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Sempre più paesi decidono di contrastare la politica di sanzioni di Washington

Uno dei più importanti paesi emergenti , l’India, il primo paese per popolazione in Asia (dopo la Cina) ha ribadito che non considererà valido l’embargo decretato da Washington contro l’Iran ed anzi prevede di incrementare i suoi acquisti di petrolio e la sua cooperazione economica con Teheran. Tanto meno l’India accetterà le intimidazioni e le minacce di sanzioni proferite da Washington circa gli acquisti di armi sofisticate dalla Russia.

Mentre gli Stati Uniti si preparano a imporre sanzioni petrolifere contro l’Iran, a Nuova Delhi sono in aumento le indicazioni secondo cui il secondo maggior cliente del petrolio iraniano non taglierà  i suoi acquisti da Teheran ma anzi è destinato ad incrementarli.

La CNBC in un rapporto citava anonimi “alti funzionari indiani” i quali dichiarano che le importazioni di petrolio dall’Iran continueranno anche dopo che gli Stati Uniti inizieranno ad imporre sanzioni contro gli acquisti di carburante vitale dal paese all’inizio di novembre.

Il funzionario indiano ha anche affermato che fermare le importazioni dall’Iran – come richiesto da Washington – sarebbe impossibile, ha aggiunto la CNBC, citando un rapporto del quotidiano indiano “The Economic Times” .
Il rapporto ha inoltre evidenziato i costi per l’India di trovare un’alternativa per il petrolio iraniano.

“In un momento in cui i prezzi del petrolio sono in aumento a livello globale e una valuta nazionale indebolita in mezzo a una svendita sui mercati emergenti, questo sarebbe pregiudizievole per noi”, ha riferito il funzionario indiano  alla CNBC.

Il rapporto ha inoltre avvertito che abbandonare le importazioni dall’Iran come fornitore di carburante a basso costo potrebbe avere un impatto significativo sull’inflazione e sulla crescita economica dell’India.

Piuttosto l’India ha diminuito fino al 75% gli acquisti di petrolio dagli USA mentre si sono incrementati gli acquisti di greggio del subcontinente indiano dall’Iran.

Lo scorso 5 di Ottobre il presidente russo Putin si è incontrato con il premier indiano Modi per siglare l’accordo sull’acquisto del sistema russo S-400 di difesa antiaerea. Un passo fondamentale nell’autonomia dell’India dalle forniture militari degli USA.

Presi insieme questi segnali dimostrano che l’India si sta muovendo in conformità ad una tendenza generale che avevamo previsto nei progressi fatti dall’India come protagonista di un ordine multilaterale che vede il governo di Nuova Delhi abbracciare il declino dell’Atlantismo senza tentare di rinsaldare legami con i paesi dell’Alleanza atlantica, come Stati Uniti e Regno Unito. L’India procede in modo autonomo come paese sovrano.

Altro paese che intende rafforzare i legami con l’Iran, nonostante le intimidazioni statunitensi, questo è l’Iraq.

Il nuovo presidente iracheno, Barham Saleh, ha sottolineato il rafforzamento delle relazioni con l’Iran, nelle sue prime osservazioni sulla Repubblica islamica da quando è diventato presidente della Repubblica dell’Iraq.

Il presidente Saleh ha incontrato l’ambasciatore dell’Iran a Baghdad Iran,  Masjedi, presso la sede della presidenza irachena, al-Salam Palace, nella capitale domenica notte.

Durante quell’incontro, Saleh ha sottolineato i punti in comune e la lunga relazione tra le due nazioni e ha chiesto il consolidamento dei legami bilaterali.

Saleh ha dichiarato che, nelle conversazioni telefoniche con i leader regionali e negli incontri con inviati di vari paesi, ha voluto sottolineare l’importanza di ridurre le tensioni nella regione e il rafforzamento delle relazioni con l’Iran, secondo l’agenzia di stampa della Repubblica Islamica (IRNA).

Il presidente iracheno ha detto che il miglioramento delle relazioni tra i paesi della regione servirebbe sia per l’Iraq che per altri stati regionali.

Un gruppo di paesi arabi nel Golfo Persico ha sviluppato ostilità verso l’Iran. E l’Iraq si considera il campo di una guerra per procura tra quei governi regionali e Teheran. L’Iran, da parte sua, ha dichiarato di non essere coinvolto in nessuna di queste guerre, e il 4 ottobre il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif ha di nuovo esteso la mano ai paesi regionali nonostante le ostilità.

I due paesi sono entrambi a maggioranza di popolazione sciita ed in Iraq vi sono alcuni dei luoghi santi della religione sciita, come Karbala, la città santa per la religione sciita, oggetto di pellegrinaggio per milioni di fedeli.
Nonostante la fine dell’occupazione e le tacite espressioni americane di colpevolezza, l’Iraq continua a ribellarsi all’invasione americana ed agli anni di occupazione ed alla persistente insicurezza che questa ha causato fino ad oggi.
L’ambasciatore iraniano Masjedi si è congratulato con il presidente Saleh nel loro incontro domenicale ed ha elogiato la posizione del presidente iracheno circa il miglioramento delle relazioni fra Teheran e Baghdad.

Summit dei BRICS con Erdogan osservatore

Turchia:  Nessun enbargo all’Iran, “Il mondo non è composto solo dagli Stati Uniti”.

Ancora più significativa la posizione della Turchia, membro della NATO, che si è diostanziata dalle decisioni di Washington, e persegue una sua politica di sviluppo autonomo nella regione.

Il presidente turco Erdogan ha affermato  che le sanzioni statunitensi contro l’Iran non sono vincolanti per la Turchia e Ankara continuerà ad acquistare gas e petrolio dall’Iran.

Il presidente della Turchia ha sostenuto che il suo paese non ha violato un embargo commerciale sull’Iran perché non si era impegnato a rispettare le sanzioni statunitensi e non c’erano restrizioni  decretate dalle Nazioni Unite, come ha riferito il quotidiano Hurriyet.

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha inoltre criticato come  ingiusta  la decisione degli Stati Uniti di imporre sanzioni contro l’Iran e la minaccia di indurirle  ulteriormente.

In un discorso all’apertura del parlamento turco lunedì, Erdogan ha aggiunto che escludere l’Iran dalle questioni regionali è una misura del tutto sbagliata.

Erdogan ha sottolineato che gli Stati Uniti hanno preso la strada sbagliata minacciando e usando il ricatto invece del dialogo, ed ha affermato  che era impossibile per qualsiasi paese fidarsi di Washington.
Erdogan ha inoltre affermato che gli Stati Uniti hanno perso credibilità impegnandosi in guerre commerciali a livello globale.

Già nei giorni precedenti, Erdogan aveva dichiarato che Ankara non è disposta a interrompere la sua relazione strategica con Teheran:
“Separare i legami con i nostri partner strategici globali, che per noi sono esattamente come gli Stati Uniti, va contro la nostra comprensione della sovranità: l’Iran è sia il nostro vicino che il nostro partner strategico: ci sono tanti sviluppi basati sul reciproco vantaggio”, ha sottolineato Erdogan.

La dichiarazione era arrivata il giorno dopo che il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu aveva chiarito che Ankara non avrebbe aderito alle possibili nuove sanzioni statunitensi contro l’Iran.

Nel corso di un incontro avvenuto a Teheran fra il premier iraniano Rouhani ed il presidente turco Erdogan, entrambi i leader hanno convenuto sulla necessità di rafforzare i legami di cooperazione economica fra i due paesi e in particolare le relazioni bancarie ed energetiche allo scopo di contrastare le sanzioni USA che hanno colpito anche la Turchia. Nel corso dell’incontro era stato deciso di utilizzare le valute nazionali di entrambi i paesi per le transazioni commerciali bilaterali, una strada che stanno già percorrendo anche altri paesi come la Russia e la Cina.

Nota: Queste posizioni prese da importanti paesi, come l’India, la Turchia e lraq, indicano chiaramente che la politica di sanzioni ed ostilità praticata da Washington contro l’Iran e la Russia, non trova accettazione in paesi che difendono la propria sovranità ed autonomia, rifiutando l’unilateralismo e l’aggressività degli USA.

Una lezione anche per l’Europa che ha l’occasione di decidere la propria posizione nel mondo, se vuole essere subordinata alle politiche di Washington o se decide per un proprio percorso di autonomia e di sovranità.

Fonti: Press Tv   Daily Sabah

Traduzione, sintesi e nota: Luciano Lago

 

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