"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Siamo cittadini italiani o sudditi europei?

di Alessandro Montanari –
…Confidiamo che il governo assumerà le azioni appropriate.
Mario Draghi, Jean-Claude Trichet

Non c’è schiavo più indifeso di chi non riesca a vedere le proprie catene. Ricchi, poveri, vincitori e vinti di quest’ordine darwiniano che, da noi, prende il nome di Unione Europea: guardate i vostri polsi. Che siano pesanti e vistose come bracciali d’oro o trasparenti e impalpabili come fili di nylon, le manette restano sempre manette. E una prigione, anche se fornita di celle di prima e seconda classe, resta sempre una prigione.

Ricorro a quest’immagine perché credo non vi sia dignità per nessuno, nemmeno per i privilegiati, in un Paese spogliato della propria libertà e nel quale persino la decisione solidale di soccorrerci l’un l’altro, con politiche di piena occupazione e riduzione della diseguaglianza, ci viene formalmente negata da ormai sette anni. Era il 5 agosto 2011 e io ricordo quella data come il giorno in cui la Bce espropriò il nostro Paese del diritto di decidere del suo stesso futuro.

In questi giorni di campagna elettorale mi è capitato, del tutto casualmente, di rileggere quella lettera, firmata in coppia da Jean-Calude Trichet e Mario Draghi, e confesso di aver provato imbarazzo e vergogna nel constatare con quanta abnegazione, talvolta entusiasta, talaltra remissiva, ci siamo piegati ad obbedire alla lunga lista di quei diktat. Voglio ripercorrerla con voi per poi chiedervi, di nuovo, di guardare ai vostri polsi di “nati liberi”.

Donald Tusk, Martin Schulz & Jean-Claude Juncker

Dopo aver chiarito che l’azione si rendeva “necessaria per ristabilire la fiducia degli investitori” – gli stessi gentiluomini, suppongo, che gonfiarono lo spread per poi sgonfiarlo a cambio di governo ottenuto – la lettera cominciava a descrivere, passo per passo, tutto ciò che avremmo dovuto fare per espiare il nostro peccato originale di capitalisti da compromesso storico. Cominciando, naturalmente, dalla più radicale e irreversibile di tutte le abiure: l’introduzione del pareggio di bilancio in Costituzione. Varato dal Governo Berlusconi nel consiglio dei ministri dell’8 settembre 2011 (già nel ’43 data di un’illusione di pace…), quando ancora la lettera della Bce non era stata resa nota all’opinione pubblica, il provvedimento venne poi approvato dal Parlamento italiano in soli sei mesi e con una maggioranza tale da neutralizzare il possibile ricorso al referendum confermativo popolare. L’azione fu così fulminea che molti di noi neppure se ne accorsero.

Lo scassinamento della Costituzione con l’inserimento del pareggio di bilancio, tuttavia, era solo il primo degli ordini che ci venivano imposti e che noi abbiamo zelantemente eseguito. Ed ora ve li rammenterò tutti, uno per uno, ricordandovi cosa abbiamo fatto e cosa ancora ci resti da fare.

La Bce ci chiedeva di “rivedere le norme che regolano l’assunzione e il licenziamento dei dipendenti” (legge Fornero più Jobs Act, fatto!), di “intervenire ulteriormente nel sistema pensionistico” (legge Fornero, fatto!), di “ridurre i costi del pubblico impiego rafforzando le regole per il turnover e riducendo gli stipendi” (blocco del turnover, sospensione del rinnovo dei contratti, nuovi criteri di licenziabilità degli statali, fatto!), di introdurre “una clausola di riduzione automatica del deficit che specifichi che qualunque scostamento dagli obiettivi di deficit sarà compensato automaticamente con tagli orizzontali” (clausole di salvaguardia, fatto!) e di mettere “sotto stretto controllo l’assunzione di indebitamento e le spese delle autorità regionali e locali” (consolidamento del patto di stabilità interno, fatto!).

Ma non è finita qui. La lettera di Draghi e Trichet raccomandava inoltre che “le azioni elencate” fossero “prese il prima possibile per decreto legge (fatto, rifatto e ri-rifatto!), suggerendo di procedere ad “una riforma costituzionale che renda più stringenti le regole di bilancio” (fatto!) nonché di “abolire o fondere alcuni strati amministrativi intermedi come le Province” (fatto!).

Come indicazioni di principio ci veniva infine ingiunto di neutralizzare i sindacati, liberalizzare e, naturalmente, privatizzare. Ordini un po’ più generici ma resi perentori e inequivocabili dalla sollecitazione a “riformare il sistema di contrattazione salariale collettiva” (lavori in corso) e a procedere alla “liberalizzazione dei servizi pubblici locali” e “a privatizzazioni su larga scala” (lavori in corso).

Mario Draghi con il prof. Monti

Mi sembra il caso di aggiungere un altro particolare, spesso trascurato. Una cosa che non ho ancora detto, ma che mi sembra il caso di ricordare, è che la lettera della Bce sarebbe dovuta rimanere segreta. Noi cittadini italiani, insomma, non avremmo dovuto sapere che il nostro futuro era già stato scritto, fin nei minimi dettagli, all’ultimo piano di un grattacielo di Francoforte. Accadde però che il Corriere della Sera, un mese dopo l’arrivo della lettera sulle scrivanie di Palazzo Chigi, ne pubblicò integralmente il testo.

Non desidero avventurarmi in interpretazioni dietrologiche ma mi sembra evidente che quella pubblicazione, che certo rispondeva all’imperativo deontologico del giornalista di divulgare ogni notizia di cui si viene a conoscenza, potesse sortire nel Paese solamente due tipi di reazioni, di forza eguale ma di segno contrario. Avrebbe potuto stimolare una più docile rassegnazione popolare alla saggia ineluttabilità di quelle riforme. Oppure avrebbe potuto suscitare ostilità contro quell’intimidazione sfacciata, autoritaria nella forma così come opinabile nei contenuti, in particolare economici. Prevalse, prevedibilmente, la rassegnazione. E la rassegnazione ha avuto un costo salato.

Avevo detto che vi avrei chiesto di guardare nuovamente i vostri polsi. Fatelo adesso. Ora dovreste essere in grado di riconoscere le vostre catene. E di decidere se si può essere, al tempo stesso, cittadini italiani e sudditi europei.

Fonte: Interesse Nazionale

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  1. max tuanton 1 mese fa

    Questi articoli mi ricordano Il mitico Tafazi,ma non ascoltateli!!! vogliono solo demoralizzarvi come LA TV e il cinema propagandatori di sciagure ,e’stato TUTTO studiato per avvilirvi farvi sentire un popolo ridicolo per il quale non vale LA pena combattere e salvare! Ribadisco SIETE 60 MILIONI se vi svegliate voi viene giu TUTTO si vedrebbero i clandestini in fila per ritornare in Africa e gli ebrei in fila a malpensa con I manutengoli MASSONI ,aria NUOVA si respirerebbe! E’ solo questione di tempo I pogrom sono sempre avvenuti sono una costante nella Storia il popolo quando e’stufo di Subire angherie si butta nei pogrom poi si quieta ! Sicuro al100%

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      1. animaligebbia 1 mese fa

        Io avrei nominato senatrice a vita la donna che ha perso due figli nell’incidente in fabbrica la scorsa settimana.

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    1. Alessandro 1 mese fa

      Giusto casso hai ragione da vendere

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    2. Tania 1 mese fa

      Beh, a me questo che dici piace, e piace parecchio, e ho votato SI, perché da ragazzina feci un viaggio astrale che mi mostrò pari pari la mia natura divina, quindi, conseguentemente, quella di tutti, tu dici il vero, non non viviamo per quello che siamo ma per quello che ci convincono di essere, il guaio è che siamo convinti che la bugiarda sia quella vera! D’altronde non credere in se stessi è come non valere.

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  2. HERZOG 1 mese fa

    E ma anche tu Jack sei masochista a leggere” il giornale di sion” , ho provato anch’io su diversi siti giannulli ,il fatto gramellini ecc a dire di vedere i video vedi” Davide benetello olocausto” non mi VOGLIONO pero I commenti da trogloditi o il gossip piu becero o vieri che sfoggia LA nocciolina che ha al posto del cervello sono graditi ,e non parlo per invidia ma per buon senso ,si vede che c’e’ del tornaconto a PARLARE di correnti d’aria

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  3. claudio 1 mese fa

    Dai commenti leggo di persone oneste e mosse da giusti ideali che vorrebbero risvegliare gli animi ed i cervelli sopiti per sollevarci e riprenderci ciò che è nostro, cioè il futuro.. avete ragione e ce ne vorrebbero di persone sveglie così.. però permettetemi una riflessione proprio partendo dai numeri esposti da max: quanti siamo?? 60 milioni?? Sicuro si?? Dimenticate che una percentuale che va dal 20 / 30 % ( pd ) al 70 % circa ( pd e 5s ) votano contro alle vostre aspirazioni.. sembra una assurdità ma è la pura verità, in piena crisi, con milioni di italiani in regime di povertà generato principalmente da una ideologia di sinistra, gli stessi italiani votano a sinistra e cioè per chi se li sta fottendo.. non che la destra sia meglio, io infatti non voto, sono fascista.. come me ce ne sono molti altri, circa il 50% degli aventi diritto.. quindi, tirando le somme.. togliamo 20 milioni di minori, numeri presi a spanne, su 40 milioni di elettori potenziali 20 non votano e dei restanti il 70% è pro europa proimmigrati pro estinzione della razza e della cultura italiana.. 14 milioni di persone che guadagnano a diversi livelli di questo stato di cose.. ora, le rivoluzioni si fanno con l’oro,come insegna il Maestro Celine, e se andiamo a finire il conteggio ci troviamo con 9 milioni di poveri accertati ed altri 16 in divenire.. con che cosa si spostano queste persone per venire a roma a protestare e/o spaccare la testa ai prestanome al governo?? Ma non solo, pensate di andare contro ai blindati armati solo della vostra rabbia?? Esistono quindi dei problemi oggettivi, di soldi.. e mettiamoci pure di conseguenze visto che, oltre ai militari italiani abbiamo la ” fortuna ” di ospitare 113 basi americane.. P.s. se sperate che roma, ministeriale com’è, si sollevi e tagli il ramo su cui è seduta vi sbagliate di brutto… se fate caso gli statali sono gli ultimi ad essere colpiti.. e non per caso..

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    1. Alessandro 1 mese fa

      Non c’è bisogno di andare a Roma per chi è lontano, deve fare la stessa cosa a livello locale, ogniuno deve azzannare il nemico interno che gli è più vicino.

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    2. giannetto 1 mese fa

      Hai ragione. C’è il rischio di trovarsi i carri armati in piazza anche se andrà a votare il 10% della gente, perché a quel punto la situazione diventerebbe tesa, piena d’imprevisti, e anche lorsignori hanno una fifa blu. Ma non succederà. Voterà il 50% della gente, e lorsignori a questa percentuale han già fatto il callo. Non succederà nulla “fuori norma” perché le catene sono, prima che ai polsi, nella testa di almeno la metà delle gente, che le ama, perché ci vede il meno peggio.

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  4. Eugenio Orso 1 mese fa

    Non c’è schiavo più indifeso di chi non riesca a vedere le proprie catene.

    Mi sembra giusto ricordarlo, perché è vero.
    L’attuale classe dominante “global-finanziaria” e i suoi galoppini di più alto livello sono stati allevati proprio per ignorare queste catene, soprattutto quelle ai polsi e alle caviglie della maggioranza …
    Ottima anche la sintesi che ricorda le ultime fasi di occupazione totale dell’Italia, senza colpo ferire, soprattutto in riferimento all’anno 2011.
    Che dire se non concordo con l’autore?

    Cari saluti

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    1. giannetto 1 mese fa

      Mi spiego: il peggio non è che i galoppini sono stati allevati per ignorare le catene ai polsi e alle caviglie della maggioranza. Questo sarebbe scontato.
      Il peggio è che è la maggioranza a non accorgersi delle catene che le ingabbiano, prima dei polsi, la mente. Delle quali catene mentali la suddetta maggioranza capisce ancor meno che delle altre…. anzi, neppure le sente come catene, ma come ammennicoli, come braccialetti.
      Donde si ri-deduce che anche i galoppini della Global-Finanza, allevati alla scuola di Pangloss (quella del “migliore dei mondi possibile”), ignorino le catene ai polsi della maggioranza semplicemente perché non le vedono… anzi al loro posto, con la cattiva coscienza di una cultura ipocrita, ci vedono preziosi amuleti.

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