"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Siria. Ad un passo dalla conquista di Deir Ezzor: gli eroi ed i criminali

di Luciano Lago

La guerra in Siria passerà alla Storia come il conflitto in cui un piccolo Stato ed un piccolo Esercito sono riusciti a sconfiggere le forze mercenarie di più forti nazioni coalizzate nel piano di Washington teso al rovesciamento del Governo di Bashar al-Assad e dello smembramento della nazione siriana.
Il piano è fallito e nella Storia rimarranno le battaglie epiche come quella che si sta concludendo in questi giorni a Deir Ezzor, località strategica nel centro della Siria, dove le formazioni dell’Esercito siriano (SAA), la Forza Tigre ed i reparti paracadutisti, si sono attestati entrando nel perimetro della città, hanno messo in scacco e chiuso in una sacca le rimanenti forze dei gruppi terroristi. I reparti speciali siriani sono quelli che si sono posizionati per primi presso la base della 137esima brigata e I terroristi sono gli stessi che, da oltre tre anni, assediavano la città e ne tenevano in ostaggio i circa 100.000 abitanti.

Intanto avviene che la popolazione all’interno della città è scesa in strada a festeggiare, in attesa della liberazione dall’ ISIS. Sono centinaia le persone che ballano e inneggiano all’arrivo del SAA manifestando la loro felicità per la fine dell’assedio. Le Tv occidentali, che sostenevano i gruppi terroristi e falsificavano le informazioni sul conflitto,  tacciono per l’imbarazzo.

Questo conflitto lascerà traccia nella storia per azioni criminali dei grandi capi del terrorismo jihadista, dal monarca saudita, il re Salaman, dell’Arabia Saudita, fino al suo grande alleato Barak Obama, oltre al capo dello Stato islamico, l’infame Abu Bakr al Bagdaddi, tutti distruttori e massacratori dei popoli del Medio Oriente e nemici giurati del governo di Bashar al-Assad.
Di fronte a questi personaggi criminali rimane l’esempio di una nazione decisa a resistere e sopravvivere alle ingerenze delle potenze dominanti ed all’attacco dei gruppi terroristi stranieri, sostenuti dagli USA e dall’Arabia Saudita e dal codazzo dei loro alleati e reggicoda.

Le vicende di questo conflitto ci lasciano l’esempio di resistenze eroiche come quella di Deir Ezzor e delle battaglie di Palmira e di Aleppo, di tutti caduti e martiri dell’Esercito arabo siriano, dei combattenti delle milizie volontarie, tanti caduti i cui nomi non saranno conosciuti ma la cui fama ed onori sarà celebrata nel tempo.
Tuttavia ci sono altri nomi che sono anche loro autentici eroi, in questo caso parliamo del generale della Brigata 104 della Guardia Repubblicana di Siria, Issam Zahredine, Questo valoroso ufficiale impersona uno degli eroi più famosi della guerra siriana, soprannominato anche “Il Leone della Guardia Repubblicana”.

Il generale Zahredine, si era messo in evidenza nella battaglia di Damasco ed in quella di Aleppo, quest’ultima combattuta prima di essere trasferito al comando della guarnigione assediata di Deir Ezzor.
Grazie ad un corridoio aereo, gli assediati di Deir Ezzor hanno potuto ricevere rifornimenti aviolanciati da parte delle forze aeree siriane e russe, per quanto non tutto quello che proviene dall’aria è sempre buono. Poco tempo prima le forze della coalizione aerea diretta dagli USA avevano attaccato la guarnigione di Deir Ezzor in una offensiva coordinata con l’avanzata terrestre degli jihadisti, cosa non nuova perchè risulta ormai risaputo che gli USA sono di fatto la forza aerea dello Stato Islamico.

In ogni caso Issam Zahredine, che si evidenzia per la sua presenza fisica sul terreno di battaglia, non è un generale codardo (come gli statunitensi) che si nasconde in un centro di comando fortificato e sotto terra o in una base blindata per dirigere a distanza le operazioni. Issam Zahredine è un generale valoroso che non ha paura di affrontare direttamente i terroristi. Lui è abile ed esperto nelle tattiche militari e nella pianificazione strategica, per questo è rimasto fermo a mantenere le posizioni delle forze dell’Esercito siriano su Deir Ezzor.

Generale Zahredine con i suoi ufficiali a Deir Ezzor

Della sua vita privata si conosce poco, oltre ai dati anagrafici: si sa che è nato nel 1961 nella località di Tarba, nella provincia di Suwayda, vicino alla frontiera giordana, druso di nascita, è entrato a far parte dell’Esercito nel 1980; nell’anno 1982 gli fu offerto di entrare nelle forze speciali con il grado di ufficiale delle forze aerotrasportate e nel 1987 è arrivato al comando della migliore unità dell’Esercito, la Guardia Repubblicana, il corpo di elite siriano. Zahredine appartiene alla confessione religiosa drusa e nei ranghi delle forze siriane ci sono mussulmani delle varie confessioni, sciiti, alawiti, sunniti e cristiani ortodossi.

Un Esercito multiconfessionale che difende la propria Nazione ed il proprio territorio dai barbari fanatici irretiti dall’ideologia wahabita e salafita diffusa dall’Arabia Saudita, principale alleato degli USA e di Israele.

Fonti:   Hispan Tv

SouthFront

Al Masdar News

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  1. Eugenio Orso 3 mesi fa

    E’ scandaloso come i ripugnanti media occidentali, leccaculi dei poteri finanziari internazionalizzati, abbiano ignorato la lunga resistenza (circa 4 anni, se non erro) della città martire di Deir Ezzor.
    Le responsabilità di questa volontaria e vile omissione sono anche personali, perché centinaia di giornalisti prezzolati, di mezzi busti di merda strapagati, un giorno, spero, la pagheranno col sangue anche loro …
    Altro che libertà di informazione, come starnazzano questi servi vigliacchi quando vengono messi in discussione i loro privilegi!

    Cari saluti

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  2. leopardo 3 mesi fa

    Onore ai valorosi difensori dell´esercito siriano ed anche ai loro alleati, russi e iraniani
    che hanno lottato in terre altrui per una causa sacrosanta. Un calcio in culo, invece, ai
    siriani che sono fuggiti lasciando la loro patria in balia del luridume mercenario. Magari
    questi vigliacchi pretendono anche di ritornare alle loro proprietá che hanno abbandonato
    ai tagliateste. Infine, biasimo totale e repulsione nei confronti degli scribacchini della
    stampa ufficiale. Eugenio Orso non poteva definire meglio questa accozzaglia di ratti
    di fogna.

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  3. Eugenio Orso 3 mesi fa

    Mentre i curdi ed altri, “appoggiati” dalla cosiddetta coalizione internazionale (guarda caso a guida Usa) si sono impantanati da mesi a Raqqa, le forze siriane avanzano eliminando a uno a uno gli (ormai) ex capisaldi dell’isis.
    Il mio timore è che gli Usa – con Trump ridotto a burattino nelle mani di ebrei, neocon e signori della finanza – quando avranno definitivamente “perduto” l’utilissimo isis, lancino i curdi contro le SAA, in un estremo tentativo di continuare sulla strada della guerra e della frantumazione in Siria …

    Cari saluti

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    1. mardunolbo 3 mesi fa

      I Serpenti Uniti d’America sono capaci di tutto, ma la figura merdosa fatta con la guerra di Siria, lascera’ ripercussioni anche nella Cia e nei servizi militari. Tali ripercussioni ci si augura portino ad una ribellione degli ufficiali onesti contro il luridume finanziario/militare che imperversa negli Usa.
      Ormai, con la sparizione dei ratti di fogna mercenari isis, ogni disperato tentativo usreliano di riconquistare qualche fetta di Siria, e’ destinato al fallimento.
      I curdi si accorgeranno ben presto di come gli Usa siano traditori dei loro servi, come sono traditi loro dai loro padroni ebraici….

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    2. gino 3 mesi fa

      i curdo-ammeregani già occupano oltre l’eufrate il nordest della siria, che quindi è già frammentata. non credo proprio che verranno lanciati al di qua.
      l’isis poi non è morto, lo stanno solo spostando in afghanistan, birmania, filippine, ecc.
      la guerra continua, “finchè c’è guerra c’è speranza”…

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      1. Tania 3 mesi fa

        Armi, droga. Non penseremo mica che sta robbetta sia davvero in mano alla “malavita”.
        I padroni non si mostrano mai, mandano avanti i loro uomini, lavoravo in una cooperativa che progettava grandi strutture per un potente della Terra. Mai visto. Mai. In ufficio dicevano che pochissimi sul pianeta lo avevano visto di persona, per ogni cosa mandava sempre i suoi uomini.
        Senza guerre le armi dopo valgono meno di una macchina a manovella…
        E senza guerre la gente è diversa, ha anche meno bisogno di droghe. UN DISASTRO!

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        1. byebyeunclesam 3 mesi fa

          cara Tania,
          dovresti raccontarci qualcosa di più su quella cooperativa dove lavoravi…
          😉

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        2. gino 3 mesi fa

          nel paese dove vivo io, l’aviazione militare ha intercettato un cessna con mezza tonnellata di coca.
          il pilota ha detto di essere decollato dalla fazenda del ministro dell’agricoltura (che ha pure cognome italiano ed è padrone di una multinazionale alimentare).
          poi però il pilota ha cambiato versione “ooops, m’ero sbagliato”… comunque anche così sono certo che morirà presto in carcere

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  4. animaligebbia 3 mesi fa

    Qualcuno recapiti urgentemente una cassa di Maalox a bibi e obanana,ne hanno proprio bisogno.

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  5. Tania 3 mesi fa

    Forza Assad, FORZA! Sei un uomo dalla faccia per bene, è questo che non piace agli ebrei…
    Meno male che alle spalle di Assad c’è Putin, l’uomo mica per niente il più potente del mondo…
    EVVIVAAAAAA!

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  6. Tania 3 mesi fa

    Forza siriani. FORZA, che ce la fate! Lo so.

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  7. Aldus 3 mesi fa

    Bene, benissimo! Un giorno forse si leggerà anche: ” Italia. Ad un passo dalla conquista di Milano. Dalle Alpi e dalle foci del Po le truppe di liberazione italiane spalleggiate da Putin stanno avanzando travolgendo le ultime resistenze delle milizie prezzolate dai neocon e appoggiate dagli USA e dalla NATO. Lunghe file di mercenari arabi appiccati a grappoli ai lampioni delle autostrade; carrette del mare piene dei falsi immigrati poi armati segretamente dal caduto governo dei massoni della CIA e del Foreign Office ed ora in fuga e sconfitti, cercano la salvezza verso l’Africa; truppe francesi e tedesche NATO retrocedono ben oltre le frontiere per timore della risposta russo-italiana; gruppi di elicotteri a supporto delle truppe dei liberatori sorvolano la Brianza stanando le sacche di resistenza del’ISIS e degli ultimi africani mercenari e delle truppe italiane al soldo del vecchio governo dittatoriale ormai caduto.”

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    1. mardunolbo 3 mesi fa

      Meravigliosa fantasia , Aldus ! Decisamente d’accordo !

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