Slutskij: le dichiarazioni del presidente del parlamento estone aumentano la tensione nei rapporti con la Russia

MOSCA, 3 gennaio. / TASS /. Le dichiarazioni del presidente del Riigikogu (parlamento unicamerale estone) Henn Põlluaas sulla presunta continuazione di validità del Trattato di pace di Tartu del 1920 ostacolano la ratifica del trattato sul confine russo-estone e creano ulteriore tensione nei rapporti tra i due paesi.

Questa opinione è stata espressa domenica dal capo della Commissione per gli Affari Internazionali della Duma di Stato Leonid Slutskij in un’intervista con un corrispondente della TASS: “Le dichiarazioni di Põlluaas, pare, siano più calcolate per il pubblico interno al fine di attirare l’elettorato. Ma allo stesso tempo, tali dichiarazioni ritardano sempre più le prospettive di ratifica del trattato sul confine russo-estone del 2014 e creano ulteriore tensione nella cooperazione bilaterale e interparlamentare”.

Il parlamentare russo ha ricordato che “il presidente del Riigikogu per il secondo anno consecutivo sostiene la continuazione del Trattato di pace di Tartu del 1920”. Põlluaas ha fatto una simile dichiarazione anche durante il suo discorso in onda venerdì sul canale ETV +.
“In tal modo Henn Põlluaas ritorna sulla stessa questione e getta indietro la situazione di 16 anni, quando, dopo quasi 11 anni di negoziati, è stato possibile concordare una linea di frontiera e firmare un accordo sui confini. Ma è stata la menzione, da parte estone, del Trattato di Tartu, nel suo preambolo, che ha poi costretto la Russia a ritirare la firma, cosicché le nuove consultazioni sono riprese solo nel 2012 e si sono concluse nel 2014 con la firma di un nuovo accordo sul confine di stato”, ha indicato Slutsky.

Il capo della Commissione per gli Affari Internazionali della Duma ha inoltre aggiunto che questo documento è ancora all’esame dei parlamenti di entrambi i paesi: “C’erano accordi sulla sua ratifica simultanea, ma è stata la linea russofoba dei politici estoni a rallentare l’intero processo”.

Confini contesi tra Estonia e Russia

Nel febbraio dello scorso anno il presidente estone Kersti Kaljulaid in un discorso dedicato al centenario del Trattato di pace di Tartu, si è espressa a favore del rifiuto di rivedere il confine con la Russia. Allo stesso tempo ha aggiunto che, dal suo punto di vista, quel documento è ancora valido.
A tal riguardo, come notato anche dal rappresentante ufficiale del Ministero degli Affari Esteri russo Maria Zakharova, le dichiarazioni dei politici estoni in base ai quali l’accordo non sarebbe ancora scaduto servono solo per attrarre l’elettorato.

Ponte su territorio conteso in Narva, Estonia.

Secondo i termini del Trattato di pace di Tartu concluso tra la RSFSR (Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa) e l’Estonia il 2 febbraio 1920, la città di Ivangorod e parte della regione Pechora appartenevano alla repubblica baltica. Tuttavia dopo l’ingresso dell’Estonia nell’URSS nel 1940, questi territori furono ceduti alla RSFSR.

Fonte: Tass https://tass.ru/politika/10401085

Traduzione: Eliseo Bertolasi

2 Commenti
  • giorgio
    Inserito alle 19:11h, 05 Gennaio Rispondi

    Qualcuno pensa che la Russia è un paese imperialista ? o che l’Estonia è un reggicoda della Nato ?

  • eusebio
    Inserito alle 19:23h, 05 Gennaio Rispondi

    La Russia già avrebbe motivazioni per punire Estonia e Lettonia per non aver dato la cittadinanza alle grosse minoranze slave presenti, tra il 30 e il 40%, in caso di mancata conoscenza della lingua nazionale, dato inoltre che il russo non viene riconosciuto come seconda lingua, come adesso in Ucraina (tra l’altro il presidente sionista è russofono), ma che adesso rivogliano indietro territori russi che sono stati ceduti nel 192o dal governo golpista bolscevico, a maggioranza giudaico, è il colmo.
    Tra l’altro gli USA si fanno sempre più minacciosi, hanno schierato droni d’attacco in Romania, mentre l’esercito ucraino continua gli attacchi contro la popolazione civile nel Donbass, aspettando che gli arrivino i droni dai turchi per usarli magari contro la flotta russa a Sebastopoli.
    I turchi recentemente sembra abbiano appoggiato attacchi terroristici dei tatari in Crimea.
    Insomma la situazione al confine russo occidentale sta precipitando, il tutto mentre i russi stanno acquisendo il controllo di aziende, media e confini bielorussi e stanno velocemente concedendo la cittadinanza agli abitanti del Donbass.
    In caso di guerra tra Russia e Ucraina comunque la NATO difficilmente interverrà.

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