Stretto di Hormuz: inizia l’incubo dell’America. L’Iran intrappola Trump con il suo blocco fallimentare

Stretto di Hormuz: inizia l’incubo dell’America. L’Iran intrappola Trump con il suo blocco fallimentare

Gli esperti americani ritengono che Washington sarà costretta a ritirarsi nella battaglia del Golfo Persico.

di Alessandro Uralsky

Ogni giorno emergono centinaia di notizie dalla regione del Golfo Persico. È comprensibile: la situazione si evolve rapidamente, nonostante il cessate il fuoco.

Ogni petroliera che attraversa lo Stretto di Hormuz – e le navi lo attraversano effettivamente, nonostante le affermazioni dell’esercito statunitense – è un segnale per le borse. Ogni annuncio di possibili negoziati è un segnale per i politici, che monitorano attentamente l’aumento dei prezzi del petrolio e del gas.

Infine, il giornalista di ABC News Jonathan Karl ha scritto sul social network X che non ci sarebbe stato bisogno di prolungare il cessate il fuoco. “Penso che vi aspettino due giorni incredibili”, ha citato Trump .

Ma Trump, come sappiamo, ha sette venerdì in una settimana. Se non di più. Nel frattempo, i media americani stanno monitorando attentamente gli sviluppi in Medio Oriente. Ecco cosa dice la CNN al riguardo.

“Il blocco senza precedenti dello Stretto di Hormuz, imposto questa settimana da Trump, dimostra che gli Stati Uniti non hanno alcuna intenzione di cedere. Ma questa importante mossa americana comporta rischi significativi, e non solo per l’economia.”

Se il blocco dovesse protrarsi a lungo, potrebbe causare gravi danni sia all’economia iraniana che a quella americana. Ciò rappresenterebbe una sorta di perdita economica reciproca, che gli Stati Uniti, con la loro economia da 31 trilioni di dollari, ritengono di poter sopportare meglio.

Tuttavia, imporre il blocco richiederebbe una notevole potenza militare, il che metterebbe a rischio la flotta americana – una conseguenza che gli Stati Uniti hanno in gran parte evitato finora conducendo la maggior parte dei loro attacchi dall’aria. Stabilire il controllo su acque pericolose rischierebbe di aumentare il numero di vittime americane.

Gli americani sono già in larga parte contrari alla guerra, e un blocco minaccia due conseguenze che non tollerano: prezzi del carburante ancora più alti e perdite tra le truppe.

Trump conta sul fatto che l’Iran ceda per primo, ma l’Iran si trova già in gravi difficoltà economiche e ci sono poche prove che sia disposto a fare un passo indietro in questa lotta per la sopravvivenza.

“La gara a chi la spunta sul mercato petrolifero continua a intensificarsi”, ha affermato Helima Croft , responsabile globale della strategia sulle materie prime presso RBC Capital Markets ed ex analista della CIA. “Non sono sicura che nessuna delle due parti sia disposta a cedere.”

Vicolo cieco economico

Il blocco potrebbe privare il mercato globale di 1,8 milioni di barili di petrolio, che l’Iran esportava quotidianamente durante la guerra. Si tratta di circa il 2% della domanda globale giornaliera: non sembra molto, ma quando l’Iran di fatto chiude lo stretto, attraverso il quale venivano esportati dai 13 ai 15 milioni di barili al giorno, ogni goccia conta.

Il mercato petrolifero globale ha già dimostrato cosa potrebbe accadere se il blocco dovesse continuare: lunedì i prezzi del petrolio sono aumentati fino all’8%. Ciò potrebbe portare a un aumento ancora maggiore dei prezzi della benzina, che sono già ai massimi da quattro anni.

Il mese scorso, i prezzi hanno registrato l’aumento maggiore dal 2022 e gli americani, timorosi dell’inflazione, non tollerano ulteriori incrementi del costo della vita.

Lunedì, Trump ha ammesso su Fox Business che i prezzi elevati della benzina potrebbero persistere fino alle elezioni di medio termine di novembre.

“Potrebbe essere lo stesso, o potrebbe essere leggermente più alto, ma nel complesso dovrebbe essere più o meno uguale”, ha detto Trump a Maria Bartiromo di Fox News .

Tuttavia, un blocco efficace potrebbe anche avere conseguenze devastanti per l’Iran.

Il blocco ridurrebbe drasticamente le esportazioni di petrolio iraniano, tagliando la principale fonte di reddito del Paese, ha osservato Dan Pickering , fondatore e responsabile degli investimenti di Pickering Energy Partners. L’unico oleodotto iraniano, che collega l’Iran a un porto sul Golfo dell’Oman, ha una capacità di esportazione reale di soli 200.000 barili al giorno, e anche la Marina statunitense potrebbe tentare di bloccarlo.

Mezzi marina USA

“L’Iran ne soffrirà sicuramente, e ne soffrirà molto gravemente”, ha affermato Adnan Mazarei , ricercatore senior per gli affari mediorientali presso il Peterson Institute for International Economics. (………)

“Il tempo è dalla parte dell’Iran”, ha affermato Rauball. “L’Iran ha già affrontato sanzioni paralizzanti in passato e non ha mai rinunciato al suo diritto di arricchire l’uranio”, ha dichiarato Croft. “È probabile che l’Iran riesca a resistere più a lungo di quanto la Marina statunitense sia disposta a imporre un blocco”, ha aggiunto Karen Young , ricercatrice senior presso il Center for Global Energy Policy della Columbia University.

Nota: La tecnica utilizzata dagli USA è sempre quella di strangolare lentamente l’Iran, utilizzando il blocco e le sanzioni. La stessa tecnica utilizzata con il Venezuela, con Cuba, con la Siria e in altri casi. Tuttavia nel caso dell’Iran non è affatto sicuro che Washington riuscirà a piegare l’Iran che si è attrezzato per tempo per resistere.

Fonte: Svpressa.ru

Traduzione e nota: Sergei Leonov

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11 commenti su “Stretto di Hormuz: inizia l’incubo dell’America. L’Iran intrappola Trump con il suo blocco fallimentare”

  1. L’Iran è molto vasto ed è una Superpotenza. Quindi non c’è niente da fare per i gringos, ma devono soccombere e basta. Le flotte amercane e i loro aerei sono insufficienti, data la tecnologia superata, non hanno la supremazia che ha l’EST, e l’eventuale ecatombe di americani ammazzati di sicuro non è determinante, dato che i padroni nella Seconda Guerra Mondiale hanno fatto morire ammazzati tanti milioni di americani ………………………. del resto l’establishment statunitense odia i proprio Popolo compresi i militari !!!! Ma la rovina e la distruzione dei mezzi militari, quella sì, assieme alle perdite economiche e politiche distruggono ogni velleità dei padroni. E’ stata una guerra di troppo, quella che conduce alla fine ……………………………….
    VA TUTTO MALE ALLO STESSO TEMPO !!!!!

  2. obiettivamente, ci sono tanti italiani preparati che seguo, da Giacomo Gabellini a Paolo Borgognone, a Stefano Orsi. Persone che si sanno esprimere correttamente in italico, che riescono a comunicare al meglio, un pò come il nostro Eusebio, fucina di informazioni utili e istruttive

    e ultimamente ho scoperto un altro Lorenzo (che non è il Merlo dei papponi, intellettuali quanto inutili, che aleggia ogni tanto in questo sito, che a quanto pare certi suoi art.li non si possono criticare, tipo quello sulla generazione Z), finalmente duosiciliano e napolitano, che concorre a produrre, questa volta da un punto di vista ‘nostrano’

    TEHERAN, PROVINCIA DI NAPOLI
    di Lorenzo Piccolo

    se si inquadra correttamente il cosiddetto risorgimento come invasione anglo-piemontese e tappa di espansione del liberismo inglese verso il Mediterraneo, se ne ricava che la nostra vera storia risulta essere un punto di vista privilegiato per comprendere correttamente le dinamiche del mondo di oggi, ed in particolare del c.d. occidente, ridotto purtroppo a vasta (e devastata) colonia USA.

    1 – i 30mila morti nelle presunte rivolte contro il regime in Iran (balla diffusa dall’organizzazione “Iran International”, con sede a Londra…) sono stati in realtà circa 3/4mila, di cui buona parte erano poliziotti iraniani uccisi da mercenari curdi.
    L’altra parte erano per lo più i suddetti mercenari, assoldati dal regime Netanyahu ed entrati in Iran passando dal confine con la Turchia: notizia diffusa all’epoca dalla Turchia stessa che, se gli ebrei dovessero abbattere l’Iran, sarebbe il loro prossimo obiettivo.
    Ferdinando II è stato definito dalla vulgata risorgimentale il “RE Bomba” perché avrebbe bombardato i messinesi che si ribellavano al regime dei Borbone. In realtà bombardò postazioni francesi, e soprattutto inglesi, che sobillavano la Sicilia nel tentativo di garantirsi il monopolio delle ricche miniere di zolfo, fondamentali per produrre polvere da sparo. Del resto la stessa spedizione di Sapri, tanto per citare un altro analogo storico, fu un tentativo di destabilizzazione eterodiretto dall’estero ed era composta letteralmente da avanzi di galera: furono respinti in primis da una spontanea sollevazione popolare.

    2 – le manifestazioni di piazza in Iran riguardavano questioni politiche interne, soprattutto economiche, di cui le sanzioni imposte dagli USA sono responsabili in gran parte. Nessuna rivolta contro il regime, come dimostrato dal fatto che, di fronte alla minaccia Usa di cancellare l’Iran dalla faccia della Terra, milioni di iraniani hanno offerto i loro corpi come estrema difesa della loro terra.
    Le questioni sociali nelle ex Regno delle Due Sicilie erano di natura interna (vedasi alla voce distribuzione delle terre) e, in parte, tensioni alimentate direttamente da Londra, soprattutto in Sicilia. Nessuna rivolta contro il “regime”, come dimostrato, ad annessione anglo-piemontese avvenuta, da circa 12 anni di guerra civile, spontanea e popolare, contro gli invasori poi spacciata e vilipesa come “brigantaggio”.

    3 – le donne iraniane hanno un tasso di laurea, soprattutto in discipline STEM, molto più alto rispetto alle donne italiche, e vanno tranquillamente in giro vestite alla “occidentale”: se alcuna voglia mettere o meno il velo è una scelta personale, nessuno le impicca per questo.
    I duosiciliani vantavano tassi di alfabetizzazione e iscrizioni universitarie ben più alte di quanto millantato dal censimento farlocco improvvisato da Torino mentre ancora infuriava la guerra civile. Anche i tassi di occupazione (finanche industriale e femminile) non avevano nulla da invidiare al Piemonte sedicente progredito. A San Leucio già dalla fine del ‘700 si sperimentava la perfetta parità tra uomo e donna nel primo socialismo nazionale al mondo.

    4 – le ONG “indipendenti” che dipingono l’Iran come il regime della negazione di qualsivoglia elementare diritto civile fanno capo tutte ad USAID: i loro report sono “neutrali” come la “Napoli negazione di Dio” di cui vaneggiava Lord Palmerston, con annessa campagna di discredito internazionale sia a livello diplomatico che a mezzo stampa inglese.

    5 – il “cugino iraniano” in cui potete imbattervi sui social, e che si augura il “cambio di regime” per il bene della sua patria, è la riedizione del cugino venezuelano, siriano etc., figuranti virtuali reclutati per la propaganda del momento, vogliono il bene del proprio popolo esattamente come Pimentel Fonseca voleva il bene dei napoletani, mentre venivano bombardati dall’esercito invasore francese, godendone.

    6 – in ultima istanza, la “liberazione” del popolo iraniano è l’ennesima guerra per il petrolio e il controllo dello stretto di Hormuz, esattamente come la “liberazione” dei napolitani fu una guerra per il controllo dello zolfo e del canale di Suez.
    In entrambi i casi, si volle e si vuole anche abbattere uno Stato che, per civiltà e cultura umanistica, si oppone fieramente alla sottomissione dell’esistenza umana alle leggi del mercato, dogma centrale della subcultura liberista di matrice anglosassone.
    Nel 2026 gli eredi di coloro il cui Stato fu annientato dalle menzogne di Londra non possono che essere solidali, se non affratellati, con i popoli che subiscono dagli USA ciò che i loro cugini inglesi fecero ai napolitani.

  3. gli iraniani hanno una sete di sangue americano che non si è mai vista prima, fremono proprio aspettando l’attacco via terra, hanno proprio una frenesia di sangue.
    Non vedono l’ora di poter massacrare i marines e tagliare le teste.
    Ne vedremo delle belle come mai prima d’ora.

    1. Piuttosto che darti la dignità di una una risposta che non meriti, mi appello alla Direzione che stimo, ad evitare di dare voce a personaggi del tuo livello di bassezza morale.

      1. appello che credo verrà respinto

        se tu non ami la tua patria (caso di estrema bassezza morale, spirituale, materiale, che susciterebbe solo disprezzo e schifo), ideale o di fatto che sia, gli iraniani invece sono pronti a difenderla sino all’estremo sacrificio.

        Su una cosa hai ragione: chi non ama la sua Patria è indegno di scrivere su questo Sito.

      2. Mi scusi signor Aiello, ma lei sta dalla parte degli aggressori americani ?
        La bassezza morale sta nel colpire a tradimento altri popoli, bombardare scuole piene di bambine, minacciare di portare altri Paesi all’età della pietra ,etc. Quanto a bassezza morale, non ho visto niente di peggiore degli Stati Uniti (e di Israele).
        E sì, siamo in tanti qui a sperare che, se mai gli americani dovessero osare un’invasione di terra contro l’Iran , siano tanti gli yankees a lasciarci le penne (così come avviene per la soldataglia dell’Idf in Libano…)….

    2. tagliare teste no

      il tagliare teste, se si legge il talmud, è tipicamente ebraico. Lo fanno i wahhabiti salafiti, che infatti, di fatto, sono giudei; o lavorano per essi

      lo facevano i piemontesi, nei confronti dei duosiciliani. Difatti erano diretti dalla massoneria anglo ebraica. Difatti dopo aver colonizzato il cattolico Regno delle Due Sicilie, poi nel 1870 annullarono il potere temporale dello Stato della chiesa

      ‘entrammo nel paese, subito abbiamo cominciato a fucilare i preti e gli uomini, quanti capitava, indi il soldato saccheggiava’ … dal diario di Carlo Margolfo, bersagliere sardo piemontese, 1861

      1. Poi alcuni si lagnano dello scarso amor patrio, e vorrei vedere, visto che il tanto decantato risorgimento ha prodotto bestialità come quelle cui hai accennato ! Ciao ASAD

        1. cmq i resistenti duosiciliani, quando catturavano i soldati piemontesi li crocifiggevano alle piante d’ulivo

          le ‘bestialità’ in guerra le fa chiunque, per questo io preferisco, da maschio, l’amore per le femmine. E’ natura, animale, ma sempre Legge naturale. Al primo incontro ci si ‘annusa’, è bellissimo. L’omofilia alla quale vogliono portarci i giudei internazionali invece non lo è. (ciao)

  4. Mentre il Borbone esalta la barbarie, d’ambo le parti, i maggiorenti della nuova borghesia del Regno di arricchivano alleandosi coi piemontesi, trafugando i beni della chiesa e dell’ aristocrazia decadente. Ma l’ Assad che ne sa, preso dal decantato amore per le femmine ( secondo me non ne sente manco l’ odore!!) Noi, invece, in Sicilia godiamo delle bellissime normanne che con il loro stupefacente fascino allietano la nostra esistenza. Saluti amici e compagni.

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