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Siria: oltre 11.000 civili lasciano Ghouta East per riparare nelle aree sotto il controllo dell’esercito siriano

Mentre le Tv ed i media occidentali continuano a diffondere le loro menzogne, la popolazione siriana, che era ostaggio dei terroristi (appoggiati dall’Occidente) nel Goutha east, riesce a fuggire dalla zona  ed a mettersi sotto la protezione dell’Esercito Nazionale Siriano.

TEHERAN (FNA) – Più di 11.000 civili sono riusciti a uscire dalle regioni terroristiche nella Ghouta orientale attraverso un corridoio umanitario appena stabilito nella regione di Hamouriyeh, come ha annunciato il Portavoce del Centro di Riconciliazione russo per la Siria.


Il generale di brigata Vladimir Zolotokhin ha dichiarato che oltre 11.000 civili hanno lasciato giovedì le regioni  detenute  ancora dai terroristi, ad Hamouriyeh, Saqba e Hazeh attraverso un corridoio umanitario nella regione di Hamouriyeh.

Zolotokhin ha inoltre affermato che il numero totale di civili che lasceranno la Ghouta orientale per le regioni controllate dall’esercito ammonteranno a oltre 13.000 fino a giovedì notte.

L’esercito ha allestito tre corridoi di sicurezza in Hamouriyeh, Jesrin e al-Wafedeen per l’evacuazione di civili dalla Ghouta orientale.

Fonti militari hanno riferito giovedì che le forze dell’esercito siriano hanno catturato una vasta area di fattorie, edifici e piante nel nord-est dell’Hamouriyeh.

Le stesse fonti hanno sottolineato che si sta verificando il collasso e il controllo restrittivo dei terroristi sulle loro linee in Hamouriyeh, riferendo chequesti anno iniziato il ritiro verso il villaggio di Hazeh nell’Hamouriyeh occidentale.

Nello stesso tempo  i rapporti hanno riferito che centinaia di civili hanno lasciato la regione attraverso il corridoio Hamouriyeh verso le zone controllate dall’esercito siriano.

Mercenari jihadisti

I gruppi terroristici cercano di aprire un nuovo fronte contro le forze governative nel sud della Siria

Nel frattempo I gruppi terroristici, sostenuti da Stati Uniti, Israele e Arabia saudita, hanno schierato migliaia di uomini armati nel sud della Siria per lanciare un’operazione su larga scala per rallentare i rapidi progressi dell’esercito siriano nella Ghouta orientale, come segnalato da un media arabo questo venerdì.

Il sito web della Rai, al-Youm in lingua araba, ha riferito che le agenzie di intelligence di Israele, Stati Uniti e Arabia Saudita stanno già attraversando la fase iniziale di un assalto imminente da parte dei terroristi nella Siria meridionale, aggiungendo che i servizi segreti dei tre stati hanno provveduto a rifornire di armi e supporto militare e logistico ai terroristi.

La medesima fonteh ha continuato dicendo che i terroristi e i loro sostenitori hanno in programma di cambiare gli equilibri militari dando il via ad un assalto su larga scala a Dara’a per diminuire la pressione dell’esercito siriano nei confronti dei loro compagni nella Ghouta orientale.

Si segnala anche che l’esercito siriano ha inviato un gran numero di nuove forze e un grande volume di equipaggiamento militare alla Dara’a settentrionale e nord-orientale, alla città di Khirbet Qazala e ai vari quartieri della città di Dara’a per rinvigorire le forze governative.

Le forze di resistenza filo-governative hanno anche inviato più truppe e materiale militare a Khan Arnaba e nelle regioni al-Ba’ath nella provincia di Quneitra per affrontare le possibili minacce dei terroristi di Al-Nusra.

Esperti militari credono che l’esercito si sposterà verso le regioni controllate dai terroristi a Dara’a e Quneitra dopo aver preso il controllo della Ghouta orientale, principalmente nella città chiave di Douma.

La preparazione dei terroristi per l’operazione è arrivata dopo che gli Stati Uniti hanno schierato altri 200 soldati nella base di al-Tanf al confine con la Giordania, in Siria, che ospita la Joint Operation Room degli Stati Uniti e della FSA.

Inoltre, un certo numero di ufficiali dell’esercito britannico sono stati inviati al confine tra Siria e Giordania.

Fonti:  Fars News      Al MasdarNews

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

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  1. giannetto 6 mesi fa

    Ogni tanto faccio zapping di canali internazionali con la mia TV. – Ho appena sentito i venduti mainstream reporters della Tv iberica, che hanno detto: i civili fuggivano in massa da Goutha dai bombardamenti dell’esercito…. siriano! Per andare dove, non è stato detto. Fuggivano, e c’est tout! — Già che ci siamo andiamo avanti…! a Madrid è successo uno spaventoso mobbing di baluba, in seguito alla morte, per mano della polizia, di un venditore ambulante senegalese. Indagheremo con le pinze tutti i dettagli del fattaccio. Ma insomma i nodi vengono al pettine. E’ stato un semplice assaggino. Stranamente è la Spagna a farcelo gustare per prima, o per seconda, dopo la Francia, o per terza, dopo la Germania, o per quarta, dopo la Svezia… A quando il nostro turno? Ah già..! C’è il precedente di Firenze, ma è poca cosa.. . Ma in che modo le paperine-reporter iberiche commentavano… su che “pista” intervistavano per le strade i montoni belanti del “pueblo” autoctono
    (il pueblo del “barrio” più popolare, mitico e folklorico dell’antica Madrid, dove oggi è sopravvissuto UN autoctono ogni DIECI r esidenti… nove tra loro in guerre inter-razziali e inter-tribali)
    a commento del fatto? Così: che “tutti siamo qui per qualcosa”… che “siam fatti per volerci bene”… e avanti di questo passo con le solite trullaggini da Sor Pampurio …. Proprio così: tutta l’Europa è paese… di imbecilli!

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    1. Animaligebbia 6 mesi fa

      Potenza della dittatura del politicamente corretto.

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    2. atlas 6 mesi fa

      beh giannetto, via Hitler e Haider spazio ai democratici no ?

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  2. giannetto 6 mesi fa

    Anche se non è il post giusto, e mi scuso con la Redazione, non posso proprio lasciar a metà il discorso sui fatti di Madrid. Alle prime verifiche (sempre secondo quel che ci raccontano) il senegalese è morto da solo, di infarto, in mezzo alla strada. I suoi compaesani han detto che era inseguito dalla polizia, che dà la caccia ai vu’ cumprà, per attività illegale. La polizia ha negato rotondamente la circostanza. Allora la narrativa dei colorati è cambiata: la polizia li perseguita normalmente, creando in loro uno stato di stress costante, per cui può capitare che qualcuno muoia di infarto anche in momenti “tranquilli”. Sottilissimi psicologi! – Da notare che la vittima risiedeva illegalmente in Spagna da 12 (dodici) anni, CLANDESTINO senza documentazione. Se capitasse a me di viver da clandestino in qualsiasi paese del mondo (i loro compresi), non so se la farei franca dopo tre mesi. Siccome la polizia iberica vigila sui clandestini ambulanti che vendono illegalmente come vu’ cumprà le loro mercanzie, da loro il fenomeno dei vu’ cumprà che bussano porta a porta, e ci rompono le scatole ogni momento, è molto meno diffuso che nel Belpaese. Dove, se però lo facessi io, sarei subito inchiappettato.
    Ora, io non ho niente da eccepire sul fatto che la gente possa reagire in piazza contro violenze ingiustificate della polizia, se ci sono davvero. Quel che mi preoccupa (ma è colpa nostra e non dei colorati), è la mancanza di NOSTRE reazioni di piazza contro le violenze dei baluba. Ieri la vulgata opinione, senza entrar nel merito del fatto, ha già sprecato tutte le chiacchiere possibili del buonismo universale multirazziale. E tuttavia, siccome la realtà delle cose è più forte delle omelie di Sor Pampurio, ciò non ha impedito che in serata si verificassero violenti disordini di strada…. Già vent’anni fa il barrio di Lavapiés era conteso da bande interrazziali di asiatici e di latinos. A queste, più antiche, vennero poi a sovrapporsi i neri.

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    1. Citodacal 6 mesi fa

      È noto che certe fotografie di Putin possono provocare l’infarto (il che le rende armi ben più micidiali del Novichok), pertanto anche in questo caso andrebbe battuta la pista russa…
      (e in rete v’è un sito ove, pur ammettendo che il senegalese fosse privo di documenti, la notizia è riportata in questi termini: «L’ episodio di ieri è riconducibile al clima repressivo che accomuna sempre di più le città europee: una ricerca spasmodica della “legalità” a cui siamo abituati e che si ripercuote ovunque con le stesse dinamiche di violenza istituzionale a danno degli “indecorosi”. » Una ricerca spasmodica della “legalità”: un concetto che nemmeno Cetto Laqualunque avrebbe elaborato così bene nel domandarsi se sia legale schierarsi dalla parte della legge; comunque da domani circolo senza carta d’identità, patente e bollo assicurativo dell’auto: e se mi fermano e mi viene un infarto chiedo i danni)

      p.s.: complimenti, Giannetto: 3 mesi di clandestinità per me sarebbero già un arduo traguardo.

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      1. giannetto 6 mesi fa

        “…una ricerca spasmodica della “legalità” a cui siamo abituati..” – Chi è il genio che ha scritto questo? Una ricerca della legalità addirittura spasmodica! Sì.. quella cui siamo abituati noi dalle nostre “forze dell’ordine”, che ci squadrano d’acchito per potenziali delinquenti, solo se ci fermano a capocchia per il gusto di vederci la patente (che in Inghilterra puoi, o almeno potevi, lasciare a casa). – Non sembra però che ci sian troppo abituate le “risorse”, a certe spasmodiche ricerche, se da dodici anni (!!) circolano clandestinamente a piede libero. Quel che piuttosto m’incuriosisce nel caso spagnolo, se tutte le informazioni son corrette, è questo: Non ti scocciano se sei un clandestino cronico, ma solo se eserciti illegalmente il mestiere di vu’ cumprà. Non vedo gli sbocchi di una possibile quadratura del cerchio. Forse pensano che i clandestini possano viver d’aria, perché non credo che in quanto tali ricevano sussidi statali, nel qual caso un eventuale “lavoro in nero” sarebbe un delitto, così come lo è per chi prende l’assegno di disoccupazione. Non so però quanto tale scocciatura dell’inseguimento dell’ambulante sia “spasmodica”.
        Hai ragione: ho nettamente esagerato sui tre mesi…. currenti calamo…

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      2. giannetto 6 mesi fa

        Su Putin. – Un familiare olandese di un mio parente, che ho visto una settimana fa, ha definito Putin: “un energumeno con arie da bullo”. Dunque ci può stare che certe fotografie di Putin possano provocare l’infarto… La moglie di quel familiare non aveva poi dubbi che Putin volesse invadere e annettere i paesi baltici… Queste sono le mie normali e grandi comunicazioni umane, in campo politico.
        Saluti

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        1. XD 6 mesi fa

          Ahahah! Difficile trovare interlocutori degni di sostenere dei discorsi anche un attimo più evoluti in campo politico…ti capisco.

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        2. Citodacal 6 mesi fa

          @Giannetto
          Confesso che fino a qualche anno fa consideravo Putin – distrattamente peraltro e senza troppo interesse – poco più che un criminale e mi bevevo l’invereconda panzana di Assad (figlio e padre) intento a martoriare il suo stesso popolo (ma senza tuttavia scadere nell’attribuire la patente di “buoni” a quelli schierati dall’altra parte: il mondo è un calderone micidiale). Ma la Sorte (malasorte… per alcuni) volle dotarmi di un carattere inquieto e indagatore, cosicché anche per i casi citati è suonato prima o dopo il campanello: si tratta sempre, come direbbe Bagnai, di provare a unire i puntini (senza ritrarsi inorriditi per quel che ne vien fuori, aggiungo io). Qualcuno sostiene che la presenza di coscienza arrechi sofferenza (è vero: tanto più conosci, quanto più hanno di che soffrire gli asfittici limiti individuali): di contro, la sua assenza incarna una vera tragedia; dopotutto, “askesis” è optare per la prima possibilità e saper stringere i denti per attraversarne il Mare Magnum, ed è quanto distingue l’Uomo metafisico da quello psichico sociale (il che non esclude niente affatto la presenza di letizia d’animo, anche nella scomoda e perigliosa attraversata).
          Del resto, lo stesso Putin pare seguire una parabola esistenziale, com’è nelle cose della vita. Gli è pure che, per molti versi, non siamo più avvezzi alla figura di chi sia costretto a montare la gogna per preservare un ordine, pur tuttavia essendo ormai assuefatti – e sottomessi – ad altrettanta gogna mediatico-sociale, ben più sottile ed insidiosa, che t’inchioda al pregiudizio ricorrente, onde per cui l’uscirne in ogni ambito – per ponderata riflessione e non arbitrio capriccioso – comporta non un’infrazione alla legalità, bensì un più grave torto all’opinione pubblica!
          Dunque, più che all’autoritarismo, sono alquanto incline all’autorevolezza: e certamente non quella surrogata ed epocale da mercato, che passa per l’ottenimento del maggior numero di estatici consensi, magari su una pagina di internet.

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          1. giannetto 6 mesi fa

            La mia interpretazione positiva di Putin, ribaltando l’ “energumeno con arie da bullo” , è sempre stata: “machiavellico con palle d’acciaio”. — Non credo che egli pensi troppo all’ askesis come personale viatico per attraversare il Mare Magnum dell’esistenza, ma che si limiti alla realtà dell’uomo psico-sociale che vuol realizzare gli scopi “repubblicani” di cui la politica è strumento. Non un servus philosophiae, ma un servus rei pubblicae.
            … Credo però che con sti discorsetti stiamo rompendo le scatole agli altri con-forali.

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          2. Citodacal 6 mesi fa

            @Giannetto
            L’ àskesis non era riferita tanto a Putin, quanto alla volontà e alla necessità individuali di prender coscienza, che non sia il subir passivamente – ovvero “coscientizzare” obtorto collo – ciò che l’esistere ti butta sulla faccia: e nella sua concezione originale di “esercizio” (atletico, etico, finanche militare, prima ancora che mistico) dell’identificarsi e mantenersi desta – dunque con una valenza comunque sociale, ancor prima che, eventualmente, trascendente: ma comunque metafisica, nel senso di caratterizzare l’uomo dotato d’intelletto agente e non ricettacolo massificato di semplici opinioni eteroindotte. Perciò anche l’essere servus rei publicae conosce e richiede la sua àskesis nel conoscere e riconoscere il senso preciso proprio della cosa pubblica – e non l’opinione personale che ci si può fare della medesima –, per perseguirlo al di là delle proprie divagazioni di comodo (funzione che nella società tradizionale spetta alla figura e ai doveri del Kshatriya, dunque anche alla sua àskesis), così scansando quanto indicava Gómez Dávila col dire che “Il fine più alto che l’uomo moderno riesca a immaginare è servire i capricci anonimi dei suoi concittadini”.

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