Smentite tutte le bugie della propaganda della NATO e di Washington

di Luciano Lago

Dai rapporti riservati del Pentagono, filtrati e pubblicati sui social, si apprende quanto già si sapeva, fra le altre cose che in Ucraina operano forze speciali della NATO sotto copertura. Un fatto questo che era sempre negato da Washington e da Bruxelles e che dimostra quanto la NATO sia coinvolta nel conflitto smentendo coloro che si ostinavano a negarlo.
Nel frattempo il comando NATO ha dovuto rinunciare ai voli di avvistamento sul Mar Nero che servivano a indicare i movimenti delle forze russe e gli obiettivi da colpire, trasmessi alle forze ucraine.
La Russia ha avvertito che abbatterà gli aerei spia che si avvicinino alla Crimea ed alle frontiere russe.
Il comando NATO è costretto a giocare a carte scoperte e deve ammettere la sua partecipazione al conflitto con tutte le conseguenze del caso.

La prima di queste è il dislocamento delle armi nucleari tattiche russe in Bielorussia. Un avvertimento concreto destinato in particolare alla Polonia ed ai paesi baltici.
La seconda è l’utilizzo da parte russa delle micidiali bombe termobariche che hanno effetti devastanti sugli obiettivi colpiti. Questo consente alle forze russe di fare il tirassegno con i blindati e carri armati forniti dall’occidente.


Battaglia di Bakhmut

In definitva si vede chiamente che il momento della controffensiva ucraina si allonana e forse era tutto un bluff. Gli ucraini non hanno personale e altra carne da cannone da inviare al fronte.
Le perdite ucraine che filtrano da rapporti, secretate da Kiev, parlano di circa 300.000 uomini, un massacro che ricade nella responsabilità di Zelensky e della congrega di personaggi di Washington che hanno sabotato ogni possibile trattativa di pace, istigando l’Ucraina a proseguire il conflitto ad oltranza. Zelensky ne dovrà rendere conto, almeno lui. Il suo circolo di oligarchi si è arricchito con le forniture occidentali mentre i loro soldati venivano sacrificati al fronte per seguire le direttive di Washington e gli interessi geopolitici degli Stati Uniti.
Il conflitto prima o poi dovrà terminare e gli effetti di questo si stanno già verificando nello scenario internazionale. L’ossessione egemonica degli USA di logorare e distruggere la Russia per poi attaccare la Cina, si sta rivelando una chimera, un calcolo sbagliato e tutto l’occidente ne pagherà il prezzo con l’emergere di nuovi attori sulla scena internazionale.
La miserabile condizione dell’Europa, di vassallo senza voce e senza ruolo, emerge in tutta la sua cruda realtà.

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