Siria – La Cina passa all’azione in Siria


di Mikhail Gamandiy-Egorov.

Pechino sta rafforzando la sua interazione con Damasco non solo sul piano politico e diplomatico, ma tutto ora sembra andare nella direzione di una collaborazione sempre più stretta anche in ambito economico e di sicurezza militare. L’obiettivi è quello di rafforzare ulteriormente l’asse del multipolarismo negli affari mediorientali e nel contempo confermare che la Siria può fare a meno di qualsiasi interazione con gli stati occidentali (quelli delle sanzioni e dell’embargo contro il paese arabo).

La visita del capo della diplomazia cinese, Wang Yi, nella capitale siriana non solo ha confermato i cordiali rapporti tra la Repubblica Popolare e la Repubblica Araba, al momento dell’insediamento del leader siriano, ma conferma oltre alla determinazione di la leadership cinese a svolgere un ruolo importante nella Siria postbellica, insieme ad altri principali alleati di Damasco, quali la Russia e l’Iran. Il tutto dopo la recente vittoria del presidente Bashar al-Assad alle elezioni presidenziali siriane.

Durante questa visita, l’alto funzionario cinese ha incontrato il suo omologo siriano, Faisal al-Meqdad, ed è stato ricevuto anche dal leader siriano. Al termine di questi incontri, i due Paesi si sono posti l’obiettivo di rafforzare i legami e la cooperazione bilaterale, come ha annunciato l’ agenzia di stampa cinese Xinhua .

Wang Yi, che oltre ad essere ministro degli Esteri – è anche consigliere di Stato, ha sottolineato che la Cina sta risolutamente al fianco del popolo siriano e aderisce alla giustizia internazionale preservando la sovranità e l’indipendenza dalla Siria. Durante il suo incontro con il presidente Bashar al-Assad, il ministro degli Esteri cinese ha anche ricordato che la Cina si oppone a qualsiasi tentativo di cambio di regime in Siria.

Sempre secondo Wang Yi – sotto la guida di Assad, il popolo siriano ha ottenuto un prezioso successo nella lotta al terrorismo e nell’opposizione alle interferenze esterne, aggiungendo che la rielezione del presidente siriano riflette la forte fiducia e il sostegno di cui gode con la popolazione. Un commento molto importante che, come il sostegno russo-iraniano a Damasco, va decisamente contro le dichiarazioni di gran parte dell’establishment occidentale che disconosce il risultato delle elezioni in Siria.

Navi cinesi in Siria

Inoltre, la Cina sostiene fortemente la Siria nella gestione dei suoi problemi interni secondo il principio ” ll popolo Siriano deve essere guidato e sostenuto “. Il ministro degli Esteri cinese ha anche affermato che la Cina ha presentato una proposta in quattro punti per risolvere la questione siriana.

In primo luogo, devono essere rispettate la sovranità nazionale e l’integrità territoriale della Siria. La Cina chiede di rispettare la scelta del popolo siriano, abbandonando l’illusione del cambio di regime e lasciando che sia il popolo siriano a determinare autonomamente il futuro e il destino del proprio Paese. In secondo luogo, il benessere del popolo siriano deve essere una priorità e il processo di ricostruzione deve essere accelerato. La Cina ritiene che il modo fondamentale per risolvere la crisi umanitaria in Siria risieda nell’immediata revoca di tutte le sanzioni unilaterali e del blocco economico contro la Siria.

In terzo luogo, deve essere mantenuta una posizione ferma sulla lotta efficace contro il terrorismo. La Cina crede che tutte le organizzazioni terroristiche elencate dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite dovrebbero essere soppresse e che le politiche del “doppio standard” occidentale dovrebbero essere respinte. Secondo Wang, il ruolo guida del governo siriano nella lotta al terrorismo nel suo territorio deve essere rispettato, devono essere combattuti i piani per creare divisioni etniche con il pretesto di combattere il terrorismo e devono essere sacrificati e il contributo della Siria alla lotta contro il terrorismo riconosciuto. Da notare che i paesi occidentali (e Israele) hanno sostenuto i gruppi terroristi nell’obiettivo di cambio di regime a Damasco e questo i siriani non lo hanno dimenticato (n.d.r.).
La Cina sosterrà la posizione antiterrorismo della Siria e si unirà a essa nel rafforzamento della cooperazione globale contro il terrorismo, ha affermato Wang.

In quarto luogo, deve essere incoraggiata una soluzione politica inclusiva e riconciliante alla questione siriana. La Cina chiede di portare avanti la soluzione politica della questione siriana da parte dei siriani, colmando le differenze tra tutte le fazioni siriane attraverso il dialogo e la consultazione e ponendo solide basi politiche per la stabilità, lo sviluppo e il rilancio a lungo termine del paese.

Due punti molto importanti citati anche dal sig. Wang riguardano proprio il campo della sicurezza e quello economico. Sul primo, il ministro degli Esteri cinese ha annunciato che il suo Paese è pronto a rafforzare la partnership in ambito antiterrorismo con Damasco, a migliorare la capacità antiterrorismo della Siria e a salvaguardare la sicurezza nazionale dei due rispettivi Paesi, contribuendo nel contempo alla sicurezza del mondo.

Questo è infatti un punto molto importante quando si conoscono i successi strategici della lotta al terrorismo salafita, affiliato a Daesh o ad Al-Qaeda, in cui l’asse Damasco-Mosca-Teheran-Hezbollah ha svolto un ruolo fondamentale – per l’enorme differenza rispetto “coalizione” occidentale.

Sull’aspetto economico, Wang Yi ha ricordato che, in qualità di partner della Belt and Road Initiative (BRI), Cina e Siria discuteranno congiuntamente modi efficaci per promuovere una cooperazione reciprocamente vantaggiosa, in particolare nell’agricoltura e nel commercio, in modo da aiutare la Siria a migliorare i mezzi di sussistenza e accelerare ricostruzione.

Quest’ultimo punto è tanto più importante in quanto conferma la motivazione di Pechino a partecipare alla ricostruzione delle infrastrutture dello Stato siriano, distrutto da anni di guerra al terrorismo e all’ingerenza neocoloniale. Un’area in cui la Cina ha non solo un know-how che non ha più bisogno di essere presentato, ma anche enormi capacità di investimento.

Tutto ciò ovviamente conferma, e ancora una volta, il fatto che la vera comunità internazionale è ora in Eurasia. E che nonostante tutta la recente retorica ostile delle élite occidentali che la ricostruzione in Siria non potrebbe avvenire senza il loro coinvolgimento, anche quell’arroganza cade ancora una volta. Inoltre, questo rende giustizia solo alle parole del presidente Bashar al-Assad che ha più volte affermato che gli attori internazionali che potranno partecipare al processo di ricostruzione e agli investimenti nella Siria postbellica – sono gli alleati dello stato siriano . Alleati noti, in questo caso il triumvirato Russia-Iran-Cina.

Questa è senza dubbio la migliore risposta a qualsiasi membro della comunità occidentale (non quella internazionale) – che i tempi in cui era possibile distruggere, e poi utilizzare – sono finiti. Il multipolarismo obbliga a delle scelte. C’è ancora tempo per aggiornare. Ma siamo realisti: l’establishment atlantista occidentale non può farlo, ha perso l’occasione. Da qui il motivo per cui continuerà a perdere la sua influenza negli affari internazionali.

fonte: http://www.observateurcontinental.fr

Traduzione: Gerard Trousson

Forze cinesi pronte ad intervenire in Siria

La Cina disposta a inviare sue forze in aiuto della Siria nella lotta contro il terrorismo

DAMASCUS, SIRIA – L’ambasciatore cinese in Siria, Qin Qianjin, ha recentemente dichiarato al servizio di notizie siriano Al Watan che l’esercito cinese potrebbe presto unirsi al conflitto in Siria mentre il governo siriano, insieme ai suoi alleati, punta a riconquistare le parti della Siria che rimangono sotto il controllo dei gruppi estremisti, in particolare della provincia siriana di Idlib.

Parlando con Al Watan in osservazioni che sono state successivamente tradotte dal Middle East Media Research Institute, Qianjin ha affermato che, dopo la vittoria del governo siriano nella riconquista della provincia siriana di Daraa e di altri territori meridionali dalle forze di opposizione, “i militari cinesi sono disposti a intervenire al fianco dell’esercito siriano che sta combattendo i terroristi a Idlib e in qualsiasi altra parte della Siria”. In seguito ha aggiunto che “Noi, la Cina e le sue forze armate, desideriamo sviluppare le nostre relazioni con l’esercito siriano”. Fonte: Mint press News

Traduzione: Luciano Lago

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Quello che gli altri non dicono

© 2024 · controinformazione.info · site by GDM