Sotto la lente d’ingrandimento

Jean-Pierre Filiu (JPF), ex diplomatico francese e professore di scienze politiche, ha presentato su Le Monde la sua visione completa delle 15 (sic) guerre di Israele a Gaza per 76 (sic) anni (https://bit.ly/4aHlnNV). JPF, 62 anni, aveva affrontato la tragica storia della Striscia di Gaza fino al 2014 (sic) nel suo ricercato libro Gaza, A History (https://amzn.to/3VnSAtu)”.
Lui definisce la quindicesima guerra in corso di Israele a Gaza di gran lunga la più mortale del conflitto israelo-palestinese dal 1948.

Egli ritiene che l’alta densità di popolazione a Gaza, composta per due terzi da profughi arrivati da tutta la Palestina, derivi dalla sua “trasformazione in un crogiolo di nazionalismo palestinese, guidato dalla lotta armata dei fedayn (guerriglieri che ‘sacrificano’ se stessi)”.

Dopo la guerra del 1948, JPF elenca cinque guerre successive che sussumono la guerra di confine fino alle intifade (rivolte), tra le quali colloca la guerra di confine quando Israele impose una “cintura di sicurezza con i suoi kibbutz militarizzati (https://bit.ly/4bEgeHz)”. Questo è il momento in cui ha avuto luogo la “prima occupazione israeliana di Gaza dal novembre 1956 al marzo 1957”.

Durante la Guerra dei Sei Giorni del 1967, l’esercito israeliano rioccupa Gaza. Nonostante il suo trionfo, Israele, sotto il generale Ariel Sharon, sopporta una guerra di quattro anni quando emerge un’alternativa islamica (nota: incitata da Israele per annientare l’OLP) al movimento nazionalista.

La guerra ombra continua mentre i servizi israeliani mobilitano la Fratellanza Musulmana dello sceicco Ahmed Yassine, il futuro fondatore di Hamas, contro i sostenitori dell’OLP.

Guerriglieri di Hamas

La settima guerra sarà l’unica in cui il trionfo militare porterà a una dinamica di pace quando la prima intifada disarmata della popolazione dei territori occupati nel 1967 e l'”OLP” assumeranno la “soluzione dei due Stati (https://bit.ly/3yIxQne)”.

La seconda intifada, ora armata, nel settembre 2000 nel bel mezzo della colonizzazione israeliana e dell’ascesa di Hamas – ha portato cinque anni dopo al ritiro unilaterale del generale Sharon da Gaza.

Quasi due anni dopo, Hamas, sotto il comando di Yahia Sinwar, espelle l’OLP da Gaza (https://bit.ly/4e5g5Pm).

In due articoli separati, il giornalista egiziano Abdel-Moneim Said (AMS), del quotidiano Al Ahram, classifica l’attuale guerra tra Israele e Hamas dal 7 ottobre 2023 come la quinta (sic) guerra di Gaza (https://bit.ly/3yEty09), a differenza delle 15 (sic) guerre a Gaza del JPF francese e senza approfondire le quattro (sic) guerre “Israele contempla il collasso del suo potere deterrente (‘deterrenza’, dal latino deterrere: deterrente dal terrore)” e si muove per ristabilirlo. AMS si occupa di quattro aree nodali:

1- Il ruolo dell’Iran: senza toccare il possesso clandestino da parte di Israele di più di 300 bombe nucleari (l’ex presidente Carter dixit), riduce stranamente il gioco dell’Iran al suo desiderio non provato di ottenere bombe nucleari di fronte all’opposizione degli Stati Uniti e di Israele.

2- Il giorno dopo questa guerra e il suo governo con tre scenari: a) la sete di Israele di annettere Gaza; b) la rivendicazione da parte di Hamas del suo diritto di controllare Gaza; e (c) il desiderio della “comunità internazionale (qualunque cosa significhi)” di ripristinare l’Autorità Palestinese, che già amministra i palestinesi in Cisgiordania.

La metastasi dell’attuale guerra in una guerra regionale a tutto campo da parte di Israele e degli Stati Uniti contro l’Iran. Evidenzia l’ossessione dell’AMS per il ruolo determinante dell’Iran.

4– La “seconda Nakba (catastrofe: https://bit.ly/3Gbd4Nr): la pulizia etnica sequenziale dei palestinesi”, questa volta spingendo centinaia di migliaia (sic) in direzione del deserto “vuoto (https://bit.ly/3VpfgbF)” del Sinai, che avrebbe influito sulla stabilità dell’Egitto, a causa dei legami di Hamas con i temibili “Fratelli Musulmani (https://bit.ly/3V3gSYc)”.

Bambini affamati a Gaza

JPF ricorda al mondo intero che non c’è, non c’è mai stata, una soluzione militare a Gaza.

Nota: L’analista francese Jean Pierre Filiu nella sua analisi omette di ricordare che, la creazione dell’Asse della Resistenza, ideata e realizzata dal compianto generale Soleimani, è il fattore che ha reso enormemente più forte la capacità di resistenza dei gruppi palestinesi, grazie al supporto dell’Iran, oltre che degli Hezbollah del Libano, delle milizie sciite dell’Iraq e del movimento degli Houthi dello Yemen. Tutte queste forze hanno contribuito alla lotta contro Israele e gli USA e costituiscono un unico fronte di lotta che sta riscattando la lotta del palestinesi dalle false prospettive che in passato venivano da velleitarie alleanze con paesi arabi del fronte sunnita filo USA e dalle ambiguità dei F.lli Mussulmani. Queste alleanze erano in buona parte fagocitate e agevolate dalle stesse centrali dei servizi di Israele e degli USA per dividere e destabilizzare i palestinesi. Tutto è cambiato con l’Asse della Resistenza e questo riesce oggi, per la prima volta, a mettere in scacco Israele e gli Stati Uniti.

Fonte: http://alfredojalife.com (La Jornada)

Traduzione e nota: Luciano Lago

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