Soros ha invitato l’Occidente a rovesciare Xi Jinping tre giorni prima delle Olimpiadi (VIDEO)

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Il miliardario americano e fondatore della “Open Society Foundation”, George Soros, tre giorni prima dell’apertura delle Olimpiadi di Pechino, ha invitato l’Occidente a persuadere la Cina nel cambiare la leadership, cioè a far allontanare Xi Jinping dalla carica di capo della Stato cinese.

Soros ha pronunciato tale affermazione durante una conferenza alla Stanford University, da cui un estratto è stato pubblicato sul suo conto Twitter.

Secondo Soros, la comunità internazionale dovrebbe persuadere la Cina a cambiare il regime politico a Pechino.

“Questo cambiamento rimuoverebbe quella che è la più grande minaccia che le società aperte devono affrontare oggi e si dovrebbe fare tutto il possibile per incoraggiare la Cina a muoversi nella direzione desiderata”, ha affermato Soros.

Secondo Soros, la Cina è diventata “lo stato autoritario più potente del mondo”.

Allo stesso tempo, come assicura Soros, Xi Jinping, a differenza dell’ex leader cinese Deng Xiaoping, crede davvero nel comunismo e considera Mao Zedong e Vladimir Lenin i suoi idoli.

In ogni caso Soros non si è soffermato a descrivere quale sia un meccanismo specifico per costringere Xi Jinping a lasciare il suo incarico. Soros si è rifiutato di entrare nei dettagli.

“Forse intende dire che il Maidan cinese ha bisogno di essere organizzato? Anche se nel 1989 il Maidan a Pechino si è già svolto e si è concluso con i noti eventi di piazza Tienanmen”, commentano i giornalisti ucraini.
Nota: Risulta piuttosto chiaro che Soros, quale anima finanziaria del globalismo progressista, sia dietro molti dei tentativi di “rivoluzioni colorate” fatte in diversi paesi dell’Est Europa e dell’Asia, con il sostegno della CIA e di altri organismi come la NED (National Endowment for Democracy) e similari. Tutte operazioni mirate ad un cambio di regime per instaurare un governo fantoccio che risultasse gradito alla elite di potere anglo-USA-sionista.
Nel caso della Cina il lavoro è molto più difficile e i tentativi di sobillare le proteste di Hong Kong e la minoranza mussulmana dello Xinjiang sono fino ad oggi falliti.
Questo non toglie che le autorità di Pechino hanno invitato di recente Soros a recarsi in Cina per un colloquio “franco ed aperto”. Non è però chiaro se le stesse autorità della Cina lo lascerebbero tornare indietro liberamente. Se George Soros fosse messo in condizione di non nuocere e creare altri danni sarebbe un grande servizio all’umanità di cui bisognerebbe riconoscere il merito ai cinesi.

Fonte: Agenzie

Traduzione e nota: Luciano Lago

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