Stato d’Assedio in Ecuador

Le rivolte tornano nelle strade della capitale dell’Ecuador nonostante il coprifuoco precedentemente imposto
I manifestanti sono scesi in piazza nella città di Quito, in Ecuador, contro i provvedimenti di austerità imposti dal governo neoliberista di Lenin Moreno e stanno bruciando fuochi e costruendo barricate nonostante il presidente abbia imposto un coprifuoco, mentre sono stati inviati i militari a gestire i disordini.

Le riprese in diretta dell’agenzia video di RT mostrano ininterrottamente gruppi di manifestanti riuniti di fronte a linee di polizia, molti dei quali stringono scudi improvvisati. Alcuni hanno organizzato persino formazioni a tartaruga, usando le tavole per cercare di deviare le granate di gas lacrimogeni e proiettili di gomma. Si sono uditi colpi d’arma da fuoco ed esplosioni che risuonavano nell’aria, mentre un denso fumo offuscava la scena.
Il Parco El Arbolito, che non è lontano dall’Assemblea Nazionale precedentemente assaltata dai manifestanti, è diventato l’epicentro della protesta, con persone provenienti da diverse città e villaggi che si riversano lì per istituire un campo di protesta.
I manifestanti chiedono al presidente Moreno di rivedere le sue ampie politiche di austerità, introdotte nell’ambito di un pacchetto di prestiti del Fondo monetario internazionale (FMI).

Quito, Ecuador, stato d’assedio e rivolte di piazza


Rispondendo all’afflusso di manifestanti arrabbiati nella capitale, molti dei quali hanno provocato il caos negli edifici governativi e si sono scontrati con la polizia durante quasi due settimane di disordini, Moreno sabato ha imposto un coprifuoco, messo Quito sotto il controllo militare e ha annunciato una restrizione di 24 ore su tutti i movimenti nel paese.
Il presidente, il cui governo ha già evacuato la capitale per la sicurezza della città di Guayaquil, ha anche detto al sindaco di Quito che “riconsidererà” la cancellazione dei sussidi per il carburante, una misura che si è rivelata particolarmente dannosa per la popolazione.
I militari di domenica hanno annunciato che stava sollevando il coprifuoco nella maggior parte della città, con movimenti limitati solo in alcune parti del distretto settentrionale.

Il governo aveva anche promesso di garantire la sicurezza dei leader delle proteste indigene dalla Confederazione delle nazionalità indigene dell’Ecuador (CONAIE) durante il primo round di colloqui con il governo, che era stato programmato per svolgersi più tardi domenica.

I negoziati sono stati concordati dopo dieci giorni di disordini nella capitale. Prima dei colloqui, CONAIE ha dichiarato su Twitter che il presidente dovrebbe ripristinare completamente i sussidi per il carburante o le proteste a Quito e in altre parti del paese continueranno.

I leader della protesta hanno anche chiesto che i colloqui siano trasparenti, dicendo che saranno trasmessi in diretta su enormi schermi in modo che l’intero paese possa vedere cosa sta succedendo.

Il governo di Moreno, appoggiato dagli USA e dai circoli finanziari di Wall Street, ha introdotto misure di austerità per soddisfare le condizioni di un accordo di prestito di $ 4,2 miliardi con il FMI. Questo accordo prevedeva la cancellazione dei sussidi per il carburante, privatizzazioni, liberalizzazione dei prezzi e riduzione delle spese sociali. Il risultato dell’accordo ha poi portato a un enorme aumento dei prezzi della benzina e del diesel in Ecuador con incidenza sui prezzi dei beni di prima necessità.


P.S. Ultime notizie: la repressione dei militari si sta trasformando in una carneficina. Le forze militari hanno attaccato la marcia degli indigeni composta da persone con famiglie e bambini. Si parla di varie vittime (20 morti sembra fra cui alcuni bambini). Il Governo vuole imporre le misure del Fondo Monetarioa tutti i costi nel paese.
La cosa anomala è che i media occidentali non parlano dei disordini e delle rivolte in Ecuador nonostante questa stia assumendo la forma di una rivolta di massa. Sono gli stessi media che mostravano ogni giorno i disordini di Caracas in Venezuela e tutte le manifestazioni di piazza contro il governo di Maduro. Nel caso dell’Ecuador sembra che ci sia una direttiva impartita ai media di non coprire gli avvenimenti. Molto strano.

Fonti: Prensa Latina – RT News

Traduzione: Lisandro Alvarado

5 Commenti

  • atlas
    14 Ottobre 2019

    negli altri paesi la gente si mobilita a fatti. Quì per conferenze dove solo si parla di vivacità intellettuale alternativa ci sono 15 persone, al massimo 20

    quì se la pigliano in culo e domani è un’altro giorno, sempre lo stesso, sempre in mano a dei suinocrati

    dov’è il ‘terzo mondo’ ?

    • Eugenio Orso
      14 Ottobre 2019

      Le conferenze, magari con cena serale, servono a poco.
      Ho sempre rifiutato, pur garbatamente, di partecipare a simili, inutili kermesse, che sanno un po’ di salotto “vorrei, ma non posso”.
      Pensa a quante associazioni (per la sovranità monetaria, contro la nato, eccetera) sono nate senza lasciare alcun segno … e probabilmente sono anche già morte.
      Mancano soprattutto due cose:
      1) Un programma veramente anti-liberista e anti-mercatista che rappresenti l’alternativa al programma elitista giudaico-finanziario, applicato dai “politic democratici” (si scrive collaborazionisti, più esattamente).
      2) Un’élite alternativa disposta a rischiare per governare un paese sovrano, che si riapproria della moneta e della politica estera, con un piccolo ma agguerrito gruppo di quadri politici.
      Poi c’è la massa, al momento inerte, che può diventare massa di manovra per la nuova élite, ma è al punto 3, perché viene dopo.
      Questi sono i 3 ingredienti di una vera Rivoluzione (soprattutto i primi 2), ma in Italia mancano completamente.
      Encefalogramma piatto, morte sicura.

      Cari saluti

      • atlas
        14 Ottobre 2019

        vero caro Eugenio, concordo

        però io personalmente, a stare con certe persone che stimo (pochissime), a socializzare, almeno respiro un pò

        la puzza in giro è tremenda, si soffoca

        mi sarebbe piaciuto ci fossi stato anche tu a Modena

        • atlas
          15 Ottobre 2019

          io per le Due Sicilie ho sempre pensato ai Comitati Popolari all’interno di ogni Comune Duo Siciliano al fine di superare anche tutti gli associazionismi delle buone intenzioni convogliandoli sul fine primario che è lo Stato delle Due Sicilie da riprendersi. Almeno convergere su un’obiettivo

          troppa frammentazione, anni di democrazia deleteria hanno portato che quì ognuno fa repubblica a se

          meglio la mafia, almeno il padrino detta legge

  • Eugenio Orso
    14 Ottobre 2019

    Sempre le bestie liberiste-giudeo-globaliste del fmi, dietro le quinte.
    Impongono misure a politici fantaccio per “aprire il paese al mercato” … Questa storia non è di ieri, ma di decenni, basti pensare a ciò che hanno fatto in Africa.

    Cari saluti

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