"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Si prepara il bavaglio della Unione Europea sulla rete?

Le “notizie false” possono essere messe fuori legge come intende l’Unione Europea ?

di Luciano Lago

Nella fase attuale in Europa si nota che esiste una precisa volontà di limitare l’accesso alle informazioni alternative, per quanto questa misura venga presentata come la necessità di combattere le “fake news” e la loro influenza deleteria sull’opinione pubblica.
Vero è che elettori male informati possono rappresentare la nemesi della democrazia, strano però che ci si accorga soltanto adesso del problema dopo anni di manipolazione e di propaganda diffusa dai media ufficiali .  Tuttavia la forte diffusione dei social media e di blogs e testate on line senza controllo ha reso il problema urgente ed “improrogabile” per il potere politico ed economico  che teme di essere scalzato nella sua capacità di controllare i media.

La creazione di una legislazione ad hoc che possa regolare le informazioni sul web risulta molto dubbia nell’era digitale e si presta agli abusi dalle autorità che vogliono arrogarsi del potere di controllare la rete ma, in ogni caso, i governi, dietro sollecitazione anche di Bruxelles, intendono procedere su questa strada.
In realtà il problema delle “fake news”non dovrebbe riguardare solo le informazioni trasmesse attraverso il web ma anche quelle diffuse attraverso i media del sistema che sono notoriamente dediti alla manipolazione dell’opinione pubblica e dietro i quali si nota la presenza di “spin doctors”, esperti della psicologia di massa. Tuttavia questo dei “media mainmstream” e della loro possibilità accertata di manipolare le opinioni e diffondere false informazioni, sembra che non sia il problema all’ordine del giorno.

Nel dibattito politico ci si interroga in quale modo le società così dette “democratiche” possono combattere il flusso di false informazioni (fake news), spesso prefabbricate, che si diffondono su Internet e attraverso i social media, inquinando dibattiti politici quasi ovunque.

Questo interrogativo ha tormentato i “difensori della democrazia” e del pensiero “politicamente corretto” da molto tempo ed è diventato urgente dalle elezioni presidenziali americane del 2016. La Francia si è messa alla testa di questa campagna e, alla conferenza stampa di Capodanno fuori dal Palazzo dell’Eliseo di questo mese, il presidente francese Emmanuel Macron ha offerto la sua risposta.
L’obiettivo di Macron, a quanto pare, è di ridurre le “fake news” per decreto legge. Il premier francese infatti sta promettendo che, entro la fine dell’anno, introdurrà un disegno di legge per reprimere tutti coloro che diffondono “fake news” e disinformazione durante qualsiasi periodo elettorale. Vedi: Macron proposes anti-fake news election law

In realtà la Francia ha già una legge che vieta e sanziona la pubblicazione o la diffusione di disinformazione in malafede. Ai sensi dell’articolo 27 della famosa legge sulla stampa del 1881 , la diffusione di informazioni false “con qualsiasi mezzo” è punibile con una multa fino a 45.000 euro (55.000 USD) nella valuta odierna.

Merkel e Macron

Tale legge sulla stampa, tuttavia, si applica soltanto a quelle informazioni che hanno “disturbato la pace pubblica”, cosa che può essere molto difficile da definire, per non parlare da dimostrare. Un’altra legge, parte del codice elettorale, prevede la punizione di un anno di carcere e una multa di € 15.000 per chiunque usi false informazioni “o altre manovre fraudolente” per rubare voti. Ma questa disposizione si applica principalmente ai casi di frode elettorale.

La “trovata geniale” di Macron, quindi, è quella di creare una legislazione per l’era digitale. Anche se non lo ha detto esplicitamente nel suo recente discorso, sta chiaramente prendendo di mira le potenziali “interferenze russe” che hanno avuto un ruolo di primo piano nelle elezioni presidenziali americane del 2016, secondo le accuse del “Russiagate”, e che sarebbero state presenti anche nella sua campagna presidenziale la scorsa primavera.

Tuttavia risulta chiaro che il vero obiettivo di Macron è quello di proteggere le “istituzioni democratiche” ed il pensiero “politicamente corretto” dalla propaganda “populista”, nazionalista ed anti euro, quale quella messa in atto dal primo ministro ungherese Viktor Orbán o dal partito polacco di Giustizia e giustizia (PiS). Il pericolo più grande per Macron e per gli interessi del grande Capitale finanziario che lui rappresenta è quello che possa attecchire anche in Francia una predicazione identitaria, anti globalista e contraria alla “società aperta” proclamata dalla sua corrente politica e favorita dai grandi potentati finanziari che lo hanno sostenuto nella sua campagna per salire all’Eliseo.

La prima traccia che Macron sta esplorando riguarda la trasparenza. Le piattaforme digitali saranno probabilmente soggette a standard di trasparenza più elevati per tutti i “contenuti sponsorizzati”, non solo per rivelare l’identità degli inserzionisti, ma anche per limitare gli importi spesi per questi messaggi. In secondo luogo, Macron tenterà di stabilire una procedura sommaria in cui i giudici possano ordinare che il contenuto sia cancellato, o che i siti web vengano rimossi dai motori di ricerca o bloccati del tutto.

La Francia non è il primo paese a legiferare contro notizie false. Alla vigilia delle elezioni federali tedesche lo scorso settembre, il Parlamento tedesco ha approvato una legge nota come “NetzDG”, entrata in vigore il 1 ° gennaio. La legge richiede che i social network come Facebook, Twitter e YouTube rimuovano tutti i contenuti illegali pubblicati da utenti – che include l’incitamento all’odio, oltre alla disinformazione – entro 24 ore , o una multa fino a 50 milioni di euro. Non è chiaro stabilire quale sia da considerare “incitamento all’odio” ma è facile prevedere che sarà considerato tale qualunque messaggio contrario alla società aperta e che respinga le politiche immigrazioniste predicate da Bruxelles e dalla Merkel.

E’ seguito a ruota il governo italiano nell’adeguarsi a questa campagna di lotta alle fake news, in vista delle elezioni generali di marzo, e il Ministro degli Interni Minniti, ha proposto una legge per punire coloro che diffondono notizie false. Nel caso italiano sarà una unità speciale della polizia postale a giudicare quali siano le fake news. Vedi: Contro le fake news chiamate la polizia.

Anche in Italia esistono norme precise che puniscono la “diffusione di notizie false e tendenziose atte a turbare l’ordine pubblico” (art. 656 C. P.), ma sembra che non basti più e sia necessaria una legge apposita. La chiedono da tempo personalità politiche del calibro della Laura Boldrini, presidente della Camera dei Deputati e di Pietro Grasso, presidente del Senato.

Minniti lancia unità speciale

 

Non sorprende che la legislazione proposta da Macron in Francia, come quella di Minniti in Italia, abbiano suscitato molte critiche, non solo dai partiti considerati populisti, di estrema destra come quello della Marine Le Pen, in Francia o quello della Lega e F.lli d’Italia, ma anche dall’estrema sinistra e del movimento 5 Stelle, in Italia. I critici delle leggi sul web hanno chiesto l’aiuto di esperti legali che sostengono che le leggi già presenti nei codici siano sufficienti a contenere notizie false e che questi decreti, intaccando la libertà di espressione, siano da considerare in contrasto con la Costituzione.

Tuttavia queste leggi repressive dovranno comunque prevedere un nuovo procedimento giudiziario che dovrà essere esaminato attentamente da un giudice, una volta iniziato l’iter di una denuncia. Sembra difficile prevedere che un giudice possa avere il potere di decidere in immediato ciò che è vero e ciò che è falso, e quindi emettere un provvedimento di sospenzione o sanzioni.
Certo è che la minaccia di sanzioni, conbinata alla lentezza dei procedimenti, avrà l’effetto di mettere un bavaglio e limitare la diffusione di critiche e notizie scomode dagli operatori sul web, indipendentemente dall’esito dei procedimenti.

Questo è probabilmente il vero effetto che il potere politico di prefissa per limitare la diffusione sul web di opinioni e notizie scomode che possano alterare o compromettere la uniformità dei messaggi che i detentori del potere politico ed economico lanciano al pubblico nelle varie forme.

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  1. HERZOG 1 mese fa

    Digitate :” la questione ebraica ” video di 14 minuti da Oscar Spero di aver dato un contributo a Svelare il potere occulto EBRAICO ,e’dal2017 che martello in giro per il WEB incessantemente ormai NE ho fatto una Missione, Siamo in un regime di Monopolio Giudeo percio ‘ se I’ll mondo va a rotoli di chi sono le colpe? comanda le finanza l’informazione I mercati dell’oro dei diamanti ecc attraverso le SPA che sono societa anonime dietro le quali si nasconde sempre l’Ebreo il vampiro dell’umanita’ l’avido usuraio sovvertitore Della morale Cristiana

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