"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Sei anni fa l’assassinio di Gheddafi, per non dimenticare

di Luciano Lago

In questi giorni ricorre il sesto anniversario della morte del leader libico Muammar Gheddafi, fatto barbaramente assassinare dai sicari della NATO inviati in Libia.
Questo anniversario passa inosservato nei grandi media che evitano di ricordare quello che fu un omicidio commissionato dalle centrali di potere internazionale che hanno voluto distruggere la Libia come paese seminando il caos che si è poi allargato a macchia d’olio in Nord Africa, oltre che in Siria e che successivamente è arrivato in Europa attraverso l’ondata migratoria che proprio dalla Libia ha trovato la sua base di partenza.

Quelli che erano allora i leader dell’Occidente  applaudirono alla sua morte, fra gli altri la ignobile Hillary Clinton che salutò con un ghigno ed una battuta la morte del Gheddafi.

Gli stessi leaders occidentali parlarono allora di “una nuova pagina” che si sarebbe aperta nella vita del paese nordafricano. Si è visto di quale “nuova pagina” si trattasse: il caos e la distruzione di un paese, la morte di migliaia di civili, la fuga di centinaia di migliaia di persone.
Lo stesso ex  presidente Obama ammise che quello della Libia e del non aver previsto, secondo lui, le conseguenze dell’intervento militare, era stato il “suo maggiore fallimento”.

In realtà oggi sappiamo che si trattava di una strategia, la strategia del caos, la stessa che aveva fatto piombare l’Iraq nel medio evo, con il precedente intervento USA, e quella che seminerà in Siria morte, caos e distruzione utilizzando in parte gli stessi miliziani mercenari di Al Quaeda che la NATO aveva utilizzato in Libia.

La vendetta di Gheddafi

Occorre ricordare che la Libia era un paese in cui, sotto il regime nazionalista di Gheddafi, la popolazione aveva raggiunto un tenore di vita che era considerato  il più alto di tutta l’Africa. I suoi cittadini godevano di assistenza sanitaria e di educazione scolastica gratuita. Le famiglie venivano agevolate con il finanziamento per la casa e le forniture di acqua e gas. Agli studenti meritevoli venivono assicurate dal governo  borse di studio per studiare all’estero. La Libia di Gheddafi  era un paese stabile con un potere centralizzato non diviso fra le varie tribù.

Nonostante questo,  i governi ed i media  occidentali affermavano che Gheddafi fosse un “tiranno” che doveva essere rimosso, sulla base di una campagna di menzogne sostenuta da tutti i grandi media occidentali. Qualche cosa del sistema libico dava molto fastidio all’elite di Washington, forse l’esempio di un paese che aveva rifiutato di sottostare al dominio neocoloniale delle potenze occidentali e che si presentava come un precedente pericoloso  che avrebbe potuto rappresentare un polo di imitazione per gli altri paesi della regione.

Dopo l’aggressione della NATO ed il saccheggio delle sue risorse, la Libia ha cessato di esistere ed è sprofondata nel caos, nella violenza, nella lotta fra i vari clan, con il terrorismo ed le mafie che hanno preso possesso di buona parte del paese.

Libia, caos e guerra

Dalla Libia, con il controllo di mafie transnazionali colluse con le ONG occidentali, parte il trafffico dei clandestini e disperati che si imbarcono verso l’Europa e che approdano n Italia in una piano programmato di destabilizzazione che viene pilotato dalle stesse centrali di potere che hanno voluto distruggere la Libia e destabilizzare altri paesi della regione. L’Italia è la prima meta di questo traffico e subisce le conseguenze del tradimento attuato dai governi di Roma nei confronti di  un leader ed un paese che contavano su una alleanza ed un rapporto di cooperazione leale. Il caos e l’immigrazione dalla Libia sono la vendetta postuma di Gheddafi.

Oggi la Libia rappresenta tutto il peggio che può capitare ad un paese che rifiuta di sottomettersi e diventa oggetto della ingerenza dei paesi  della NATO che ammantano le loro missioni neocoloniali con il pretesto di “portare la democrazia” e difendere “i dirittti umani”.

Una lezione da non dimenticare.

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  1. Eugenio Orso 1 mese fa

    In effetti, con Gheddafi i libici avevano, se non mi sbaglio, il secondo posto per reddito pro-capite nel continente africano, in quanto il primo posto era (ed è) del Sud Africa.
    Non solo, ma da “signori” davano lavoro a oltre un milione e mezzo di immigrati, essendo i libici soltanto qualche milionata (forse cinque milioni).
    Cos’è oggi la Libia, dopo l’ondata di “Primavera araba” e di “democrazia”?

    Cari saluti

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  2. The roman 1 mese fa

    Muhammar el. Kaddhafi , meglio conosciuto come Gheddafi , fu un nazionalista arabo che conscio delle debolezze antropologiche del suo popolo spre si avvalse della collaborazione degli ex colonozzatori italiani per modernizzare la sua repubblica socialista. La Jamahiria araba libica , nonostante i limiti del suo popolo , e’ stata la nazione piu’ progredita d’Africa, a dimostrazione che quando una dirigenza lavora nell’interesse collettivo e”possibile un diffuso benesere. La

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  3. The roman 1 mese fa

    La ragione della demonizzazione del vecchio autocrata ad opera delle oligarchie, della sua barbara esecuzione e della distruzione dell’apparato statuale da lui costruito e’ la stessa di sempre: impedire l’emissione di una moneta fuori dal controllo dei banchieri globalisti. Con la morte di Gheddafi muore il progetto del dinaro d’oro africsno , per il quale il colonnello aveva accantonato enormi riserve in oro che hanno preso ignota destinazione a bordo devli elicotteri Apache americani.

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  4. pippo 1 mese fa

    gloria eterna al Colonnello.
    lui resterà nella storia, anche tra 200anni, chi lo ha combattuto e deriso sarà dimenticato tra 10anni.

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  5. Annibale55 1 mese fa

    Vorrei ringraziare il giornalista Luciano Lago per aver ricordato GHEDDAFI. Il più grande fratello del popolo libico. Mi auguro che i suoi assassini e loro mandanti finiscano come a Norimberga prima o poi.

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  6. Salvatore Penzone 1 mese fa

    L’Occidente fa “giustizia” dei “dittatori”… Ma basterebbe solo guardare a cosa è rimasto, dopo la loro morte, dei paesi di cui erano al governo per capire qual è lo scopo vero delle potenze neocoloniali che esportano la “democrazia”.
    La figura di Gheddafi, soprattutto, se approfondita lascia meravigliati per il ruolo e lo spessore che stava acquistando in relazione a progetti politici ed economici che potevano restituire sovranità al continente africano. La storia del colonialismo è segnata da operazioni di propaganda tese a delegittimare i capi delle nazioni prese di mira.

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  7. Manente 1 mese fa

    I rispettabili uomini politici della “prima repubblica”, la diplomazia ed i servizi segreti italiani che allora lavoravano nell’interesse del Paese, hanno più volte salvato la vita a Gheddafi dagli attentati orditi dagli anglo-sionisti per assassinarlo, il più scandaloso dei quali è stato l’attacco aereo della “strage di Ustica”. Con la “seconda repubblica”, gli sherani degli anglo-sionisti capeggiati dall’orrido Napolitano, ostili agli accordi di amicizia e mutua assistenza, anche militare, tra Gheddafi e Berlusconi, hanno accolto con favore e dato il loro contributo al vecchio piano atlantista di assassinare Gheddafi, distruggere la Libia e rimpiazzare l’Eni con le aziende francesi, inglesi ed americane ! Un danno economico notevole per l’Italia che mise in gravissima difficoltà politica Berlusconi ed il suo governo. Il popolo libico ed i suoi futuri governanti devono sapere che la responsabilità politica e morale dell’assassinio di Gheddafi e della devastazione della Libia ricade interamente sulla testa di Napolitano e della entità pidiota asservita agli interessi delle lobby anglo-sioniste. Se la prima vittima della aggressione criminale messa in atto da Sarkozy, Cameron, Usa ed Israello è stato il popolo libico. la seconda vittima è stato il popolo italiano costretto suo malgrado ad accodarsi agli aggressori del Paese dal “padre di tutti i traditori” Giorgio Napolitano. Se come speriamo, la Libia riuscirà a risollevarsi dal baratro nel quale è precipitata ed il figlio o la figlia di Gheddafi dovessero riuscire a riunificare il Paese, non devono dimenticare i nomi dei responsabili “italiani” (sic…) della tragedia del loro popolo, che peraltro sono gli stessi personaggi responsabili della tragdia del popolo italiano !

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    1. animaligebbia 1 mese fa

      Hanno replicato l’appoggio all’aggressione della Yugoslavia operata dai servi piddini negli anni 90,che mise a disposizione le basi per bombardare un paese amico che non rappresentava una minaccia per noi.Ormai i nostri vicini avranno capito che un accordo firmato dal nostro Paese non ha valore e si saranno abituati ai nostri giri di valzer.L’Italia aveva firmato un patto di assistenza e non aggressione con la Libia e fu sconvolgente vedere la russa in tv vantarsi di avere venduto la contraerea ai libici,ma conservando i codici per oscurarla,forse per questo Egitto,Algeria e addirittura la Turchia,menbro nato,comprano sistemi russi,per essere coperti dai tradimenti dei loro stessi “alleati”.

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