Semi di Fede


di Emanuele Casalena

Ai primi di novembre un vagito s’ è levato dalla culla della Francia, veniva da più stanze, da Nantes a Lione, da Versailles a Parigi, Orleans, Bordeaux, un gemito diffuso lungo il corpo della Gallia, una vocina assai strana, ormai inusuale, quasi il lamento innocente d’un bambino che pensavamo fosse diventato adulto, liberatosi dai valori “non essenziali” quali la fede, perché l’uomo contemporaneo, in occidente, da tempo ha abbandonato il tempio all’archeologia.

Quelle centinaia di fedeli cattolici dritti davanti ai sagrati delle chiese, rispettando maschere e distanze, chiedevano al Governo il rispetto della libertà di culto, volevano partecipare alle Messe, ricevere l’eucarestia, essere accarezzati dal mistero della grazia in continuità con le origini e i culti del cristianesimo. Comunità spontanee, oranti, quasi manifestazioni del silenzio nella fermezza di invocare la riapertura dei luoghi sacri snocciolando la corona del rosario, innalzando canti in luogo di striscioni senza grida sguaiate o lancio di petardi.

Quei manifestanti avevano e hanno fame di Dio, della sua parola ma ancor più del pane e del vino di suo Figlio. Incredibile a dirsi nell’epoca bulimica del progresso, chi sono costoro a importunarci per riavere le chiavi delle chiese, NON è la risposta del Consiglio di Stato ai vescovi, NON e guai a voi minaccia il Ministro dell’Interno tal Gérald Darmanin, manderemo i gendarmi a multare e disperdere i manifestanti, dimentico che i fedeli avevano le dovute autorizzazioni.

Quel che ci appare è un balzo in piedi dei cattolici d’Oltralpe, storicamente tosti a difendere le ragioni della propria fede nonostante il secolo dei lumi, le persecuzioni giacobine (la Vandea del 1793) la forzosa laicizzazione dello Stato che ha relegato ai margini il credo della Pulzella d’Orleans patrona della Francia.

Il punto caldo è là, nello scontro rinnovato tra scientismo agnostico e testimoni di fede, solo la scienza e la tecnica possono riscattare l’uomo dalla sua condizione di fragilità, rendendolo autore in toto del proprio cammino, immunizzato da fantasie trascendenti la realtà sensbile o, al contrario, è l’abbandono a Dio salus humanitatis, il primo atto dell’uomo nella tempesta della propria navicella, la scienza è un suo dono, un suo strumento ma non l’idolo d’oro che lo sostituisce.

Qui da noi le schiene sono rimaste ben piegate ai logorroici decreti del Governo quando imposero la serrata degli edifici sacri, un “obbedisco” di Teano in nome del bene comune nel contrastare la diffusione del killer invisibile. Ci furono rare eccezioni riportate dai media come l’interruzione poliziesca di una messa o le ferme e divergenti parole del vescovo di Ascoli Piceno mons. Giovanni D’Ercole coraggioso nell’apostrofare i lucchetti imposti alle chiese nella scorsa primavera, voce di uno che gridava nel deserto.

Cattedrale di Nizza

Nel lungometraggio noiosissimo, assai peggiore di quella cagata pazzesca della corazzata Potemkin, dove si snocciolano i dati di positivi, tamponati, ricoverati, intubati e dulcis in fundo morti, dove si alternano, come dice un amico, nani e ballerine cui vengono poste le solite domande ricevendo le solite risposte, in questo clima di guerra colorata interrotta solo dal miracolo farmaceutico della moltiplicazione dei vaccini, in questo pollaio nichilista è vero, Dio è morto o meglio, ricordando Heidegger, l’uomo l’ha ucciso o vorrebbe farlo, aggiungiamo noi.

Poco ci importa delle alchimie teologiche e curiali per essere nel mondo e del mondo, ad Assisi in questi giorni si cercherà di disegnare il progetto di un’altra economia più equa e sostenibile, d’accordo, ma la città senza Dio o con un Dio vago o peggio vagheggiato dall’uomo e parcheggiato in un vicolo cieco, quella città non ci interessa senza bisogno di giocare la partita stantia fra biechi tradizionalisti e illuminati progressisti.

Ecco quelle preghiere quasi monastiche davanti alle chiese di Francia ci richiamano i semi caduti nella buona terra, sono sementi giovani, sono quelle che porteranno frutto copioso, testimoniano cantando le fondamenta della nostra fede ancorate sulla roccia di un sepolcro vuoto.

Fonte: Il Pensiero Forte.it

8 Commenti

  • giulio
    26 Novembre 2020

    ma quanti di quegli stessi cattolici “assetati di Dio” e fuori di quelle chiese hanno votato Macron?
    Quanti altri in italia hanno votato Pd o 5s o FI e qualche altro che recita la parte dell’oppositore?
    Verrebbe voglia di dire: ve la siete cercata…ora pedalate…anzi, supplicate piangenti che vi riaprano le chiese e poi ritornerete all’ovile di quelli che ve le hanno chiuse!

  • Teoclimeno
    27 Novembre 2020

    Poco male se si fossero limitati a sprangare le chiese e uccidere Dio. Il problema vero è che stanno uccidendo l’economia e gli italiani.

  • sguarcialupo
    27 Novembre 2020

    un’altro problema sta nel fatto che chi dovrebbe rappresentare la fede cristiana di rito cattolico è il primo che si presta a questo rito di dissacrazione della vita, un tizio biancovestito. Sono nato quando c’era Pio XII. Poi c’è stato una sfilza di biancovestiti, alcuni hanno tenuto ancora la barra della tradizione. L’ultimo con l’intenzione di preoccuparsi per i poveri, non va a criticare chi i poveri li genera. A parte qualche enunciazione, qualche esortazione, etc…. non fa niente per supportare le comunità cristiane che pregano. Oltre 100 anni fa nell’intento di arginare la diffusione del socialismo il papa e il clero stimolarono la creazione di una rete di cooperative e mutue per sostenere gli operai, i contadini e gli artigiani per essere artefici del proprio benessere. Oggi questa gerarchia pensa solo a mettere da parte il proprio talento e se qualcosa investe lo fa per preservare se stessi. Ormai l’obolo di San Pietro non è più sufficiente perchè sono venuti meno la presenza e l’autenticità cristiana.

  • giuseppe sartori
    27 Novembre 2020

    il CRISTO e il cristianesimo (cattolico protestante poco importa) sono due strade diverse.
    “beati i misericordiosi, perchè riceveranno misericordia” beati gli assetati di giustizia…” “osservate i gigli dei campi…”
    alle chiese, dei giusti e dei misericordiosi poco importa, mentre il potere (satana) ha ammaliato nei secoli papi, cardinali, protestanti ecc.
    ora la società non ha più alcun valore fondante nè religioso nè laico perchè il 999 per mille della popolazione vive esclusivamente di piaceri e sensazioni immediate ed è ad un livello di molto inferiore a quello degli animali; questo è il frutto di 70 anni di televisione ed affini che ha alimentato in maniera abnorme la parte mentale dell’uomo uccidendo nel contempo l’anima.

    • atlas
      28 Novembre 2020

      la televisione non ha poteri sull’anima. L’anima è saldamente nelle mani di Allah, a Lui viene ritirata già quando si dorme, può morire solo col suo permesso. Farsi corrompere solo col suo permesso. Se il Credo retto c’è C’E’. Se la Fede c’è C’E’, non è colpa della televisione

      è nella naturalezza delle cose che il genere umano vada verso la sua distruzione, a tutto c’è un’inizio e a tutto c’è una fine

      e il fuoco dell’inferno per alimentarsi ha bisogno di legna…

      • atlas
        28 Novembre 2020

        se no i giuli che cosa sarebbero stati creati a fare

  • Arditi, a difesa del confine
    27 Novembre 2020

    una chiesa ormai allo sbando a cominciare dal “vicario di Dio” più intento a tematiche immigrazioniste e gender, ormai anche lui servo del mondialismo e del pensiero unico.
    non ci hanno fatto festeggiare la Pasqua di Risurrezione, non ci faranno festeggiare il Santo Natale e solo pochi osano protestare, come il vescovo di Ascoli Piceno, che probabilmente si ricorda molto meglio le parole di Gesù Cristo a differenza del gesuita a San Pietro…

    è una vergogna, nemmeno quando c’era la peste avevano chiuso le chiese

  • Sandro
    27 Novembre 2020

    Chiese chiuse. E allora? A me risulta che il Dio dei cattolici oltre ad “essere” onnisciente è anche onnipresente.

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