"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Servi sì, ma di chi?

di Andrea Cucco

È con una certa inquietudine che apro le prime pagine dei giornali nelle ultime settimane. Che l’Italia non abbia una politica estera indipendente – ma sarebbe facile affermare “nemmeno vagamente autonoma” – è evidente da molti (moltissimi) decenni. Che le decisioni vengano prese fuori dai nostri confini nazionali è quindi oramai “tradizione”. Quel che sconcerta è la regia straniera inaspettata.

Mi spiego meglio. Negli ultimi lustri ad occidente c’è stato a grandi linee un “fronte per la pace” comune. Questo ha portato a fasi alterne disordini e morte, seguiti da maldestri riordini (e morte…) in tutto il nord Africa e Medio Oriente. Paesi come la Libia ne sanno qualcosa, ma potremmo citarne altri come la Siria.

Dietro a premi Nobel per la pace sono sono state massacrate – in senso letterale e non metaforico – centinaia di migliaia di persone. Ciò che è inaccettabile è il risultato di tanto male: nessuno, se non il caos e fiumi di sangue.

Un Paese fratello come la Libia è, a distanza di 6 anni, un cadavere che viene sbranato non solo da chi vorrebbe proteggerlo, bensì – a parole – addirittura resuscitarlo.

Della disperazione che si vive sull’altra sponda del Mediterraneo non giungono a noi che sporadiche notizie. Come se il nostro “disturbo” per i migranti in arrivo non fosse assolutamente degno di raffronto con la vita in mezzo a violenze, soprusi, disoccupazione, corruzione ed anarchia che è stata imposta a milioni di libici.

Gentiloni con il ras libico Sarraj

Da quando è cambiata la musica in casa USA alcuni pannelli del palcoscenico allestito ad arte da anni per i cittadini più semplici da prendere per i fondelli stanno crollando. Combattere l’Isis, per fare un esempio, significa ora “combattere l’Isis” e non “rifornirlo ed appoggiarlo militarmente con una Coalizione sorta per eliminarlo”. “Confrontarsi con la Russia” significa parlarci direttamente, non demonizzarla a distanza con accuse da propaganda sovietica.

Quando il nostro primo ministro ed il ministro della difesa si sono incontrati il 9 febbraio scorso, in casa ed in trasferta, con gli omologhi inglesi hanno mostrato ampia disponibilità a “contenere” un presunto espansionismo russo…

Se gli inglesi – che ufficialmente appoggiano il governo di unità nazionale di al-Sarraj in Libia – non avessero in passato (a quanto ci hanno riferito fonti locali di alto livello) sollecitato la secessione della Libia orientale offrendo in cambio immediata protezione militare, forse avremmo potuto credere ad una buona fede britannica.

Se la Libia orientale ed il suo leader Haftar, dopo essersi rifiutati di smembrare il Paese, non avessero finito per chiedere aiuto, tra gli altri, alla Russia… forse avremmo potuto credere ad una ulteriore buona fede britannica.

Il problema non è tanto che qualcuno cerchi di screditare un rivale con accuse false od indirette. Il problema è che l’Italia sembra assecondare chi la pugnala (come 6 anni addietro) alle spalle. E, grazie a Trump, è ora evidente che la regia non è statunitense.

Fonte: Difesa Online

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  1. Salvatore Penzone 7 mesi fa

    “è ora evidente che la regia non è statunitense”…??? E la NATO di chi è figlia allora? Ovviamente la regia non è solo statunitense è certamente una regia da sempre americano-anglo-sionista. L’entrata in campo del personaggio Trump rimescola solo le carte ma non redime l’America dalle sue colpe. Anzi battere sul tasto della sua presunta buona fede è ingenuo e può procurare brutte sorprese, soprattutto se ci apriamo alle proposte che arrivano da questo “nuovo” senza un’attenta valutazione.

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    1. Tania 7 mesi fa

      Vero

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  2. PieroValleregia 7 mesi fa

    salve
    nella foto compare la “signora” Pinotti, elemento di spicco del comunismo genovese da almeno 20/25anni; il suo momento di maggior
    gloria fu quando, insieme all’allora presidente della Regione Liguria (il gerundio del verbo burlare), venne presa a torte in faccia dai simpatici
    e da lei coccolati, figli di papà dei centri sociali (che poi scusò pubblicamente)
    Dalle torte in faccia dei fighetti è passata ai calci nel c… dei padroni… ha fatto un gran carriera
    saluti
    Piero e famiglia

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    1. Tania 7 mesi fa

      La Pinotti comunista.
      Metterei una legge che impone la coerenza alla dichiarazione di partito, la Pinotti in cosa esattamente è comunista?
      Dichiararsi comunista è come dire sono democratica, o anche stasera ceno con Babbo Natale, fatti inesistenti!
      Nessun umano può essere democratico, nessun umano può essere comunista, nessun umano può cenare con Babbo Natale.
      Tutti gli umani possono dichiarare ciò che vogliono, scherzare si può fare.

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      1. Giorgio 7 mesi fa

        Sono positivamente esterrefatto!

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        1. Tania 7 mesi fa

          Evidentemente non avevi capito niente di me, o non mi ero spiegata bene, opto per la seconda che ho detto, conoscendomi…
          Io però ribadisco di essere comunista, forse l’unica, forse siamo in pochissimi, meglio pochi ma buoni.

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          1. Giorgio 7 mesi fa

            Ecco! Mi ha rovinato il momento idilliaco, comunista che non è altro!

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  3. Tania 7 mesi fa

    Dire che noi occidentali abbiamo voluto il bene della Libia, abbiamo lottato per questo, e per questo abbiamo eliminato Gheddafi e I SUOI FIGLI, (che orrore), e questo lo abbiamo ottenuto, da la misura che belve siamo..
    Siamo il cancro di questo pianeta, tutti, perché sosteniamo i governi dei massacri, siamo senza scusanti.

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    1. Giorgio 7 mesi fa

      Non sono mai andato a votare.

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  4. mimmo 7 mesi fa

    Non credo che esista una agenda elitaria che spieghi perchè e come abbiamo avuto guerre e distruzioni;
    ma sono dell’idea che il Potere non passa a caso da una mano all’altra.
    Dove c’è ricchezza da sfruttare, il Potere, chiamarlo in modi diversi non cambia la sostanza, si insinua
    sfruttando gli stessi strumenti e le ideologie delle nazioni che in un determinato momento rappresentino tale ricchezza,
    e la “potenza militare” per gestire tale ricchezza.

    L’importanza di gestire le masse e le relative e naturali pulsioni libertarie costringe il Potere ad un lavoro camaleontico che
    confonda e mimetizzi la loro cosiddetta agenda, che potrebbe essere semplicemente una strategia, di volta in volta adattata ma
    pur sempre ripetitiva chè tanto le masse reagiscono in maniera istintiva
    esattamente come il gregge guidato dal bastone del pastore.
    Il Potere ha usato, o almeno appoggiato se non istigato, l’autorità delle monarchie, dei regimi totalitari, delle democrazie,
    delle religioni
    e di ogni minima ideologia che servisse per incantare e distrarre i popoli.

    Negli USA assistiamo, come riferiscono le fonti alternative di informazioni, ad una guerra tra servizi segreti,
    uffici federali, entourage presidenziale, strutture militari e politiche, finanziarie, tutti a rincorrere quel potere
    che permetterà al vincitore di dominare per conto del ramo del Potere che in quel momento sarà dominante.
    Non è molto diverso dalla logica che mantiene in vita le mafie criminali, non solo del nostro Paese.

    La Nato intraprende iniziative in netto contrasto con la volontà politica dichiarata dal Presidente.
    Le alleanze possibili e gli accordi che verranno realizzati tra i vari “clubs”, lobbies, determineranno la vittoria della linea politica,
    cioè a dire della strategia di controllo del pianeta, che dominerà nei prossimi anni.
    Il fatto positivo è che, a dispetto della scomparsa dell’URSS, Putin è riuscito a rimettere in corsa la Russia, ed, al traino,
    una serie di importanti alleanze che vanno a disturbare questi piani dei soliti ignoti.

    L’Italia, ormai irrimediabilmente prigioniera di guerra degli “Alleati”, si adatta ad ogni regola del pastore;
    e la gente che hanno messo a governarci risponde ai requisiti richiesti dai padroni.

    Si può rimproverare e punire i cani che fanno il buon lavoro richiesto per controllare le pecore?

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    1. Citodacal 7 mesi fa

      Direi sostanzialmente ineccepibile, soprattutto se il discorso sul Potere implicita quanto fu brevemente delineato da Michelstaedter nella nota prefazione del suo “La persuasione e la rettorica”, che a seguito riporto (ovvero che il Potere – assimilabile alla rettorica – svilisca il senso della verità fino a farsene di volta in volta una maschera grottesca e deformata, avendo in ciò complice l’ignavia, o la plagiabile tendenza abitudinaria, delle moltitudini; la verità rimane tale, ma per conoscerla appieno ci si deve denudare interiormente d’ogni paludamento che incrosti la capacità cognitiva – siamo quindi vittime anzitutto della nostra ignoranza, che il Potere imperversando adopera senza contrasto):

      “Eppure quanto io dico è stato detto tante volte e con tale forza che pare impossibile che il mondo abbia ancor continuato ogni volta dopo che erano suonate quelle parole.
      Lo dissero ai Greci Parmenide, Eraclito, Empedocle, ma Aristotele li trattò da naturalisti inesperti; lo disse Socrate, ma ci fabbricarono su 4 sistemi. Lo disse l’Ecclesiaste ma lo trattarono e lo spiegarono come libro sacro che non poteva quindi dir niente che fosse in contraddizione coll’ottimismo della Bibbia; lo disse Cristo, e ci fabbricarono su la Chiesa; lo dissero Eschilo e Sofocle e Simonide, e agli Italiani lo proclamò Petrarca trionfalmente, lo ripeté con dolore Leopardi – ma gli uomini furono loro grati dei bei versi, e se ne fecero generi letterari. Se ai nostri tempi le creature di Ibsen lo fanno vivere su tutte le scene, gli uomini «si divertono» a sentir fra le altre anche quelle storie «eccezionali» e i critici parlano di «simbolismo»; e se Beethoven lo canta così da muovere il cuore d’ognuno, ognuno adopera poi la commozione per i suoi scopi – e in fondo… è questione di contrappunto”.

      E qui siamo già ben oltre l’ambito sociale, entrati ormai di diritto in quello sottile della intricata e poco decifrabile – senza un adeguato e trascendente filo d’Arianna – legge di causa ed effetto: preludio ma anche illusorio velo di Maya a una corretta e dirimente metafisica.

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      1. Giorgio 7 mesi fa

        L’accostamento dei due sintagmi “verità” e “potere” mi allappa i denti, anzi mi procura più fastidio del raschio delle unghie o del gesso sulla lavagna..

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        1. Citodacal 7 mesi fa

          A me causa tensioni e nervosismo al ventre. Non conosco la verità, ma conosco le fatiche del cercarla; il Potere ne conosce altrettante per tentare di distorcerla, sebbene nemmeno esso la conosca, ma distorcere una cosa ignota è più breve dell’identificarla. Questo comportamento dimostra la sua stupidità: se è vero che la fatica per la Verità renda liberi una volta per tutte, quella per il Potere si condanna alla perpetua schiavitù dell’inventar continuamente menzogne.

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          1. salvatore Penzone 7 mesi fa

            . La Hybris dei potenti mette sullo stesso piano verità e menzogna e ne fa strumenti funzionali al suo racconto. La volontà di potenza rende il mondo contro natura. E qui ritorna il tema dell’Innocenza. Libera da ogni ingenuità l’Innocenza, per l’assenza di filtri, aderisce naturalmente alla verità, non pena la manipolazione e va dritto alla sostanza. La caratteristica dell’Innocenza è l’assenza di un ego predominante che disquisisce del vero e del falso, del bene e del male ma sempre in funzione di sé. Per questo alla fine potremmo dire che lo specchio deformante che l’io rappresenta è lo strumento principe che il potere alimenta per tenderci tutte le sue trappole. E la cultura, quando è solo adattamento a un unico pensiero dettato dall’alto, diventa la trappola più efficace.

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  5. ALESSANDRO LANDI 7 mesi fa

    Il decadente impero britannico per risollevarsi ha fatto il patto col diavolo e si è venduto alle petromonarchie dei principi wahabiti il cui scopo primario è diffondere caos e fondamentalismo. La city di Londra è in mano Araba. I Francesi sono da meno e in Libia sono stati loro i primi a sponsorizzare la rivolta fondamentalista e però la stanno pagando cara. L’italia è li che fa il solito vaso di coccio e piglia bastonate tutti i giorni dai suoi ” amici alleati”

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