Si intravede il piano di Putin sulla crisi Ucraina

di Luciano Lago

L’ultima sessione dei negoziati tra Lavrov e Blinken a Ginevra, come era facile prevedere, si sono conclusi nel nulla, salvo considerare il rinvio ad un nuova sessione a data da destinarsi ma ormai i giochi sembrano terminati e le posizioni rimangono inconciliabili.
Nessuno conosce le reali intenzioni di Putin ma da alcune indiscrezioni trapela quale sarà la prossima mossa del presidente russo per risovere a suo favore la crisi con l’Ucraina. Bisogna interpretare alcune dichiarazioni dei suoi più stretti collaboratori per capire cosa stia maturando a Mosca e, se si analizzano le dichiarazioni e si verificano questi segnali, allora possiamo concludere che bisogna prepararsi al riconoscimento ufficiale da parte della Russia dell’indipendenza delle Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk.

Riepiloghiamo i fatti: dalla fine dello scorso anno, il livello di tensione tra la Federazione Russa e l’Occidente è fortemente aumentato. Gli Stati Uniti hanno iniziato una campagna di accuse in modo isterico a causa del fatto che Mosca starebbe per “attaccare l’Ucraina”. Il Cremlino da parte sua ha affermato che la sua “pazienza si è esaurita” e ha stilato un elenco delle sue richieste di ultimatum alla NATO. In sostanza la Russia ha richiesto alla NATO di arretrare il posizionamento delle sue basi militari dalle frontiere russe e il blocco di ogni decisione di ammettere Ucraina e Georgia nella NATO.
Gli esperti e i vari analisti da allora sono entrati in confusione e non sono riusciti ad interpretare le mosse di Putin, salvo fornire spiegazioni semplicistiche: pronta l’invasione dell’Ucraina e similari.

Il tono duro e risolutivo di Mosca fa pensare ad una decisione già presa e tutti iniziano a temere una “grande guerra”.

Nel mondo politico russo , ha avuto un peso l’opinione di Vyacheslav VOLODIN , presidente della Duma di Stato, sull’iniziativa di Gennady Zyuganov (segretario del Partito Comunista Russo) di riconoscere DPR e LPR. Ad una domanda è arrivata una precisa risposta: “Vediamo il presidente Zelensky ignorare gli accordi di Minsk. La NATO da parte sua vuole occupare militarmente l’Ucraina. Le due questioni rischiano di trasformarsi in una tragedia. Non dobbiamo permettere questo”.
Per quanto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, abbia cercato di smentire o raffreddare questa ipotesi, da molti indizi questa possibile mossa di Putin diventa molto più che probabile. La Russia non può tollerare l’occidente che invia tonnellate di armi all’Ucraina e tanto meno le basi militari NATO con i missili puntati contro le basi russe in Crimea.
Questo è il fattore che determinerà la prossima mossa di Putin sulla scacchiera.

Paracadutisti russi in operazioni di addestramento

In questo spettacolo politico, mentre la propaganda occidentale continua a martellare sul presunto piano di invasione russa dell’Ucraina, non resta che l’ultimo atto, quello che non arriva mai e che crea l’attesa, la tensione.
In realtà è Vladimir Putin che conduce il gioco e, dopo aver ricevuto un rifiuto scritto dall’Occidente di accettare le sue richieste chiave, possiamo prevedere che Mosca avvierà il processo di riconoscimento della sovranità statale delle repubbliche ribelli del Donbass e con quello garantisce la loro “sicurezza e integrità territoriale”.

Questa decisione avviene dopo che Mosca ha preso atto della volontà degli USA e della NATO di continuare con la politica aggressiva vicino alle frontiere russe oltre che al rigetto delle sue richieste chiave, fatto con una tattica dilatoria che Putin non è disposto più ad accettare. Sarà Putin a decretare la fine del gioco con tutte le sue conseguenze.
Si può prevedere una ondata di reazioni isteriche da parte dell’Occidente e queste saaranno accompagnate da altre pesanti sanzioni già preannunciate, le più pesanti fra quelle elencate, oltre a una mobilitazione di truppe NATO e moniti contro la Russia che verranno lanciati da Washington, da Londra e da Bruxelles. La Russia risponderà a sua volta con altrettante contromisure e il blocco Russia-Cina-Iran diventerà sempre più saldo per contrastare l’aggressività degli USA e della NATO.
L’effetto diretto sarà la morte ufficiale e definitiva degli accordi di Minsk a cui Kiev non aveva mai voluto adempiere.

La fine di questi accordi, sebbene occultata da una finta reazione indignata e di condanna dell’Occidente, sarà salutata come il minor male, meglio questo che una guerra in Europa. La responsabilità di Kiev e dell’Occidente verrà nascosta e tutte le colpe saranno gettate sulla Russia.

Inoltre, non ci sarà molto da aspettare in attesa dell’esito della crisi attuale. Naturalmente, questa frattura creata dalla crisi non porrà fine al logoramento nei rapporti tra la Federazione Russa e l’Occidente, così come tra la Federazione Russa e l’Ucraina. La Russia ormai guarda ad Est e fa parte delle organizzazioni di sviluppo e cooperazione dell’Asia. Questa crisi passerà solo a una fase diversa. L’Europa dovrà interrogarsi sul suo ruolo e il giudizio degli storici non sarà clemente con le classi dirigenti dei paesi europei che ancora una volta si sono dimostrate inadeguate e non all’altezza della situazione.

15 Commenti
  • Valerio T.
    Inserito alle 10:45h, 23 Gennaio Rispondi

    Analisi priva di realismo. Per Putin avere il solo Donbass è inutile, dispendioso è politicamente una sconfitta che metterebbe a repentaglio la sua credibilità. Allo stato dei fatti o riesce a prendersi tutto il territorio ad est del Dnieper e questo gli costerebbe un duro scontro con l’occidente oppure restituisce Donbass e Crimea e questo significa la sua fine come leader.

    • Sarabanda 82
      Inserito alle 13:09h, 23 Gennaio Rispondi

      Valerio credi davvero che Putin e la Russia restituiscano il Dondass e la Crimea, ma te vedi i film alla radio

      • Valerio T
        Inserito alle 21:46h, 23 Gennaio Rispondi

        Capisco che leggere è faticoso, ma io non ho scritto che Putin deve restituire il Donbass, ho scritto che se non vuole fare una brutta fine deve attaccare l’Ucraina.

    • Arditi, a difesa del confine
      Inserito alle 14:33h, 23 Gennaio Rispondi

      no infatti, in Donbass hanno miniere di carbone, non se ne fanno nulla……
      ancora una volta dimostra che trollare e’ un’arte ma lei al massimo puo’ pulire i gabinetti (con tutto il rispetto per chi pulisce i gabinetti)

  • Riki
    Inserito alle 12:58h, 23 Gennaio Rispondi

    Valerio Troll se commentassi le sneakers delle star di Hollywood su GQ Italia, ti faresti qualche amico….Qui non ti ascolta nessuno

    • Valerio T
      Inserito alle 21:50h, 23 Gennaio Rispondi

      Non mi ascolta nessuno? Echissenefrega. A me preme sapere quanto sono imbecilli i filorussi.

  • mondo falso
    Inserito alle 14:21h, 23 Gennaio Rispondi

    il Potere criminale occidentale sta massacrando le popolazioni occidentali con la scusa del virus influenzale e vuole annientare la Russia di Putin,

  • natalino
    Inserito alle 14:27h, 23 Gennaio Rispondi

    Come giá dissi e scrissi in precedenza quello che fará Putin non lo sapremo fino al momento in cui vedremo che é giá stato fatto. Il Dnper (enciclopedia Treccani) nell’immediato sembra non essere il confine dei territori filo russi dell’Ucraina che Putin vuole annettere. Mi azzardo a esporre una mia ipotesi.
    Una cosa é certa: se Putin riconosce le due repubbliche separatiste, ci sará un effetto domino e altri territori filorussi seguiranno a catena le orme del Dombass. Questo processo si stava innescando giá nel 2014-15 ma fú bloccato da Putin ritenendo, a ragione, sufficienti le due repubbliche del dombass per minare i propositi degli eroici boy di piazza Maidan.
    I tempi sono propizi. L’ucraina é in fase di avvitamento della sua crisi economica e l’occidente non c’é la fará a sostenerla per molto tempo. Basti pensare alla crisi energetica di tutta l’Europa a causa della chiusura dei rubinetti del gas.
    Quindi Putin credo che non sparerá un solo colpo se non in risposta ad alzate di testa del comico piú in voga del momento.
    I giochi di mano sono sempre giochi da villano. Cosí cita un vecchio detto. E i russi al momento li stanno lasciando fare ai loro avversari.
    Il gioco della propaganda con cui si pensa d’inibire i movimenti delle truppe russe, accusandole di avere l’intenzione d’invadere l’Ucraina non sta impressionando piú di tanto Putin. Mi sembra che i russi siano in attesa degli avvenimenti. La palla é nel campo dell’Ucraina a partire dal momento che si sono portati dentro le lusinghe della NATO.
    Il comico piú in voga del momento sta facendo un grosso errore di calcolo. Crede che accusando la Russia di tali intenzioni riuscirá ad esorcizzare la sonora legnata che gli arriverá sul muso quando, come sta dicharando ai quattro venti, tenterá di recuperare con le armi il Dombass. Contrariamente a quello che pensano molti, la prima mossa dovrá farla il comico.
    Nessuno di quelli che lo stanno istigando peró scenderá fisicamente in campo per difenderlo quando si tratterá di menare le mani sul serio. E quando le conseguenze della sonora legnata si faránno sentire in aggiunta alla crisi socio-economica giá in essere, l’effetto domino sará inconrollabile e l’Ucraina cesserá di esistere smembrandosi in varie regioni a seconda dell’etnia.

  • Farouq
    Inserito alle 14:38h, 23 Gennaio Rispondi

    Sembra che l’obiettivo degli Stati Uniti non sia solo la Russia ma anche l’Europa che pagherebbe un caro prezzo in caso di un confronto diretto contro la Russia
    Il tutto nell’ambito del progetto Great Reset

    • maurizio diana
      Inserito alle 16:04h, 23 Gennaio Rispondi

      Semplicemente perfetto ….. Grazie!

    • Arditi, a difesa del confine
      Inserito alle 16:28h, 23 Gennaio Rispondi

      beh e’ normale, mettere l’Europa contro la Russia, bloccare il NS2, per farci comprare da loro il gas che costa pure di piu’ (non ricordo ora il termine tecnico) e quindi prendono due piccioni con una fava

  • atlas
    Inserito alle 15:08h, 23 Gennaio Rispondi

    “prepararsi al riconoscimento ufficiale da parte della Russia dell’indipendenza delle Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk.” Repubbliche popolari, come quella cinese, sovrane, non democratiche. Intanto l’ardita (dal lardo di porco di cui è costituita) democrazia americana sono anni che studia il volto di Putin tentando d’intravederne, studiandoli, i sintomi dai quali poter capire qualche cosa sulle sue azioni future. Impassibile, efficiente, lento. Lento vuol dire preciso; preciso vuol dire veloce, ipersonico

  • sguarcialupu
    Inserito alle 16:22h, 23 Gennaio Rispondi

    tra 15 giorni, al massimo per il 20 febbraio per la fine delle olimpiadi invernali, si sapranno i giochi come verranno svolti.
    Nel frattempo il generale inverno è ancora accampato sul campo di battaglia. Vedremo se contano i morti sul campo di battaglia o i morti per il freddo nelle case.
    Ho visto che in molto condomini di kiev si brucia legna nelle caldaie, quanto può durare? L’elettricità in alcune parti ucraina va e viene. Ci sarà abbastanza gasolio per i carri armati?
    Penso che la Russia nel caso di un attacco provvederà a far saltare tutti i depositi di carburante e distruggere le piste aeree.
    Poi il gas sarà sufficiente a fare arrivare il minimo contrattuale a ungheria moldavia e romania,
    Nel frattempo gli usa&getta rosicchiano assieme a ukacchiu, la germania starà ben attenta a non inimicarsi la russia, a loro il gas arriva e distribuisce a polonia cechi e slovacchi…. italien può darsi

  • eusebio
    Inserito alle 18:27h, 23 Gennaio Rispondi

    Pare che forze speciali ucraine siano penetrate nel territorio della repubblica di Lugansk ed abbiano sequestrato un miliziano novorusso, il terzo caso del genere negli ultimi tempi.
    Carichi di armi da molti paesi NATO stanno arrivando in Ucraina, gli USA ed anche altri paesi NATO si apprestano ad evacuare le ambasciate di Kiev, mentre analisti russi ipotizzano una direttrice di attacco delle truppe russe su Kharkiv e Kiev, come conseguenza della concentrazione dell’esercito ucraino nel Donbass, in previsione dell’aggressione ai novorussi..
    Il presidente della repubblica novorussa di Donetsk ha accusato l’Ucraina di voler attuare il sabotaggio di importanti impianti chimici nel Donbass, mettendo a rischio la vita di migliaia di persone, oltre a voler danneggiare infrastrutture come reti elettriche ed acquedotti, e simili attentati potrebbero essere attuati anche in Crimea ed altre parti del territorio russo.
    Altri focolai di crisi si accendono nell’area ex sovietica, il presidente armeno filorusso si è dimesso, forse per creare problemi alla Russia, mentre in Moldova la difesa del paese è stata presa in gestione dalla NATO, e si comincia a parlare di annessione della repubblica da parte della Romania, nel qual caso la NATO si espanderebbe automaticamente.
    Per evitare attacchi terroristici ucraini sul suo stesso territorio la Russia dovrebbe prevenire attentati contro la popolazione del Donbass, riconoscendo le due repubbliche ed occupandole.
    La situazione economica occidentale peggiora a vista d’occhio, l’inflazione sta esplodendo e con essa schizzeranno verso l’alto i tassi di interesse e quindi il costo del mantenimento di debiti pubblici già fuori controllo, quindi l’oligarchia globalista ha i giorni contati.
    Bastano un paio di umiliazioni militari, in Ucraina e magari Taiwan, e il cosiddetto occidente collettivo si sgretola in mille pezzi.

  • atlas
    Inserito alle 19:34h, 23 Gennaio Rispondi

    è il solito troll democratico, lo ringrazi pure ? E’ sempre quì, sotto vari nomi, tutti sotto osservazione

Inserisci un Commento