Sfidando gli Stati Uniti, la Cina aumenta gli acquisti di greggio iraniano e venezuelano

La Cina ha aumentato le importazioni di petrolio dall’Iran e dal Venezuela, ignorando le sanzioni statunitensi, afferma un media statunitense.
Secondo i dati forniti venerdì dal Wall Street Journal (WSJ), il colosso asiatico ha moltiplicato drasticamente le sue importazioni di petrolio da Iran e Venezuela, mettendo a dura prova la politica dell’amministrazione statunitense Joseph Biden.

La Cina dovrebbe importare 918.000 barili al giorno di petrolio iraniano a marzo, che sarebbe il volume più alto dalla reimposizione di sanzioni da parte di Washington a Teheran due anni fa, in seguito all’uscita degli Stati Uniti dall’accordo nucleare iraniano. Secondo la società di analisi Kpler, citato da WSJ .
Inoltre, il fornitore di dati finanziari di Londra, Refinitiv, rileva la crescita degli acquisti di petrolio della Cina dal Venezuela, nel mezzo di un forte regime di sanzioni statunitensi contro questo paese sudamericano.

In questo contesto, l’Amministrazione Biden ha aperto la possibilità che gli Stati Uniti tornino al Comprehensive Plan of Joint Action (PIAC o JCPOA, per il suo acronimo in inglese) – nome ufficiale dell’accordo nucleare del 2015 -, da cui è uscito nel 2018 , durante il mandato di Donald Trump, ma ha posto una serie di condizioni. Teheran afferma che non accetterà mai di rinegoziare quanto concordato nel PIAC e che l’unica cosa che può salvare questo accordo è la totale eliminazione delle sanzioni USA.

Nel frattempo, Teheran e Caracas, due alleati strategici, hanno rafforzato i loro legami di fronte agli embarghi statunitensi. La Repubblica islamica dell’Iran ha inviato cinque petroliere caricate con 1,53 milioni di barili di benzina e additivi in ​​Venezuela nel maggio 2020, e ha continuato a inviare altri carichi di greggio per alleviare la grave carenza di benzina a seguito della paralisi per le sanzioni statunitensi (che hanno bloccato le raffinerie del Venezuela).

Fin dall’inizio, la Cina, il principale consumatore di petrolio dell’Iran, si è opposta alle sanzioni unilaterali degli Stati Uniti contro l’Iran e ha affermato che continuerà ad acquistare idrocarburi iraniani nonostante le pressioni di Washington.

Arrivo petroliere iraniane in Venezuela

Allo stesso modo, le autorità cinesi hanno respinto le critiche di Washington per i suoi legami con Caracas e hanno ricordato che le relazioni bilaterali tra Cina e Venezuela sono una questione bilaterale che non riguarda nessun altro.


Nota: Il fallimento della politica delle sanzioni rende Washington impotente di fronte al peso economico della Cina che si dimostra in grado di sostituire da sola una buona parte degli acquisti di greggio degli altri paesi. Inoltre la Cina invia forniture alimentari, generi di prima necessità e medicinali ai paesi che sono sotto embargo da parte degli Stati Uniti. L’assedio per fame di cui soffrono paesi come il Venezuela, Cuba, la Siria, viene rotto dalle esportazioni della Cina che, in questo modo si assicura la gratitudine dei governi di questi paesi e tale politica consente alla Cina di allargare il cerchio della sua influenza. In definitiva la politica delle sanzioni si ritorce contro chi la utilizza come arma.

Fonti: Hispan Tv Wall Street Journal

Traduzione e nota: Luciano Lago

4 Commenti

  • antonio
    20 Marzo 2021

    delinquenti filantropi, si definiscono liberisti libertari abramitici biblici giusti e poi imbrogliano e impongono con la violenza la loro legge del più forte, gli è andata bene per 300 anni, ora è cambiata, Russia, Cina e i cittadini del mondo han capito che i paesi canaglia sono i governi USA e GB, non centrano i cittani usa e gb, dato che le elezioni le comprano i Ladroni del denaro

  • eusebio
    20 Marzo 2021

    L’incontro-scontro avvenuto tra Cina e USA ai massimi livelli diplomatici in Alaska è stato a dir poco esplosivo, il sionista Blinken ha tirato fuori tutto il repertorio noto di accuse alla Cina, da Hong Kong agli uiguri alle Spratly, diventate off limits per navi ed aerei USA grazie a potenti impianti di jamming elettronico che letteralmente “spengono” gli impianti elettrici dei mezzi USA.
    Biden alla sua cerimonia di insediamento ha invitato l’ambasciatore di Taiwan, preludendo forse al riconoscimento dell’indipendenza dell’isola, che in questo caso verrebbe occupata dalla Cina, come forse fatto notare a Blinken dal responsabile esteri del PCC.
    La Cina da parte sua appoggia i militari birmani nella repressione dei politici pagati da Soros, e pare che potrebbe chiudere pure la fabbrica di auto elettriche della Tesla per spionaggio.
    La Cina come la Russia si è rotta le scatole, sta varando una nave da guerra dietro l’altra mentre le portaerei USA vecchie di 30-40 anni sono in bacino a causa dei fondi per la manutenzione.
    La vecchia superpotenza USA ha finito i fondi, non può varare nuove portaerei, pure gli F-35 sono malfunzionanti e già superati, gli americani sperano di scaricare lo scontro con la Cina a paesi messi pure peggio come Regno Unito, Francia, Germania, Australia, che o hanno economie disastrate e grossi disordini con le minoranze interne oppure dal punto di vista economico sono dipendenti dalla Cina.
    Per le oligarchie globaliste occidentali è arrivata la fine.

  • Giorgio
    20 Marzo 2021

    Si avvicina la fine del dominio militare usa …… del dominio di wall street e dei mercati …… del cosiddetto “sogno americano”, del modello “culturale” hollywoodiano, della retorica dei diritti umani, della esportazione della democrazia, delle rivoluzioni colorate ……. del concetto stesso di liberal democrazia globalista tecnocratico sanitaria ……

  • nik
    20 Marzo 2021

    Gli equilibri mondiali stanno cambiando e l’Asia è il futuro protagonista. L’Occidente ha perso i fondamentali basati sulla democrazia e libertà e la sua offerta di beni simbolo di benessere .lo si nota dai nostri ragazzi che hanno perso tutti gli ideali soprattutto, in questo alienante periodo di pandemia. E senza gli ideali non si vincono le guerre, mentre gli asiatici sono popoli giovani e hanno fame. Sono anche folli ma più adattabili al cambiamento. Noi invece siamo popoli vecchi ed è bastato un virus leggermente piu forte dell’influenza per mietere vittime e la convinzione che avere il conto corrente pieno e la dentiera nuova per poter comandare ci ha impauriti.

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