Siamo alla vigilia del grande scontro fra Occidente ed Oriente?

di Luciano Lago

Dopo le ultime provocazioni, si avvicina lo scontro definitivo fra i due blocchi Occidente ed Oriente?

La sequenza di avvenimenti delle ultime settimane lascia intravedere uno sviluppo accelerato ed imprevedibile della situazione internazionale che non promette nulla di positivo.
Da una parte assistiamo al sanguinoso conflitto in Ucraina che si manifesta con sempre maggiore evidenza come una guerra per procura fra USA e Russia sul territorio dell’Ucraina con il coinvolgimento diretto della NATO e del Pentagono USA, quello che invia armi sempre più offensive alla giunta di Kiev e ne coordina apertamente le operazioni belliche.
Dall’altra parte le azioni sconsiderate della elite di potere di Washington contro la Cina, con la pesante intromissione nella questione di Taiwan e la conseguente tensione che gli alti funzionari statunitensi (vedi il viaggio a Taiwan della Pelosi) hanno cercato di provocare negli ultimi giorni, potrebbe incendiare la regione del Pacifico con una guerra tra Cina e USA che si rivelerebbe più globale e distruttiva rispetto a quella in corso della Russia in Ucraina.
Gli Stati Uniti ed il loro apparato di intelligence, maestri nella sobillazione di conflitti, cambio di regimi e guerre civili, non hanno esitato nel trascinare la Russia in un conflitto sul territorio dell’Ucraina che a tutti gli effetti era già foriero di un serio pericolo di allargamento in Europa con il coinvolgimento di altre potenze. Esattamente quello che si sta oggi verificando, viste le azioni dirette sul terreno dell’Ucraina delle forze della NATO ed il pompaggio costante di armi ed istruttori dei paesi occidentali, mentre la Polonia si appresta ad intervenire direttamente per annettersi la parte occidentale della stessa Ucraina (con l’appoggio della NATO).
Tutto questo si poteva prevedere ma Washington e Londra (i veri istigatori del conflitto) avevano sottovalutato le capacità militari della Russia ed avevano lanciato una previsione di una facile sconfitta ed isolamento di Mosca che si è rivelata una delle tante fandonie della propaganda occidentale.

Nell’area dell’Indo Pacifico, sarebbe difficile prevedere che, in caso di scontro tra Cina e Taiwan, l’America, dopo averlo sobillato, possa restare in disparte e limitarsi all’assistenza militare, economica e consultiva in un territorio che la Cina considera suo possedimento. La guerra per procura affidata a Taiwan in questo caso non sarebbe possibile e gli Stati Uniti sarebbero obbligati ad intervenire direttamente, salvo non esporsi e perdere la faccia di fronte ai loro alleati abbandonati al loro destino (come già accaduto molte altre volte).
Il problema per Washington sarebbe quello di verificare se gli USA (con i loro alleati vassalli) siano in grado di reggere l’urto di uno scontro in contemporanea con il blocco Russia e Cina a cui presumibilmente si unirebbe l’Iran e qualche altro paese (come la Corea del Nord e la Siria) che hanno conti da regolare con Washington e le sue politiche di strangolamento.
L’esito di un conflitto allargato di questa portata sarebbe imprevedibile e confluirebbe con ogni probabilità in un conflitto nucleare con distruzione mutua assicurata. E’ questo che vogliono i guerrafondai di Washington ?

Parata truppe russe in Venezuela

Non lo si può escludere nonostante che voci assennate fra alcuni analisti militari americani e alti gradi del Pentagono stiano lanciando l’allarme di una non adeguata capacità degli USA di affrontare assieme il blocco Cina Russia.
Nonostante tale pericolo la CIA, la NED e gli altri organismi di intelligence USA, assieme all’impagabile Antony Blinken, conosciuto come mentitore seriale, continuano a sobillare tensioni, come avviene fra Serbia e Kosovo, dopo l’ultima sua visita a Pristina, o come si sta verificando nell’mprovviso riaccendersi del conflitto nel Caucaso fra Armenia e Azerbaijan e in altre regioni dove Washington ha interesse a provocare conflitti per mettere sotto pressione Mosca.
Dietro questi conflitti c’è sempre la “manina occulta” dei servizi USA, come avvenuto in Ucraina, in Georgia, nelle ex repubbliche sovietiche, nei Balcani e in tanti altri posti.
Tutto rientra in una strategia di fondo che gli USA perseguono da molti anni, nell’illusione che il mondo sia rimasto quello unipolare di sempre e che le sobillazioni di Washington, quando non le aggressioni, possano essere ancora coperte con la vecchia coperta logora della “esportazione della democrazia” che ormai non incanta più nessuno.
Tuttavia la Storia fa il suo corso e l’Impero USA inizia a scricchiolare mostrando le sue crepe, le debolezze e le sue contraddizioni. Il “Re è nudo” ed in molti se ne sono accorti.


8 Commenti
  • antonio
    Inserito alle 12:38h, 10 Agosto Rispondi

    la Grande Battaglia Patriotica per la Liberazione

  • giuseppe peluso
    Inserito alle 15:21h, 10 Agosto Rispondi

    Gli USA sono un Paese profondamente diviso, spaccato, tra di loro non si parlano, ci sono sparatorie tutti i giorni, le disparità sociali sono abissali.’E troppo sperare che dopo aver portato la guerra dovunque hanno potuto, si facciano una bella guerra civile in casa ? che alla fine si ammazzino tra loro?

    • Christian
      Inserito alle 22:59h, 10 Agosto Rispondi

      @Giuseppe Peluso
      Ci sono video su internet delle città americane; è allucinante il degrado che hanno raggiunto.. interi quartieri sono ormai perlopiù delle tendopoli, marciapiedi infestati di tossici strafatti di fentany, senzatetto, gente che urina e caga per strada e nei parchi… Città come Los Angeles, Pittsburgh, Philadelphia sono allucinanti, è pazzesco. Devo dire la verità, non mi aspettavo che negli Usa il degrado generale avesse raggiunto un tale livello.. le città americane sono ormai delle fogne a cielo aperto, con pochi quartieri abitati da ricchi, che sono diventati quasi delle fortezze circondate da un degrado pazzesco e da una criminalità fuori controllo. Negli Stati controllati dai Dem, la situazione è ancora peggiore, e i Dem fanno di tutto per proseguire su questa strada suicida.

      • Giorgio
        Inserito alle 08:41h, 11 Agosto Rispondi

        Egregio CHRISTIAN …. ho visto quei video sulle condizioni delle città americane ….
        superano ogni pessimistica immaginazione …. Per vedere un tale degrado non è più necessario citare bidonville come Lagos, Giacarta, San Paolo, Mumbai ….
        Le grandi città usa sono regredite allo stesso livello, con l’eccezione dei quartieri supersorvegliati, pieni di videocamere e vigilanza privata, abitati dalle èlite che spolpano i popoli …..

  • Monk
    Inserito alle 16:31h, 10 Agosto Rispondi

    Non ci sarà nessuna guerra nucleare, credo, ovviamente non ho la verità in tasca, ma sia i russi che i cinesi sono troppo scaltri e intelligenti per distruggere il mondo. L’Occidente sta facendo harakiri senza esserne consapevole, tale è la sua arroganza, siamo noi, semplici abitanti dell’Europa, in pericolo per possibili conflitti locali, come nella ex Jugoslavia e gli stessi ameri-cani, rischiano altrettanto.
    La situazione è caotica in quasi tutto il mondo e il bubbone sta per scoppiare, ma oltre al conflitto nucleare, ci sono mille modi per vedere la violenza sotto casa nostra.

  • eusebio
    Inserito alle 19:35h, 10 Agosto Rispondi

    Altamente probabile che accada, la Cina ha annunciato il prolungamento delle esercitazioni-blocco navale attorno a Taiwan per un mese, ovvero fino forse alla metà di Settembre, mentre fonti USA annunciano che una forza navale yankee sarà inviata attraverso lo Stretto di Taiwan, per finire probabilmente affondata.
    Una delle ragioni della visita di “Pelosi-pocalypse”, come la chiamano i suoi detrattori negli USA, è stata un incontro con il fondatore di TSMC, forse per concordare lo smantellamento delle sue fabbriche prima dell’arrivo dei cinesi, apposta il blocco navale cinese non fa uscire nemmeno uno spillo dall’isola.
    Buone notizie arrivano dal Sud America, dove dopo l’insediamento del nuovo presidente colombiano Gustavo Petro sono state ristabilite le relazioni diplomatiche tra Colombia e Venezuela, con quest’ultimo che auspica il ristabilimento della collaborazione militare tra Colombia e Venezuela, e quindi anche con Russia, Cina e Iran.
    Ormai in Sud America solo il presidente gay sorosiano cileno non è allineato con il blocco Eurasiatico, ma è piuttosto molto in intimità co il canadese “Trudy” Trudeau.
    Se pure il Messico di AMLO passa chiaramente con il blocco Eurasiatico potrebbe sobillare gli oltre 40 milioni di messicani americani contro il governo yankee, avviando politiche di destabilizzazione o secessione degli stati a forte presenza messicana.
    Il mondo anglosassone protestante si sta avviando all’estinzione con il botto, speriamo non termonucleare.

  • Giorgio
    Inserito alle 08:43h, 11 Agosto Rispondi

    Oltre che condividere in pieno l’ottimo articolo ….. apprezzo in particolar modo la foto che ritrae la parata di truppe RUSSE in VENEZUELA …..

  • Sarabanda82
    Inserito alle 16:29h, 11 Agosto Rispondi

    Dubito molto che tra un anno tu possa festeggiare la vittoria USA contro la Russia !
    Tra qualche mese potresti morire di FAME E DI FREDDO qui in Italia !
    Comunque Alfio sei libero di sognare !
    Chissà che tra un anno tu almeno abbia imparato a scrivere Alfio!

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