ha inizato a soffrire una serie di rovesci su terreno, dopo la distruzione di vari convogli della forza filo turca, formata di terroristi arrivati dalla Siria con l’esercito turco.
Quindi lo stesso Erdogan ha richiesto inaspettatamente di iniziare una trattativa per il cessate il fuoco.


Secondo la fonte militare e strategica, gli aerei Mig 29 e i bombardieri Suv-24 sono stati visti realizzare attacchi su larga scala su obiettivi del territorio controllato dai turchi e, se pure non è certo a chi appartengano questi aerei, tuttavia l’utilizzo di questi aerei da guerra è stato tanto efficace che la Turchia ha immediatamente richiesto l’inizo dei negoziati con la controparte . L’avvistamento di questi aerei è avvenuto dietro il percorso di alcuni grandi convogli militari e nascosto per effetto della equipe di guerra elettronica usata, per cui neppure si erano notati questi movimenti aerei e tale fattore indica la superiorità degli armamenti utilizzati per lo meno nello spazio aereo.

Milizianijihadisti filo turchi in Libia


L’altro fattore è che le truppe dei filoturchi sono molto demoralizzate, nonostante le comunicazioni della Turchia che afferma di essere alle porte di Sirte. In realtà i gruppi di mercenari provenienti dalla Siria sono demoralizzati e ci sono mormorii che questo è dovuto al ritardo nel pagamento dei salari, i 2.000 dollari mensili e le indennità in caso di ferimento o di morte, oltre ad aver promesso la cittadinanza turca, fatto questo che ha attratto i mercenari jihadisti che erano su Idlib.
Le potenziali rivolte nelle file dei combattenti che lottano sotto il comando della Turchia sono sassociate a questo ritardo e alle numerose difficoltà e perdite che sono di recente aumentate, con circa 400 morti, fra cui 20 soldati che avevano una età media intorno ai 18 anni. Si calcola che il numero di mercenari arrivati agli accampamenti turchi in Libia sia di oltre 12.000 elementi. Altre fonti parlano di 15.000. Gli esperti stimano che il numero dei reclutati sia di oltre 2400 al mese. Nella gande battaglia per Sirte questi dovranno affrontare le truppe del generale Haftar.


Le cose non si stanno mettendo bene per Erdogan che viene pressionato dalla NATO e da Macron il quale ha denunciato la manovra aggressiva da parte una fregata turca, avvenuta nel Mediterraneo, quando una nave francese aveva fermato una nave turca che traspertava armi verso la Libia in violazione dell’embargo dell’ONU. La Francia ha qualificato come estremamente aggressiva la manovra delle fregate turche di scorta che hanno puntato le loro armi sulla nave fancese.
La Francia avvisa che non è accettabile che un alleato della NATO si comporti in questo modo e la presidenza francese ha stigmatizzato questo comportamento ed ha dichiarato che Parigi non può accettare questo e chiede una espulsione della Turchia dalla NATO oltre a denunciare l’intervenzionismo e il traffico di armi verso la Libia.

Miliziani filo turchi in Libia provenienti dalla Siria


In questo contesto di tensioni geopolitiche, le differenze i fra Francia e Turchia sul futuro di Libia sono solo alcuni dei pezzi del rompicapo relativo a questo paese del nord Africa di fronte a cui si accumulano tensioni fra altre potenze che appoggiano il governo di Tripoli e quelle che appoggiano Haftar. La Francia, anche se lo smentisce, è accusata di appoggiare la parte di Haftar contro il governoi di Tripoli (Serraj) appoggiato dall’ONU e dalla UE.
In tutto questo si sovrappone la posizione dell’Egitto che si accinge a intervenire in Libia con le sue massicce forze ammassate alla frontiera e che ha lanciato un ultimatum, definendo “una linea rossa” quella di fronte a Sirte, linea che il presidente egiziano, Al Sisi, non tollera che sia varcata dalle forze filo turche. Si tratta della medesima posizione della Russia che si trova dalla stessa parte dell’Egitto.
Qualsiasi azione dell’Egitto è giustificata per mettere fine alla presenza dei terroristi in Libia e riportare la stabilità nel paese confinante (destabilizzato dall’intervento della NATO nel 2011), ha dichiarato al-Sisi.. Il presidente egiziano ha avvisato che l’Egitto non tollererà l’espansione del terrorismo jihadista in Libia, sebbene questo sia protetto dalle potenze occidentali e dalla Turchia.
Un chiaro avviso al turco Erdogan ed alle potenze occidentali che proteggono lui e le milizie terroriste provenienti dalla Siria.

P.S. I media occidentali filoatlantisti nascondono il fatto che le potenze della NATO si trovano a sostegno della Turchia e delle milizie terroristiche, le stesse che hanno devastato la Siria negli ultimi anni.

Luciano Lago

5 Commenti

  • Giuseppe
    21 Giugno 2020

    Non che l ‘egizianoal soso sia uno sticod di santo ma fosse anche il diavolo, chiunque ferimi i è ottomani è benvenuto!

  • Teoclimeno
    21 Giugno 2020

    Bene, Merdocan è giunto a miti consigli. Certe persone capiscono solo il linguaggio della forza.

  • eusebio
    21 Giugno 2020

    I turchi vorrebbero piazzare una base aerea a Watiya a sud di Tripoli, ma non gli serve a niente contro la superiorità aerea russa, e non è improbabile che l’esercito egiziano posa presto piazzare Haftar come uomo forte a Tripoli.
    Ai russi non interessa ppazzarsi in Libia, mentre la Cina potrebbe piazzare una base navale nel paese, magari assieme all’Iran.

    • atlas
      22 Giugno 2020

      senza fantasticare troppo (l’Iran appoggia la fratellanza salafita di Al Serraj), la Russia (vincerà) sta facendo agli usa in Libia quello che loro hanno fatto in Siria (perdendo)

  • michele
    22 Giugno 2020

    e così,almeno dalle notizie varie dalla siria nel recente passato e ora dalla libia,continua la mattanza dei mercenari islamisti……sembra siano tutti coinvolti a vario titolo,al di là delle dichiarazioni.
    ma quanti ne rimangono da eliminare?

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