Segnali di cedimento del Governo Macron in Francia sul tema delle pensioni

Parigi, 16 dic. (Prensa Latina) Il ministro dell’Economia francese, Bruno Le Maire, ha mostrato oggi che il governo potrebbe modificare la sua riforma pensionistica prevista all’età minima di 64 anni come requisito per andare in pensione con tutti i benefici.

‘Questa età di riferimento è una soluzione ragionevole. Tuttavia, non mi piacerebbe influire sul resto dei grandi progressi sociali dell’iniziativa, questo che non è altro che un modo semplice per l’equilibrio finanziario “, ha dichiarato in un’intervista al canale televisivo BFM.

La presentazione della riforma nello scorso mercoledì , da parte del Primo Ministro Edouard Philippe, includeva l’età controversa, che senza cambiare quella ufficiale di pensionamento, 62 anni, avrebbe comportato il lavoro fino all’età di 64 anni per ricevere bonus ed evitare sconti, una decisione sostenuta con il massimo di aspettativa di vita e invecchiamento della popolazione.

L’annuncio aveva generato un totale rifiuto nei sindacati, incluso il riformista e vicino alla Confederazione del lavoro democratica francese (CFDT) ufficiale, il cui segretario generale, Laurent Berger, ha stimato che l’esecutivo “ha superato la linea rossa” e per la prima volta da 5 Dicembre, quando è iniziato lo sciopero contro il piano, ha chiamato i suoi iscritti per unirsi alla protesta.

Le Maire ha difeso nelle sue dichiarazioni il piano del governo, una delle promesse elettorali del presidente Emmanuel Macron, e ha lamentato lo scenario di confronto prevalente, per il suo impatto sulla società.

A tale proposito, ha confermato l’adozione di misure a sostegno dei commercianti colpiti dallo sciopero, un’azione che la maggior parte dei sindacati e delle forze politiche di sinistra e della “destra populista” ritengono necessaria in vista delle conseguenze negative della riforma per i pensionati.

Gli esperti concordano sul fatto che il sistema di punti universale, proposto per sostituire gli attuali 42 ani a regime, colpirebbe i pensionati francesi, come è accaduto in Svezia e in altri paesi europei.

Scioperi e manifestazioni in Francia


Le misure prese dal governo di Parigi hanno creato malcontento ed aperta ribellione nei lavoratori di tutti i settori che sono scesi in sciopero generale, paralizzando i trasporti ed altri servizi pubblici e costringendo il governo a rivedere tale misura per non rischiare la rivolta sociale.
Quanto accade in Francia dimostra che la deriva dei governi neoliberisti, improntati alle misure antipopolari, può essere fermata da una forte opposizione dei ceti popolari quando questi sono decisi e compatti a scendere in sciopero ed a manifestare per la difesa dei diritti sociali che i governi filo bancari vogliono abolire in ossequio alle politiche di austerità dettati dalle oligarchie di Bruxelles.

Un forte segnale anche per l’Italia e altri paesi dove i governi hanno contato per molto tempo sulla rassegnazione e sulla passività dei ceti popolari narcotizzati dalla propaganda e manipolazione dei media del sistema.

Luciano Lago

4 Commenti

  • Eugenio Orso
    17 Dicembre 2019

    Non ci si illuda che semplici manifestazioni di piazza, pur estese ma disarmate, in posizione oggettiva di debolezza, possano distogliere i sub-politici servi dell’élite finanz-globalista-giudaica dagli obbiettivi di distruzione della socialità, a favore del libero mercato.
    Si tratterà di un semplice rinvio della riforma … un po’ come il rinvio del mortale mes in Irtalia.

    Cari saluti

    • amadeus
      17 Dicembre 2019

      Eugenio, lo penso anch’io, bisogna applicare un sistema che non consente di cambiare di una virgola ciò che il popolo vuole ne ora ne mai.

  • Sandro
    18 Dicembre 2019

    Quanto sostieni, altro non è che un invito alla violenza, anche se velato, come soluzione ad un riordino corretto della nostra società. Il mio non vuole essere un biasimo, ma solo la constatazione che il tuo indirizzo alla soluzione dei problemi, che è sempre momentaneo – lo è sempre stato – è inconfutabile.

    E’ sempre stato così e non solo per gli esseri umani che sono una espressione della natura, di per se violenta, ma per qualunque creatura vivente sia esso animale che vegetale. Questa premessa solo per dirti che nonostante personalmente ho sempre contravvenuto ai dettami naturali, quelli espressi poc’anzi, non posso negare l’evidenza dell’efficacia di certe condotte “convincenti” nei riguardi di chi è poco riflessivo per mancanza di facoltà intellettive.

    La soluzione ai dissidi che si verificano SOLO con l’uomo della strada*è , comunque, volente o dolente, brutale. Intendo evidenziare, altresì, non certo a te ma a chi occasionalmente mi legge, che la violenza non è solo fisica che, a mio avviso, è la più “apprezzabile” perché chi la esercita può mettersi a rischio – se non è ben inserito, ma soprattutto psicologica e, oggi, anche tecnologica, come ad esempio quella esercitata attraverso la moneta elettronica studiata, per chi ci crede, per combattere l’evasione fiscale e, dunque giudicare, chi ne fa uso, potenzialmente disonesto. Cosa è altro è se non violenza quella di colpire nell’intimo una persona integra che usa il conttante? Ci attende un futuro “stimolate”.

    *Per l’”uomo della strada” non intendo la persona della porta accanto che può essere anche un’eccellente soggetto , ma chiunque, anche pluri laureato in varie discipline che abbia, però, una forma mentis gretta. L’essere acculturato non modifica in positivo la natura di chi è avvezzo a comportamenti socialmente scorretti.

    • Sandro
      19 Dicembre 2019

      errata corrige: “……..dunque giudicare, chi fa uso del contante……

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