“Supermassoni: Marcello Foa silurato da Attali e Napolitano”

“Considero le alternative a Marcello Foa, a prescindere dai nomi, come una sconfitta della democrazia in Italia».
E’ il preambolo con cui Gianfranco Carpeoro, massone e saggista, dispensa la sue rivelazioni – a dir poco esplosive – sul clamoroso siluramento del candidato salviniano alla presidenza della Rai, scandalosamente affossato da Forza Italia con la complicità del Pd. Dissapori nel centrodestra sul metodo adottato dal leader della Lega, che avrebbe scavalcato il Cavaliere?

Falso: Berlusconi era stato consultato, da Salvini, sul nome di Foa. Peggio: l’uomo di Arcore aveva garantito a Salvini che lo stesso Foa, allievo di Montanelli e già caporedattore del “Giornale”, sarebbe stato eletto presidente della Rai con i voti forzisti e anche quelli di Fratelli d’Italia. Cos’è successo, allora? E’ arrivato un “niet” dall’estero. Da Parigi: precisamente, dall’uomo che si è presentato come “l’inventore” di Macron, ovvero il supermassone reazionario Jacques Attali, già braccio destro di Mitterrand e poi super-sponsor di Sarkozy.

E a chi avrebbe telefonato, Attali, per chiedere lumi su come bloccare l’elezione di Foa? Al presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano, che secondo Gioele Magaldi milita nella stessa Ur-Lodge del francese, la “Three Eyes”. Napolitano avrebbe consigliato ad Attali di contattare Antonio Tajani, ansioso di farsi confermare alla guida del Parlamento Europeo. E Tajani sarebbe riuscito a convincere Berlusconi, facendo valere proprio il peso della “Three Eyes”, in cui figurano alcuni pesi massimi del potere mondiale di ieri e di oggi, da Kissinger a Draghi.

«E’ una riedizione dello stop imposto, a governo non ancora formato, a Paolo Savona come candidato ministro dell’economia», dichiara Carpeoro, in diretta web-streaming su YouTube, il 2 agosto, con Fabio Frabetti di “Border Gianfranco CarpeoroNights”. Eminente simbologo e già a capo della più antica obbedienza del Rito Scozzese italiano, poi da lui stesso disciolta, Carpeoro (all’anagrafe, Pecoraro) ha alle spalle una lunga carriera come avvocato.
Nella diretta web-streaming si diverte con il gioco degli indovinelli, evitando di precisare il nome di Attali ma fornendone l’identikit: francese dal cognome italianeggiante, ebreo, supermassone vicino all’Eliseo, esponente del Jewish Institute e forse anche del B’nai B’rith, la potente cellula massonica del Mossad. Attali ha chiamato Napolitano? «Ha chiamato il presidente emerito della Repubblica, che peraltro credo sia ancora, anche, un esponente del Pd, oltre che – secondo Magaldi – un “fratello” della superloggia “Three Eyes”», la stessa di Attali. Seconda telefonata: a Tajani. «Da massone, Tajani si è messo “in piedi all’ordine”».

E Berlusconi? «Idem: si è messo “in piedi all’ordine” anche lui, che massone non è neppure – quand’era in massoneria, si era fermato al grado di apprendista». Certo, il Cavaliere ha provato a resistere: «Ha fatto presente a Tajani di aver già garantito a Salvini i voti per Foa in Commissione di Vigilanza». Ma poi si è piegato: potenza della “Three Eyes”.

La fonte di Carpeoro? «Vecchi amici, di una prestigiosa loggia massonica tedesca». Si tratta probabilmente della “Tre Globi”, a cui l’avvocato-saggista fu associato quando, in Europa, fu incaricato di coordinare tutti i massoni del 18° grado del Rito Scozzese, ispirato ai Rosacroce. «Diciamo che queste cose mi sono state rivelate in sogno», scherza Carpeoro: «Colpa della peperonata: ne sono ghiotto, ma non la digerisco».

Scherzi a parte: «Se la peperonata non è bugiarda, tutto questo la dice lunga su come funzionano, hanno funzionato e probabilmente funzioneranno le cose italiche». La verità, insiste Carpeoro, è che il governo Conte, ad oggi, «non è stato legittimato dal potere: nessuno crede che duri». Lo stesso Carpeoro, esponente del Movimento Roosevelt, ha rimproverato a Di Maio di aver bussato, negli Usa, alle porte delle grandi lobby e a quelle delle Ur-Jacques AttaliLodges neo-aristocratiche, i santuari della supermassoneria più reazionaria. «Ma è stato tenuto fuori dalla porta». Salvini? «Nemmeno ci ha provato: probabilmente non ha la sottigliezza politica per bussare alle lobby. A volte sembra un Renato Pozzetto della politica, sempliciotto e semplicistico».

Il leader della Lega, per contro, secondo Carpeoro è senz’altro estraneo al grande potere, che infatti è contro il governo gialloverde: «Finora la pressione manipolatoria delle lobby non è stata in termini di inglobamento, ma di ostacolo. Il potere preferisce i vecchi partiti». Ma non è detto che la spunti, l’establishment: «Le cose non vanno sempre come sembrano essere state scritte». Stando sempre al “sogno della peperonata”, dunque, Berlusconi e il Pd prendono ordini dalla “Three Eyes”, superloggia che annovera nelle sue fila – secondo Magaldi – anche altri big del potere italiano, oltre a Napolitano: tra questi Marta Dassù, l’ex ministra renziana Federica Guidi, l’economista Carlo Secchi, il banchiere Enrico Tommaso Cucchiani.

Jacques Attali super massone ed agente dei Rothshild

Perché Marcello Foa farebbe tanta paura al grande potere, di cui la “Three Eyes” rappresenta uno dei massimi vertici a livello mondiale? «Certamente Foa non è un soggetto manipolabile. In Rai potrebbe parlare di quello di cui è convinto, non di quello Napolitanoche gli fanno dire». L’accusa dei media mainstream di essere filo-Putin? «Non amo i metodi di Putin – premette Carpeoro – ma considero le sanzioni nei confronti della Russia un’idiozia. Trump, che fa finta di litigarci, con Putin fa fior di accordi. Non ho capito perché le uniche verginelle dovremmo essere noi».

Valoroso giornalista e impietoso giudice dell’attuale sistema mediatico, nel saggio “Gli stregoni della notizia” Foa ha denunciato le manipolazioni quotidiane delle redazioni che si piegano al “frame”, la cornice disegnata dagli “spin doctor” dei governi per manipolare l’opinione pubblica a colpi di “fake news”. Possibile però che la macchina del fango si mobiliti a reti quasi unificate, non appena spunta un uomo non controllabile dall’establishment?

«Normalissimo», dice Carpeoro: «Fa parte del gioco. Il potere è una scuola seria, chi lo pratica seriamente – come fine della sua vita – poi si specializza: il potere è una specializzazione, è un master». Cinismo senza limiti: «Stanno facendo qualcosa di indegno contro Foa, attaccandolo per via del fatto che il figlio lavora nello staff di Salvini al Viminale. Ma il ragazzo ha fatto una tesi di laurea proprio su Salvini, in tempi non sospetti, prima ancora che il leader leghista diventasse ministro. Perché mai Salvini non lo doveva assumere?». Fango sui Foa – padre e figlio – e silenzio assoluto su Monica Maggioni, ultima presidente della Rai, nonché a capo della sezione italiana della Commissione Trilaterale.

La Maggioni? «Completamente omologata al potere, filone Lilli Gruber». Morale: il governo eletto, che gode del consenso di almeno il 65% degli italiani, non riesce a eleggere Marcello Foa presidente della Rai. Per colpa di Napolitano e Attali-Macron, o meglio della “Three Eyes”, a cui Berlusconi e il Pd obbediscono? “Peperonata” e “incubi” a parte, Carpeoro insiste: è l’ennesima umiliazione della democrazia italiana.

Fonte: Libre Idee

5 Commenti

  • Marco
    3 agosto 2018

    Errore (orrore) – se la fonte è questa: http://www.youtube.com/watch?v=2qNFE8_rwBo
    Carpeoro si è espresso molto diversamente. L’articolo è una interpretazione di un suo sogno in chiave non fedele.

  • The Crow
    4 agosto 2018

    Cosa dire…
    Foa era il candidato ideale, ma che dico PERFETTO, per la presidenza Rai.
    Avrebbe incontrato ostacoli nel caso fosse diventato presidente Rai?
    Ovvio!
    Ma non ci è nemmeno arrivato.
    Fidarsi di Berlusconi è come dormire con una vipera sotto il cuscino sperando che non ti morda il mattino seguente.
    Ma Foa era indigesto per tutti coloro che “contano”, seguaci del vil denaro e di progetti grotteschi.
    Non avrebbero più potuto ammettere la Rai al Bilderberg con Foa al comando, al contrario della Maggioni e della Gruber.
    Ormai è andata così… è evidente che l’aver riscosso l’approvazione di più della metà del popolo italiano non è sufficiente per far sloggiare simil parassiti.
    Quando ti ritrovi il mondo oscuro contro non duri a lungo…
    Secondo il probabile (e scontato) tiro mancino in serbo del PD, Salvini e co. hanno almeno 1 o 2 mesi “di vita”… poi scatterà il trappolone.
    Sono furbi e più cerchi di fregarli, più si fanno furbi (e avventati, per fortuna nostra).

  • Brancaleone
    4 agosto 2018

    Che Foa diventasse presidente rai era non difficile, impossibile. Perdere la gestione di un ente come la rai per i manipolatori signori delle fake news, significava decimare le fila dei loro adepti, quando si riuscirà a farlo solo allora potremo incominciare a sperare in un vero cambiamento.

  • Manente
    4 agosto 2018

    Il giorno in cui Napolitano “tre occhi” tirerà le cuoia, bisognerà metterlo sul calendario come “festa nazionale” ed anche in Francia dovrebbero fare la stessa cosa quando l’orrido pervertito Attali restituirà la sua miserabile carcassa a belzebù.

  • Lamberto Roberti
    6 agosto 2018

    Se avessero coraggio avrebbero fatto una variazione alla legge, sostituendo il quorum dei 2/3 oggi richiesto con la maggioranza assoluta, ovvero il 50%, che già detengono. Così facendo l’elezione è realizzata!

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