Si profila una resistenza armata in Afghanistan da parte delle milizie sciite pro iraniane (Brigate Fatemiyoun)

Con l’inizio della guerra civile in Afghanistan, si prepara ad intervenire contro i talebani la Brigata Fatemiyoun, formata da milizia sciita pro iraniana.
Mentre gli Stati Uniti e la NATO sono impegnati a ritirare migliaia di cittadini del personale occidentale rimasto in Afghanistan, a seguito della disastrosa ritirata delle truppe USA ordinata da Joe Biden, in Afghanistan si profila un fronte di resistenza contro il nuovo governo talebano, appoggiato dall’Arabia Saudita e segretamente favorito da USA e Regno Unito.
Risulta chiaro che un governo integralista wahabita non sarà mai accettato da una buona parte della popolazione afghana e tanto meno dalla minoranza hazara del paese costituita da fedeli sciiti, considerati eretici dai wahabiti talebani e che già in passato avevano subitio persecuzioni. Si tratta di circa il 10/15% della popolazione afghana che è fedele alle sue tradizioni religiose ed è opposta alla visione fanatica ed oscurantista wahabita dei talebani.

Questa minoranza aveva già fornito volontari e coscritti per la costituzione delle Brigate Fatemiyoun, armate ed addestrate dall’Iran, e utilizzate in Siria per combattere in appoggio dell’Esercito siriano e del governo di Bashar al-Assad. Adesso risulta che l’Iran sta mobilitando il Fatemiyoun sciita in Afghanistan per riempire il vuoto lasciato dagli USA e per difendere la popolazione sciita dai talebani. Si calcola che in totale questi combattenti siano circa 50.000 e sono stati impiegati sia in Siria che nello Yemen e potrebbero in parte rientrare in Afghanistan ed in parte procedere a nuovi arruolamenti fra i volontari desiderosi di prendere le armi contro gli odiati talebani.

Nel 2019, il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha designato il Fatemiyoun in Siria un’organizzazione terroristica “per fornire supporto materiale” alla Guardia rivoluzionaria iraniana, insieme ad altri gruppi che hanno assistito l’Iran in Siria.
Molti arruolamenti nella brigata sono dovuti alla presenza dei rifugiati afghani sciiti in Iran dove questi hanno trovato ospitalità ed assistenza, mentre il governo di Teheran ha chiesto loro di costituire una milizia armata per gli interventi contro l’ISIS e i gruppi terroristi sostenuti dagli USA e dalla Turchia in Siria.
L’Iran utilizzerà queste brigate per prendere posizione contro i radicalisti wahabiti dell’Afghanistan che sono della stessa matrice religiosa ed ideologica dell’Arabia Saudita, nemica acerrima dell’Iran.

Elementi delle Brigate Fatemiyoun

I talebani temono la presenza dei Fatemiyoun in Afghanistan

I talebani hanno avuto una relazione storicamente ostile con l’Iran e considerano il Fatemiyoun una quinta colonna dell’Iran. Allo stesso tempo, gli hazara e altri gruppi etnici in Afghanistan hanno iniziato a prendere le armi e a formare milizie armate per difendersi dalla violenza dei talebani.
E’noto che gli hazara sono stati l’obiettivo di molti aggressori, inclusi i talebani e l’ISIS in Afghanistan, con poca protezione dal governo afghano.
Da tale situazione si calcola che il potenziale per una resistenza hazara contro i talebani sia molto più probabile, rispetto ad altri gruppi”, hanno riferito osservatori locali.
I miliziani delle brigate Fatemiyoun sono in prevalenza arruolati fra i rifugiati hazari in Iran ma i comandanti hanno trascorso anni in Iran e sono stati addestrati dalla Guardia Rivoluzionaria Iraniana e sono fortemente motivati al combattimento.
Il fatto che i Fatemiyoun siano veterani esperti del conflitto siriano e abbiano anche forti legami nell’establishment iraniano rende il potenziale di una resistenza hazara guidata da Fatemiyoun non solo più probabile ma anche più minaccioso, per il nuovo governo di Kabul, riferiscono ossevatori locali.
Dalle informazioni trapelate queste milizie stanno già prendendo posizione in attesa di ordini da Teheran.

Combattenti delle Brigae Fateyoun in Siria

La situazione è in rapida evoluzione mentre gli Stati Uniti sono impantanati nel tentativo di recuperare il loro personale prima che diventi ostaggio dei talebani che si sono iimpadroniti di tutte le armi e mezzi pesanti abbandonati dalle forze USA a seguito della loro ritirata.
La ritirata era stata ordinata dal presidente Biden che il New York Times aveva definito, poco tempo prima, un “genio in politica estera” .

Aggiornamento

Nello stesso tempo sta avanzando la resistenza delle forze dell’alleanza del Nord nel Pansjhir. Le forze di questa formazione si sono già scontrate pesantemente con i talebani e si parla di molte decine di vittime fra questi ultimi. I talebani hanno perso il controllo di altre due contee nella provincia di Baghlan. Sono stati liberati dalle milizie dal comandante sul campo, Abdul Hamid Dadgar. Il controllo della milizia sulle contee di Banu (secondo nome Andarab) e Dehi Salah è confermato dal video della scena. Le unità della milizia hanno usato veicoli Humvees con mitragliatrici pesanti per liberare le zone. Al momento, i talebani hanno perso il controllo su tre contee nella provincia di Baghlan”, ha riferito l’agenzia di stampa russa ANNA News.

Attualmente, le forze dell’Alleanza del Nord controllano solo l’1% circa del territorio dell’Afghanistan, tuttavia, dato che ci è voluto meno di una settimana e le forze di resistenza continuano a crescere, è logico supporre che nel nelle prossime settimane i militanti potrebbero perdere il controllo su molte altre regioni dell’Afghanistan. La guerra civile è appena iniziata.

Fonti Varie

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

4 Commenti
  • atlas
    Inserito alle 15:36h, 21 Agosto Rispondi

    JULIAN ASSANGE, PROCESSO AL GIORNALISMO “la guerra in Afghanistan raccontata nel 2010 da Assange e da Wikileaks rivelava i crimini di guerra compiuti dall’esercito degli Stati Uniti e prefigurava, con 11 anni di anticipo, le scene di oggi.” https://twitter.com/i/status/1429056075697901568

  • natalino
    Inserito alle 16:03h, 21 Agosto Rispondi

    Rientra nel gioco degli equiibri per il nuovo regime a guida talebana in Afghanistan.
    Ogni etnia dell’Afghanistan mira a ricavarsi delle posizioni favorevoli nel regime.
    Ma continuo a ripetere che Cina, Russia e Iran stanno lavorando per la pacificazione.
    Queste notizie fuorvianti di lucciole prezzolate occidentali per tentare di sminuire la debosciante figura fatta, fanno venire voglia di pisciare e cagare addosso a tutto l’establishment occidentale.
    L’occidente ha perso in Asia centrale e dovrá pagarne le conseguenze. La SCO con l’affiliazione dell’Iran ha fatto un lavoro di cesello. Ha imbottigliato a Kabul tutta la spedizione occidentale (circa 40.000 tra militari e funzionari vari), gli ha precluso tutte le vie di evacuazione e li messi alla mercé dei talebani e delle varie etnie.
    Quindi nei giochi di equilibrio per la gestione del potere ci puó stare anche che qualcuno metta sulla bilancia la richiesta di pareggiare i conti con gli invasori.
    É giá successo con gli inglesi durante le guerre del “Grande Gioco”. Per cui questi imbecilli devono correre e sbrigarsi con l’evacuazione e devono stare attenti a non irritare L’Iran che dispone di milizie fedeli in Afghanistan.
    La spedizione di prodotti petroliferi in Libano per cui gli Hezbollah hanno perentoriamente intimato agli ebbro-sionisti che non accetterano nessun intralcio nella consegna, da l’idea di cosa si sta muovendo dietro le quinte.

  • Fratello Marcus
    Inserito alle 21:08h, 21 Agosto Rispondi

    @ Natalino
    Lucidissimo.
    L’ Arabia saudita inoltre non ha i soldi per destabilizzare una beata minch….

  • natalino
    Inserito alle 16:29h, 22 Agosto Rispondi

    Come volevasi dimostrare.
    L’ambasciata USA, ormai esiliata all’aeroporto di Kabul, ha emesso un’avviso a tutti i cittadini americani di non avventurarsi da soli negli spostamenti ma di aspettare il dispiegamento di misure di sicurezza.
    Quanto sopra sembra dovuto al fatto che Daesh reclama il diritto di sgozzare gli americani per pareggiare i conti con gli effetti collaterali causat dagli eroici boys durante i loro attacchi democratici e umanitari. Questa intenzione sembra sia stata manifestata nelle trattative che si stanno svolgendo tra i vari gruppi ed etnie per la suddivisione del potere
    Vedremo cosa succedera nelle trattative e da quale parte penderá la bilancia.
    Una cosa peró é certa, le teste d’uovo marcio degli stati maggiori occidentali devono fare in fretta con l’evacuazione. I tempi si stanno stringendo e gli accordi fatti solo con i talebani possono essere rifiutati dagli altri gruppi e insufficienti a garantire la sicurezza dei fuggitivi.

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