Siamo completamente ciechi?

di Olivier Field

E’ facile crederlo di fronte alla nostra cecità volontaria e collettiva di fronte alla situazione del nostro mondo. Stregato? Gestito? Autodisciplinato? Ognuno sceglierà.

E l’ultima mistificazione sta avvenendo sotto i nostri occhi. La costruzione del molo galleggiante di accesso a Gaza è terminata e il cinema inizia con il rafforzamento di tutti i media. Naturalmente allestite per ragioni umanitarie e per arginare il calvario dei sopravvissuti della Striscia di Gaza, alcune immagini molto belle serviranno a questa narrazione pura.

Perché le domande sull’adeguatezza di questa imponente opera d’arte sono così rare? In effetti, per portare gli aiuti umanitari, esistono già due ingressi, su strada e soggetti a stretto controllo e all’accordo di Israele. Questo molo esiste solo per l’autorizzazione e la volontà di Israele. Perché quest’ultimo dovrebbe di fatto proibire ogni assistenza ai civili palestinesi ma permettere questo bizzarro percorso a dir poco?

Dobbiamo tornare agli obiettivi di Israele. Il governo, perfettamente sostenuto dalla stragrande maggioranza della sua popolazione, mira a ridurre l’aspettativa di vita dei palestinesi su questa striscia di terra accerchiata e martoriata senza alcun diritto umano.

Dopo giochi particolarmente crudeli (spostamento strategico della popolazione, invio di volantini e avvertimenti invano perché volutamente inefficaci, distruzione di edifici, ospedali, moschee, chiese, ecc.), l’estrema miseria in cui sono gettati questi 2,4 milioni di persone doveva portare al risultato desiderato: la deportazione di questa popolazione imprevedibile, meno contenuta di quella dei territori occupati della Cisgiordania.

Il piano era quello di prevedere che l’Egitto, che era fortemente dipendente dal suo amico americano, avrebbe posto solo difficoltà materiali nel prendere in carico il transito. Il suo presidente capisce che i pochi miliardi offerti non compenserebbero la certezza di dover gestire un popolo in esilio che poi non sarebbe in grado di lasciare l’Egitto o tornare a casa… Il suo rifiuto, nonostante l’immagine di una postura disumana e i tradimenti da parte dei suoi fratelli arabi, sembra aver chiuso questa porta.

Israele ha poi avuto un’altra idea. Costruire un molo fuori dal territorio israeliano, a Gaza, per evacuare questi milioni di abitanti di Gaza. Naturalmente facendolo fare dagli Stati Uniti, un paese che si sta tenendo a distanza dall’attuale putiferio con finti discorsi di pace e atti di guerra! Con il pretesto dell’umanità… Negli ultimi decenni, l’argomento che ha dimostrato la sua falsità in molti conflitti avrebbe dovuto essere usato, eppure eccolo di nuovo, all’attenzione delle popolazioni occidentali… stregato, manipolato, autodisciplinato.

Bambini a Gaza

Ed ecco il momento delle notizie di camion che trasportano latte e medicinali, in una cornice mobile. Solo domani, per ragioni umanitarie, Israele lascerà andare le popolazioni vulnerabili. Israele sarà ansioso di far sì che i paesi europei (Unione Europea) traggano vantaggio da questo trasferimento di rifugiati, paesi i cui governi non si rifiuteranno di farlo, naturalmente. Qualche migliaio, qualche centinaio di migliaia… tutto? E presto, passiamo agli ultimi territori palestinesi e affrontiamo i problemi di immagine nel tempo. Dimenticheremo. Con Israele, gli osservatori sono passati dallo scetticismo alla quasi certezza del suo folle cinismo.

Fino a che punto ci spingeremo? E con quale seguito?

Già dal 7 ottobre 2022 il significato delle parole è stato capovolto. L’incredibile rassegnazione dell’intellighenzia ebraica in Francia, in Germnia come altrove, che ha sostanzialmente rifiutato tutta l’umanità a scapito dei valori morali, lascerà il segno. Questo comportamento inspiegabile li renderà certamente essenziali in quanto ebrei. Incapaci di essere umani, francesi, tedeschi o altri, esseri capaci di discernimento al servizio di una tragedia che, se la storia dovesse ancora funzionare, dovrebbe portare via il sionismo? La loro scelta e quella degli israeliani pregiudicheranno anche l’esistenza stessa di Israele e, peggio ancora, rivivranno intensamente la persecuzione universale? Anche se mai in tutta la sua storia la comunità ebraica nel suo insieme ha goduto di tanta pace, prosperità e potere…

Non è troppo lontano dal Campidoglio alla rupe Tarpea…

Fonte: reseauinternational.net

Traduzione: Gerard Trousson

5 commenti su “Siamo completamente ciechi?

  1. Che il molo americano non servisse agl’ aiuti umanitari e basta, era palese. Ipotizziamo che li vogliano deportare in Europa. Plausibile. Sono oltre un milione vorrei sapere dove e con quante navi. Ma dettagli a parte mi suona strano. E comunque non cambierebbe il fatto che la guerra allora rimarrebbe aperta contro il Libano, lo Yemen e la Siria. O l’ Iran. Non credo che il fatto diminuerebbe gl’ attacchi, anzi.

  2. Questo progetto di trasferimento di Gaza sul molo ……….. non lo credo fattibile. 1) l’Israele controlla solo il perimetro di Gaza e qualche spiazzo di territorio ……. dove ci sono i fabbricati o le rovine di fabbricati è tutto sotto il controllo della Resistenza. 2) Nell’Israele ci sono ancora i Palestinesi autoctoni (sono 1 milione ?). Inoltre questi sedicenti ebrei sono in grande crisi INTERNA …………………….. sono divisi in varie sette …………………… di cui gli Haredim sono antimilitaristi (si oppongono alla leva, ecc. e NB costituiscono il 23 % della popolazione israeliana). Un regno che è diviso ……………

  3. Probabilmente ne vogliono deportare una parte gabellando la cosa per aiuto umanitario e contrastare le evidenze di azioni ignobili.
    I gonzi d’Occidente non aspettano altro che liberarsi da questo problema di finta coscienza e poter zittire quei quattro gatti che cercano di chiedere giustizia.

  4. Questi ebrei non centrano più nulla con la Bibbia. Quando i romani sono scesi in palestina hanno fatto prigionieri degli ebrei e li hanno traviati, ma il resto dell 12 tribù di Israele è scappato in Africa.

  5. Ricordo che tempo fa da parte di Israele stessa si era parlato di riservare ai superstiti della popolazione palestinese una isoletta di pochi chilometri quadrati dopo averli allontanati da Gaza. Forse che il molo costruito dagli alleati americani potrebbe servire ad imbarcare quei poveri superstiti per quella destinazione?.

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