“Sicurezza nazionale” israeliana: la prossima guerra nel nord sarà crudele e devastante


Uno studio israeliano preparato dall’Istituto per la “Ricerca sulla sicurezza nazionale” mostra preoccupazione per la guerra imminente e descrive i suoi pericoli “distruttivi” per il fronte interno di Israele, soprattutto perché “ospiterà molte parti”, mentre la “società israeliana” non è ancora pronta per una simile sfida.

L’Istituto israeliano “Ricerca sulla sicurezza nazionale” ha completato un lavoro di ricerca , in cui ha studiato la potenziale sfida a “Israele” nella prossima guerra del nord.

I media israeliani hanno parlato della ricerca che indica che il direttore del centro, il Maggiore Generale della Riserva, Udi Dekel, ha avvertito che nella prossima guerra “il fronte interno sarà attaccato con migliaia di razzi e proiettili missilistici, tra cui decine di missili di precisione, aerei da attacco senza pilota e da diversi fronti in parallelo: Libano, Siria, L’Iraq occidentale, e forse anche Gaza “.

Gli autori dello studio (Udi Dekel, Orna Mizrahi, Yuval Bezeq) hanno affermato che lo scopo di questo lavoro è “influenzare il pensiero e la prontezza del livello politico e dell’establishment della sicurezza, in vista di un decennio in prospettiva”.

Lo studio analizza i fattori che porterebbero alla prossima guerra nel nord, descrive la forma di realizzazione minacciosa, presenta dilemmi e potenziali alternative alle politiche israeliane e raccomanda “le indicazioni per i preparativi e le misure necessarie da ora in avanti”.

Combattenti di Hamas a Gaza

La conclusione centrale della ricerca è che il prossimo conflitto si svolgerà contro l’asse “Iran e suoi alleati”, alla luce della cristallizzazione dell’asse, e “l’emergere della comunicazione via terra da Teheran a Beirut, che include la costruzione di varie capacità per attaccare Israele con un’ampia gamma di missili, lanciamissili e droni d’attacco”, e “Fazioni di guerriglieri si infiltrano in Israele per controllare insediamenti e siti vitali vicino ai confini con il Libano e il Golan occupato.

Gli autori dello studio hanno anche concluso che “la prossima guerra sarà multi-arena: Libano, Siria, Iraq occidentale, con la possibilità che Hamas e la Jihad islamica si uniscano dalla Striscia di Gaza”.

“La prossima guerra sarà devastante e crudele, e sembra che nessuna delle parti sia interessata al suo scoppio”, ha detto la ricercatrice Orna Mizrahi.
Tuttavia, nonostante le parti vogliano evitare la guerra, secondo quanto mostra lo studio, rimane un rischio significativo che le cose si deteriorino e raggiungano un’escalation incontrollata, che potrebbe portare a una guerra diffusa.

Netanyahu in visita sul Golan

I ricercatori hanno sottolineato che il prossima conflitto “sarà diverso per dimensioni e forza, rispetto alle guerre precedenti”, poiché ci si aspetta che ci sarà “una grande distruzione sul fronte interno, compresi obiettivi strategici sorprendenti in Israele”.

Lo studio ha presentato uno scenario di un attacco a sorpresa, mentre il sistema di difesa in “Israele” non è pronto, uno scenario che potrebbe “influenzare e ostacolare la capacità dell’esercito israeliano di agire nella risposta offensiva immediata, e nella prontezza delle forze di difesa aerea, e nel reclutamento delle forze di riserva”, secondo lo studio.

Lo studio continua, nelle sue previsioni sul futuro della guerra: “Il nemico si concentrerà su un duro colpo al fronte interno civile di Israele, ostacolando le prestazioni dell’economia e cercando di destabilizzare l’immunità nazionale che ha mostrato crepe durante la crisi di Corona”.

Lo studio ha concluso che “la situazione della società israeliana è preoccupante, come appariva durante la crisi Corona, alla luce della mancanza di un senso di destino comune, unità di intenti, solidarietà e disponibilità a sopportarne gli oneri, cosa che suscita grande preoccupazione per l’esito della guerra”, secondo il direttore del centro, Udi Dekel.


Fonte: Al-Mayadeen Net + media israeliani

9 Commenti
  • giulio
    Inserito alle 22:01h, 07 Dicembre Rispondi

    Si ma loro, i sionisti, hanno decine di bombe nucleari e non si farebbero scrupoli nell’usarle!
    Finchè tra loro e gli altri ci sarà questo gap in campo nucleare ,- a meno che un qualche improvviso attacco da parte dell’iran non sia in grado di distruggere subito i siti nucleari sionisti – difficilmente i sionisti soccomberanno.
    Perciò, tutti questi allarmismi su prossimi attacchi allo stato sionista sono funzionali solo alla propaganda vittimistica dei sionisti e ai loro progetti di distruzione dell’iran!

    • Ubaldo Croce
      Inserito alle 23:35h, 07 Dicembre Rispondi

      Sono assolutamente d’accordo con te Giulio.
      I fatti,poi,lo dimostrano.

      • Teo
        Inserito alle 03:15h, 08 Dicembre Rispondi

        Concordo Giulio

  • atlas
    Inserito alle 00:32h, 08 Dicembre Rispondi

    il Diritto sta nella forza. E la Russia è almeno dal 2014 che tiene Tel Aviv sotto tiro di armi nucleari, il che rende i giudei nervosi. Tutto sta nella volontà di usarle.

    • MADRE NATURA
      Inserito alle 01:28h, 08 Dicembre Rispondi

      TI VOGLIO BENE FRATELLO. GRANDE RUSSIA GRANDE SPUTNIK.

  • Teoclimeno
    Inserito alle 10:19h, 08 Dicembre Rispondi

    Il modo migliore per annullare la potenza nucleare di Israhell, dopo il doveroso “massaggio missilistico”, è quello di invaderla contemporaneamente via terra: Libano, Siria, Golan, Giordania e Gaza.

  • giorgio
    Inserito alle 10:32h, 08 Dicembre Rispondi

    Concordo con Teoclimeno, azzerare la capacità nucleare sionista, poi vediamo chi prevale in una guerra convenzionale, naturalmente senza intervento diretto e nemmeno indiretto di Usa e Russia ….. la vedo male per l’entità sionista

  • Hannibal7
    Inserito alle 17:50h, 08 Dicembre Rispondi

    Per una volta son d’accordo con te Giulio…soprattutto al discorso della propaganda vittimista della feccia sionista
    Ma io ho un sogno nel cuore…una Iran dotata di armi nucleari….
    H7

    • giulio
      Inserito alle 14:47h, 09 Dicembre Rispondi

      io ho lo stesso sogno