Sembra che le prossime elezioni statunitensi non saranno solo un titolo per il cambiamento in America, ma metteranno alla prova anche la leadership americana nel mondo occidentale.


di Leila Nicola (*)
L’amministrazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump è stata sottoposta a maggiori delusioni a livello internazionale, soprattutto da parte degli alleati europei che – a quanto pare – non sono più convinti della leadership dell’Amministrazione Trump del mondo occidentale, come è emerso dal voto del Consiglio di sicurezza sulla questione iraniana e prima ancora che gli europei oggi non trattano con gli Stati Uniti, come interagivano con questi in passato, cioè come con il leader del mondo occidentale, non solo come partner.

Possiamo menzionare che l’impegno europeo con Trump nell’anno 2020 è stato pieno di delusioni e possiamo citare, ad esempio, anche se non limitato a questo:

Il sostegno europeo all’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) dopo che Trump ha annunciato il suo ritiro da quell’organismo e la stessa Commissione europea ha proclamato che lo sosterrà con denaro dopo che Trump ha minacciato di tagliare i finanziamenti, in risposta a quello che ha definito “il pregiudizio dell’organizzazione nei confronti della Cina”, oltre al categorico rifiuto europeo delle sue minacce di imporre sanzioni alle aziende europee, per il loro contributo al progetto Nord Stream 2, poiché si è ritenuto che questa faccenda fornisca alla Russia un vantaggio geopolitico, mentre alo stesso tempo Trump chiede alla Germania di acquistare energia dagli Stati Uniti, anche a prezzi più alti.

La cancelliera tedesca Angela Merkel ha respinto l’appello di Trump a convocare il vertice dei Sette paesi industrializzati a Washington, citando le circostanze del Corona virus, mentre molti ricercatori americani ed europei indicano che il rifiuto della Merkel è arrivato a seguito delle politiche internazionali di Trump, soprattutto perché non voleva dare sostegno a Trump nella politica di ostilità contro la Cina. Inoltre la Merkel non era d’accordo con il suo invito al vertice fatto ai russi, mentre non voleva che il vertice sembrasse dare a Trump uno slancio per le imminenti elezioni americane.

Sulla questione iraniana, il Consiglio di Sicurezza ha respinto la proposta statunitense di estendere l’embargo sulle armi all’Iran, quello che scadrà il prossimo ottobre (secondo l’accordo nucleare del 2015), alla luce delle obiezioni di Russia e Cina, e di 11 paesi che si astengono dal voto, tra cui Gran Bretagna, Germania e Francia. . Questo rifiuto è stato considerato un colpo significativo alla diplomazia statunitense, che ha fatto minacciare Trump di utilizzare il meccanismo “Snapback” per reimporre tutte le sanzioni delle Nazioni Unite contro l’Iran.

L’amministrazione Trump ha ricevuto un nuovo colpo, dopo che Gran Bretagna, Germania e Francia hanno annunciato il loro rifiuto di riattivare le sanzioni delle Nazioni Unite contro l’Iran. In una dichiarazione congiunta, tutti e tre i paesi, la Francia, la Germania e la Gran Bretagna, hanno ritenuto che “gli Stati Uniti non partecipano più al Piano d’azione globale congiunto dopo il loro ritiro dall’accordo” nel 2018, e quindi non possono “sostenere questa iniziativa che è in conflitto con i nostri attuali sforzi per sostenere il Piano d’azione globale comune”. Il che ha portato il Segretario di Stato americano Mike Pompeo a dichiarare che “gli alleati europei scelgono di allinearsi con gli ayatollah iraniani”.

L’insieme di queste e di altre questioni indicano che Trump ha portato gli Stati Uniti in isolamento dai suoi stessi alleati ed è riuscito a far ribellare gli alleati contro la leadership americana nel mondo, che trovano abusiva nell’uso della forza e che è diventata dannosa per gli nteressi europei, così come per altri paesi nel mondo.

Truppe USA si ritirano dall’Iraq

Pertanto, sembra che le imminenti elezioni statunitensi non saranno solo un simbolo del cambiamento in America, ma metteranno alla prova anche la leadership americana nel mondo occidentale. Il ritorno di Trump significherà più tensione globale e più allontanamento occidentale dal seguire la leadership americana, mentre Joe Biden, se vincerà, dovrebbe applicare un modello di politica estera americana tradizionale, in cui cercherà di ritrovare la cooperazione con partner e alleati per guidare il mondo, e cercare di diffondere l’influenza USA (gravemente compromessa) con la diffusione dei “valori liberal”, attraverso gli accordi di cooperazione e incoraggiamento al libero scambio, allontanandosi dal protezionismo e dal confronto con avversari e concorrenti di paesi di tutto il mondo, attraverso il soft power, quello delle rivoluzioni colorate e della sobillazione interna dei paesi ostili, allontanandosi però il più possibile dal potere militare e dalle guerre di aggressione.


*Leila Nicola. (Docente di Relazioni Internazionali all’Università di Beirut). Fonte: Al Mayadeen

Nota: Sarà poi vero? Sembra difficile che gli USA guidati da un Biden possano non considerare la Cina come un competitor ed una esiziale minaccia per la supremazia di Washington ed altrettanto improbabile che una nuova amministrazione voglia ritrovare dei rapporti distensivi con Mosca, viste le dichiarazioni bellicose di Biden sull’Ucraina.
A nostro modesto avviso sarà sempre il “deep State” ad imporre le sue scelte di politica estera, come avviene da molto tempo, a prescindere da chi occupi la presidenza alla Casa Bianca. In ogni caso è ormai troppo tardi per una distensione: i paesi oggetto di sanzioni e di minacce da parte di Washington si sono organizzati ed hanno formato un blocco, la Cina e la Russia in particolare, assieme ai propri alleati, e sono decisi comunque ad affrontare la minaccia delle azioni americane, che siano di guerra ibrida o di aggressione aperta.
Questo il nuovo inquilino della Casa Bianca dovrà tenerlo presente. Il mondo è cambiato comunque e non sarà più quello di venti/trenta anni addietro. L’Imperialismo USA è giunto alla sua inevitabile conclusione.

Traduzione e nota: Luciano Lago

2 Commenti

  • Orazio
    28 Agosto 2020

    L’unica cosa buona è, nn aver finanziato più OMS.. Per il resto in materia monetaria, ha consegnato agli americani la più cieca e brutale dittatura. Dopo aver regalato trilioni di dollari, alle banche e nulla al popolo, vuole emettere moneta digitale… Il dollaro digitale. Quale stupendo regalo per i banchieri.

    • atlas
      29 Agosto 2020

      gli usa sono solo da distruggere, altro che sorbirsi i loro programmi in tv, i loro indirizzi, i loro esempi e le loro direttive

      ed è una critica costruttiva anche alla redazione, che evidentemente vi vede anche qualcosina di buono lì, trattando articoli che li riguardano o di persone che da lì provengono. Meglio pensare a casa nostra, meglio pensare a non farli entrare, meglio pensare a scacciarli

      dispiace, ma dovrete tutti ammetterlo: il tallone d’Europa è il Salento, nel Mediterraneo; e sarete colpiti mortalmente

      la Forza e la Potenza sono solo di Dio. Il polo che porta al bene è Arabo, è l’Islam

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