Siria, Russia e Iran manovrano vicino alle basi statunitensi a Deir Ezzor


La Siria ha effettuato manovre militari congiunte con le forze dell’Iran e della Russia nella provincia orientale di Deir Ezzor nel quadro della cooperazione militare trilaterale.

Secondo quanto riportato dal quotidiano siriano Al-Watan martedì , le esercitazioni si sono svolte lungo la sponda occidentale della valle del fiume Eufrate, nella regione della provincia di Deir Ezzor, a pochi chilometri dalle basi delle truppe statunitensi e i loro alleati delle forze democratiche siriane (SDS).

Da parte sua, il portale del web locale, Deir Ezzor 24, ha riferito che questa è la prima volta che le forze armate di questi tre paesi conducono esercitazioni militari congiunte in quella provincia siriana, spiegando che queste manovre continueranno per diversi giorni.

Allo stesso tempo, una fonte dell’esercito arabo siriano, citata dal portale locale Al-Masdar News, ha confermato che una brigata della 17a divisione della riserva dell’esercito è arrivata questa settimana al governatorato di Deir Ezzor per partecipare a una manovra militare.

Queste esercitazioni militari non sono inusuali, in quanto l’esercito siriano ha ripetutamente praticato tattiche di operazioni antiterrorismo in esercitazioni congiunte con consiglieri russi e persiani.
Il personale delle forze speciali russe è stato schierato questa settimana nella campagna orientale della provincia di Deir Ezzor (Siria orientale).

Questo movimento, tuttavia, ha avuto luogo pochi giorni dopo l’ apertura del valico di frontiera Al-Qaim-Abu Kamal , situato ai confini della provincia siriana di Deir Ezzor e del vicino Iraq, e chiuso dal 2013 dalla presenza di terroristi dell’ISIS (Daesh, in arabo).

La provincia siriana di Deir Ezzor, l’ultima roccaforte del Daesh in Siria, è stata recuperata nel marzo dello scorso anno dall’esercito siriano , anche se il controllo della provincia è diviso tra le truppe siriane e la cosiddetta SDS, la milizia curda-araba pienamente supportata da Washington.

Damasco, che nella sua lotta contro il terrorismo gode del sostegno dei suoi alleati, come la Russia e l’Iran, ha denunciato in un numero infinito di volte la presenza militare illegale degli Stati Uniti sul suolo siriano e ha avvertito che Washington ha creato un buco nero con l’obiettivo di fermare l’avanzata antiterroristica delle forze siriane.

Lavrov. La Russia rimarrà in Siria con il pieno consenso di Damasco

La Russia manterrà la sua presenza militare in Siria con il consenso delle autorità legittime del paese arabo, afferma il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov.

Truppe russe in Siria

“Sì, siamo interessati a mantenere la nostra presenza in Siria, e la Russia continuerà ad utilizzare le sue basi di supporto logistico di Tartus e della base aerea di Hmeimim”, ha detto mercoledì il ministro degli Esteri russo, aggiungendo che c’è “pieno consenso per le autorità legittime di uno stato membro delle Nazioni Unite (Organizzazione delle Nazioni Unite) ”.

Parlando a un evento nella città russa di Sochi, Lavrov ha chiarito che la presenza russa in Siria non significherà “un pretesto per imporre qualcosa o costringere qualcuno ad agire secondo i nostri gusti”.

Inoltre, l’alto funzionario russo ha avvertito gli Stati Uniti di “un gioco pericoloso” che stanno cercando di realizzare contro Damasco usando i curdi per risolvere i loro problemi in Siria.
Gli Stati Uniti e la coalizione stanno praticando un gioco pericoloso sulla sponda orientale dell’Eufrate, cercando di utilizzare il fattore curdo per risolvere i loro problemi geopolitici, e il loro obiettivo è quello di isolare la costa orientale dell’Eufrate dal resto della Siria, risulta ovvio”, ha aggiunto.

Damasco, con il sostegno dei suoi alleati, come l’Iran e la Russia, è riuscito a liberare l’80% delle sue terre da qualsiasi presenza terroristica e ora si sforza di riguadagnare il controllo della provincia nord-occidentale di Idlib, l’ultimo bastione dei terroristi sul territorio siriano.

Fonte: Hispan Tv

Traduzione: Luciano Lago

4 Commenti

  • atlas
    2 Ottobre 2019

    ma…che si chiamino ‘terroristi’ chi lo dice…il telegiornale ?

    Non esiste il termine ‘terrorista’ riferito a delitti che eventualmente questi compie. E il fatto che sia stato configurato un reato dal regime democratico (stesso discorso per l’associazione ‘mafiosa’) non vuol dire che ciò sia giusto

    non esiste colui che per spiccata proclivicità al crimine porta terrore fra la gente. Se lo fa è perchè è pazzo e allora deve stare in mezzo ai pazzi non in galera. E’ lo stesso discorso di colui che incendia boschi e il telegiornale definisce ‘piromane’. Allora colui che ruba è per forza di cose un cleptomane ? No, invece colui che incendia è un incendiario stragista e colui che ruba è un volgare ladro

    così se invece, sulla base di informazioni variabili e costanti, al fine di destabilizzare o stabilizzare e viceversa un determinato ordine costituito, servizi di sicurezza, interni ed esterni, organizzano gruppi che strategicamente portano il terrore fra la popolazione civile innocente per le suddette finalità allora li dovremo chiamare agenti, non terroristi. O guerriglieri

    il ‘terrorista’ è in realtà un pazzo isolato, non il membro di un gruppo che agisce con criteri militari ben definiti, istruito, finanziato ed armato

    lo abbiamo visto quì anni fa, lo vediamo in Siria, lo stiamo vedendo a Hong Kong. Hanno come elemento provocatore il lato politico, quello religioso o etnico, ma le finalità sono sempre le stesse: l’ordinamento democratico giudeo. Liberale e liberista

    • Eugenio Orso
      4 Ottobre 2019

      Se ben ricordi, le puttane mediatiche italiane, ai tempi del serpente Obama, chiamavano i tagliagole che stavano devastando la Siria e uccidendo la sua popolazione con il delicato termine di “ribelli moderati”, proprio come facevano in usa il criminale Obama e isuoi compari ….

      Cari saluti

      • atlas
        4 Ottobre 2019

        ma infatti caro Eugenio, prendo tempo solo per commentare con te e qualcun’altro dalle capacità e fini costruttivi, poi evito, questo sito sta diventando troppo ‘corretto’ per me. Ora danno visibilità anche a Berlusconi …

        se hai VK o fb trovi che condivido solo notizie relative all’abrogazione dell’italia con ritorno alle Due Sicilie e alle nuove armi di Russia, Cina, Corea del nord, Iran e Venezuela. Alla fine sarà data la parola a loro e solo a loro, il diritto sta nella forza. Le parole e i termini delle chiacchiere democratiche lasceranno il tempo che trovano

  • Giorgio
    3 Ottobre 2019

    I Russi se li fumano quei gradassi fuori di testa americani. . . . . .

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