Si avvicina il conflitto in Europa ?

Le dichiarazioni si avvicendano fra i protagonisti della contesa, Stati Uniti, Russia, Ucraina, NATO e rispettivi alleati ma i contrasti e le contraddizioni crescono e le posizioni sembrano divenute inconciliabili mentre i movimenti di forze miltari alle frontiere Est dell’Europa si intensificano.

Lo sconcerto si sta impadronendo dell’Ucraina, viste le dichiarazioni del segretario generale della NATO, Stoltenberg, il quale ha dichiarato che l’espansione della NATO verso l’est continuerà, mentre dall’altra parte la Russia ha ritirato ieri 10.000 soldati e mezzi dalla frontiera, quale gesto di buona volontà ma, nello stesso tempo la Turchia ha annunciato che entrerebbe in guerra contro la Russia in Ucraina, in caso di conflitto. Come giustificare tutte queste contraddizioni ? Consideriamo che la Russia potrebbe decidere di invadere l’Ucraina se le sue richieste di garanzie di sicurezza non saranno accettate dalla NATO…

La NATO sta accumulando una forza imponente in Ucraina per affrontare la Russia e la cosa più importante è che la Russia è cosciente che l’Ucraina di fatto già si trova nella NATO come partner, anche se non è divenuta ancora un membro formale dell’Alleanza. La situazione è tremendamente tesa dato che la NATO sta facendo filtrare il piano di trasferire circa 40.000 effettivi in Ucraina per supportare le forze dell’Esercito di Kiev in caso di aggravamento della situazione, in particolare nel Donbass.
La cosa più preoccupante per la Russia è che già si sono accumulati circa 8000 fra caccia e aerei da guerra in Polonia e Romania, fra gli altri paesi e tra questi anche gli aerei che il Canada aveva da poco ritirato e trasferito in Canada. Tuttavia sembra abbia ricevuto ordine dalla NATO di ritrasferirli nelle basi NATO dell’Europa dell’est. Nel contesto di queste minacce sono stati dispiegati caccia F-18, aerei da trasporto militare e armi sconosciute alle frontiere di Ucraina e Crimea. Al momento si sa che le aeronavi da trasporto militare sono stazionate in una base in Romania e le unità sono in allerta massima. Il piano trapelato da fonti miltari è quello di trasferire le forze NATO in 120 ore (5 giorni), giusto il tempo che la Russia si è calcolato potrebbe occupare l’Ucraina, a giudizio degli analisti del Pentagono.

Secondo la tedesca DieWelt, la NATO per la prima volta ha preso la decisione di trasferire un gruppo tanto grande di truppe preparate per il combattimento e questo indica che la NATO si sta preparando per un conflitto diretto con la Russia. Ancora non si conoscono i paesi specifici predisposti per il trasferimento di truppe ma si prevede già in anticipo che in prima linea sono Stati Uniti, Canada, Regno Unito e Polonia.
La cosa inspiegabile è che poco tempo prima Canada e GB si erano opposti a fornire aiuti militari diretti all’Ucraina anche se stavano a favore di questo la Polonia e la Germania. Stupisce non poco la posizione intransigente assunta da ultimo dalla Germania del nuovo cancelliere, Martin Shulz, in termini strettamente anti russi.

Trasferimento di truppe

Trasferimento di truppe e mezzi militari

Da parte sua la Russia non ha risposto ma è facile capire che il Cremlino prenderà le sue misure molto dure nel caso dell’apparizione di un esercito della NATO in Ucraina. Nonostante il fatto che la Russia abbia ritirato 10.000 uormini dalla frontiera con Ucraina non si è fermata dal collocare una quantità di mezzi blindati di vario tipo alla frontiere. Secondo i dati di un canale telegram (Unte Notes), almento 4 treni caricati con attrezzature militari pesanti e leggere si sono mossi verso la frontiera ucraina incluso sistemi missilistici e attrezzature di guerra elettronica che sono state attivate per neutralizzare le comunicazioni via satellite della NATO.
Oltre alle attrezzature militari verso l’Ucraina, altri treni con mezzi blindati e tank sono stati trasferiti verso la Bielorussia e questo non esclude che si formino accampamenti militari con mezzi e truppe russe alla frontiera fra Bielorussia ed Ucraina, anche se fino ad ora non ci sono dichiarazioni ufficiali. Adesso non solo la Russia ma anche l’Ucraina sta trasferendo attrezzature militari alla frontiera.
Questo indica un aumento delle tensioni nella regione.

Satelliti accecati

Dopo che l’Ucraina aveva aumentato l’escalation seria nel Donbass, si è saputo che la Russia ha deciso di puntare le sue armi non letali contro le navi spaziali (satelliti) straniere che stanno monitorando sulla regione, pertanto gli ultimi dati sat- indicano che i satelliti che passano sul Donbass vengono attivamente soppressi da complessi sconoscuti e, a giudicare dal rango dell’interferenza, si può trattare delle armi di interferenza elettronica che possono essere i sistemi elettronici russi che hanno già disattivato anche un satellite che controllava i movimenti di truppe russe alla frontiera. Il satellite ha cessato di funzionare sotto influenza di radiazioni sconosciute e i sistemi di collegamento hanno cessato di trasmettere, come ha confermato l’agenzia spaziale europea, con il satellite europeo Coperincus sentinel 1 B che non è più disponibile e non trasmette dati. A motivo di questa notizia si è cercato di riparare il sistema, visto che questo può rappresentare un rischio e richiede di di rimettere in funzione il sistema ed i tecnici sono al lavoro, come riferito dall’agenzia europea. I russi non erano molto contenti di questi satelliti ed i loro sistemi di interferenza possono neutralizzare tutti i satelliti che monitorano la zona. Al momento non c’è notizia di ripristino dei collegamenti.
Nel frattempo gli esperti segnalano l’informazione secondo cui i sistemi di difesa aerea S-300 e S-400 sono attivi sulla zona e probabilmente questi devono proteggere non solo lo spazio aereo delle frontiere russe ma anche lo spazio aereo delle repubbliche del Donbass, dato che la Russia ha annunciato che non permetterà una nuova escalation nella regione.
Il Pentagono a sua volta ha annunciato la sua disposizione di accerchiare la Russia da ogni lato e ci si chiede se questo non è già avvenuto da tempo con le molteplici basi militari costituite dagli USA fra Europa dell’est e Asia. Tuttavia, nel contesto delle dichiarazioni di Stoltemberg è stato ripetuto che l’Alleanza non intende dare assicurazioni su un eventuale blocco dell’espansione della NATO verso le frontiere russe, anzi piuttosto questo continuerà verso i Balcani e l’Asia.
Il presidente USA, Joe Biden, ha annunciato che sta considerando di aumentare il numero delle forze vicino alle frontiere russe e questo implicherebbe il numero delle basi militari vicine alle frontiere russe e lo stesso presidente avverte che tale decisione avvicinerebbe le infrastrutture della NATO attraverso negoziati con i paesi vicini alla Russia per creare nuove basi militari.

Tank russi alla frontiera

Si comprende che a Washington sta prevalendo la linea dei falchi pro guerra e che questo è probabilmante dovuto anche a motivazioni di carattere interno.
Facile prevedere che la situazione fra Russia e NATO inizerà ad evolversi verso una rapida escalation.
Allo stesso tempo è quasi sicuro che la Russia nizierà ad a dispiegare i suoi missili vicino alle frontiere della NATO nei prossimi mesi o settimane, preparandosi ad un possibile conflitto armato che potrebbe avere un prologo serio in Siria. Non a caso in Siria, nei giorni scorsi, la Russia ha dispiegato un grande gruppo di aviazione nella sua base di Al-Qamishli, incluso l’aereo di vigilanza (Awacs) A-50U delle Forze Aerospaziali russe.

Il 25 di dicembre, i canali russi specializzati hanno informato il pubblico su questi movimenti sicuramente anche dovuti alle dichiarazioni del ministro degli Esteri turco Mevlut, il quale ha dichiarato che non ignorerà le strette relazioni della Turchia con l’Ucraina nonostante la cooperazione economica con la Russia e che Ankara sarà dalla parte dell’Ucraina in caso di conflitto.
Il fronte di guerra si sta delineando e ciascuna parte inizia a prendere posizione.

Fonti varie

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Quello che gli altri non dicono

© 2024 · controinformazione.info · site by madidus