Se Erdogan invierà davvero truppe in Libia, questo significherà guerra con l’Egitto

Dopo aver condotto una guerra in Siria, con cui è riuscito a far incazzare la UE sospingendo i rifugiati verso l’Europa, Erdogan ha fatto andare in bestia anche la NATO e gli Stati Uniti installando difese aeree russe SS-400 in Turchia . La maggior parte dei paesi arabi del Golfo Persico lo odiano per il suo sostegno al Qatar, paese a cui è ostile l’Arabia Saudita.

Erdogan si è alleato con il governo di accordo nazionale (GNA) di Fayez al-Sarraj, che governa a Tripoli, in Libia. Ora dovrà affrontare diversi altri paesi che supportano l’avversario del GNA (il generale Haftar).

Dopo che la guerra della NATO ha distrutto il paese più ricco dell’Africa, la Libia resta ancora divisa ed in preda al caos.

La maggior parte dell’est e del sud della Libia e la maggior parte delle zone petrolifere del paese è governata dal generale Khalifa Haftar, un ex risorsa della CIA. Haftar ha il supporto di Emirati Arabi Uniti, dell’Arabia Saudita, dell’Egitto e, in parte, della Russia. Una delegazione americana lo ha recentemente visitato. Nove mesi fa ha avviato una campagna per eliminare il GNA che è controllato dai Fratelli Musulmani attorno a Tripoli e Misurata.

La campagna militare si è bloccata anche se ogni parte ha continuato a utilizzare sempre più armamenti sofisticati sul terreno e in aria. I piloti che volano per Haftar provengono dagli Emirati Arabi Uniti e dall’Egitto. Il GNA fa volare droni turchi che sono probabilmente controllati da piloti turchi. Si dice anche che mercenari russi siano coinvolti a sostegno di Haftar.

Al Sarraj con Erdogan

Entrambe le parti mancano di truppe di terra ben addestrate in numero sufficiente. Alla fine di novembre Erdogan ha offerto un accordo piuttosto curioso al GNA. In cambio di truppe dalla Turchia, il GNA dovrebbe concordare un confine marittimo comune tra la Libia e la Turchia.

Fayez al-Sarraj, presidente del Consiglio del governo della Libia e primo ministro del GNA, ha concluso l’accordo con Erdogan. Questo ha portato a questa curiosa mappa.

Mappa delle acque fra Libia, Cipro e Turchia

Erdogan ha quindi affermato che la Turchia ha il diritto esclusivo di esplorare economicamente il Mar Mediterraneo a nord della linea rossa e gialla. Ha anche affermato che i gasdotti posti in quella zona avrebbero bisogno di un accordo con la Turchia. Egitto, Israele e Cipro avevano pianificato un gasdotto tra le loro esplorazioni del gas sottomarino e la Grecia. (Tale pipeline è probabilmente un sogno irrealizzabile in quanto c’è troppo poco gas per la vendita per giustificare il grande investimento.)

Tra Cipro, Israele e Turchia si sono già verificati intensi combattimenti con navi da perforazione turche che, accompagnate dalla Marina turca, si sono introdotte nella zona economica esclusiva di Cipro.

I confini nautici in aree di più stati non possono essere tracciati unilateralmente o solo da due parti. L’area sostenuta da Erdogan è in gran parte rivendicata anche da Cipro e dalla Grecia, che hanno entrambi argomenti migliori per i diritti legali nell’area rispetto alla Turchia.

Forze militari turche sbarcate in Libia

C’è un altro problema legale. L’ accordo Sikhirat , che è stato firmato nel dicembre 2015 sotto gli auspici dell’ONU ed è la base giuridica del GNA, non conferisce al capo GNA Sarraj alcun diritto di stipulare un tale accordo e concessione. [ Nessuna concessione è stata fatta. L’accordo in realtà estende la richiesta della Libia nelle acque greche in modo da creare la finzione che le zone marittime libiche e turche siano adiacenti e abbiano relazioni d’affari che negoziano una delimitazione marittima.]

Il conflitto sui diritti economici esclusivi in ​​alcune aree può probabilmente essere risolto presso le Nazioni Unite o attraverso tribunali internazionali. La parte militare dell’accordo di Erdogan è il vero pericolo:

L’accordo offre il sostegno turco all’istituzione di una Forza di reazione rapida per la polizia e i militari in Libia, nonché una cooperazione rafforzata nell’intelligence e nell’industria della difesa. A seguito dell’accordo di cooperazione militare, Erdoğan ha affermato che Ankara potrebbe prendere in considerazione l’invio di truppe in Libia se il governo libico richiedesse assistenza militare.

Una settimana fa Erdogan ha dichiarato di essere pronto a schierare truppe in Libia con breve preavviso. Oggi sono apparse voci sui media arabi, ancora non confermati, secondo cui forze speciali turche sono già sbarcate a Tripoli.

La guerra libica tra due partiti libici rischia di diventare adesso una questione molto diversa. L’Egitto non tollererà una Fratellanza Musulmana guidata dalla Libia come suo vicino. Prima che il sostegno turco permetta al governo GNA di sconfiggere Haftar, l’Egitto interverrà. La situazione può quindi presto trasformarsi in un’intensa guerra durante la quale le truppe turche combatteranno per gli interessi libici e turchi contro l’esercito egiziano.

Entrambi i paesi hanno sponsor arabi ricchi che possono finanziare un conflitto lungo e intenso. Entrambi hanno un sacco di materiale militare e molti molti soldati che possono lanciare nella lotta. La parte egiziana ha un vantaggio. La sua lunga frontiera terrestre consente un facile rifornimento mentre la Turchia dovrà fare affidamento su forniture che arrivano via mare e via aerea e possono essere interrotte o almeno attaccate.

Una simile guerra potrebbe facilmente diventare la maggiore crisi internazionale del 2020 .


Nota: L’Italia, che ha le sue coste del sud antistanti alla Libia, ha manifestato una politica ambigua con cui, da una parte appoggia il GNA di Sarray, ma mantiene rapporti anche con il generale Haftar.
Il neoministro Di Maio si è recato ultimamente in Libia ed ha visitato entrambi i contendenti. Mentre si sentivano ancora i colpi di cannone dell’offensiva di Haftar verso Tripoli, Di Maio ha detto a Sarraj che lui (Sarraj) non dovrebbe cercare una soluzione militare al conflitto. Il premier libico lo ha guardato in modo strano e gli ha replicato che i libici di Tripoli hanno diritto a difendersi. Sarray chiede armi e l’appoggio della NATO per difendersi dalla prossima aggressione di un paese membro della NATO (la Turchia) che minaccia di aggredire un altro paese della NATO (la Grecia).

Luigi Di Maio a colloquio con al Sarraj


Il pantano della Libia è stato però creato dalla NATO con il deciso contributo della classe politica italiana che non ha saputo o voluto svincolarsi dai piani di guerra demenziali della NATO e degli USA.
Il ministro Di Maio è rientrato a Roma con le idee ancora più confuse di quando era partito e si è dedicato nuovamente alla guerra interna al partito dei 5 Stelle. Ma non è però una guerra seria. Quella in Libia è invece una guerra molto, molto seria.

Fonte: Moon of Alabama

Traduzione e nota: Luciano Lago

11 Commenti

  • Eugenio Orso
    19 Dicembre 2019

    Spero che gli egiziani facciano polpette dei bastardi turchi!

    Cari saluti

    Eugenio Orso

    • atlas
      20 Dicembre 2019

      cmq sia è un problema serio Eugenio. Le cose sono fin troppo chiare

      per chi le vuol vedere, magari stando al mare (come io adesso, a due passi da lì)

      l’Iran è con la fratellanza salafita, il PD usa pure. La ue è subordinata agli usa, sia PR, sia PD, non ha forza militare propria quindi è senza voce. PD usa vuol dire giudei sefarditi, ma anche ashkenaziti, PR usa vuol dire giudaismo sionista khazaro. Tempo addietro ho commentato già su questi fatti pericolosi, che possono infettare anche Tunisia e Algeria

      è inutile per noi Sovranisti, come fanno tanti, chiamare in causa Mussolini o Hitler, che sono morti. Come Qeddhafi. Oggi c’è Putin. La nostra speranza è tutta lì. In Libia come in Siria. L’Islam politico esiste, certo, ma qual’è quello giusto ? Per me è quello della fu Autorità Islamica di Palestina, Hajj Muhammad Amin Al Husseyni, alleato Nazional Socialista della Germania. E poi Gamal Abdennasser, di cui Al Sisi è finalmente degno erede

      non amo particolarmente l’Egitto e gli egiziani, ma la loro politica sì: ci sono andato una decina di volte, ci ho vissuto 2 mesi e mi sono fatto 4 gg in un Ufficio della polizia politica ad Aswan e 4 gg di carcere al Cairo ai tempi di Mubarak. Oggi c’è Al Sisi, è stata l’unica e vera riforma positiva Araba, ma io consiglio sempre di goderci questi ultimi scampoli, secondo me nel 2020 ci sarà un mondo molto diverso da quello a cui siamo abituati

  • Pippo
    19 Dicembre 2019

    Polpette di turcoide??Ahahah…

    • Eugenio Orso
      19 Dicembre 2019

      Certo! Una versione “carnivora” dei felafel ….

      Cari saluti

  • Fabio Franceschini
    19 Dicembre 2019

    Dubito che di maio sia in grado di capire alcunché in materia.a parte qualche supercazzola non è in grado di fare niente dubito che conosca quel minimo di geografia fisica e politica necessaria a seguire la politica internazionale e la geopolitica figurarsi a fare il ministro degli esteri.

  • atlas
    20 Dicembre 2019

    Dio Benedica Al Sisi e Haftar e li conduca alla vittoria contro la fratellanza salafita dei demoni democratici

    • Eugenio Orso
      20 Dicembre 2019

      Sembra che la Libia, dopo il compianto Gheddafi, abbia tutti gli “ingredienti”, più della sira, forse,per diventare terreno di scontro fra i (come definirli?) i nuovi blocchi.
      Una cosa è certa, in questa situazione caotica, l’Italia si troverà dalla parte sbagliata, nonostante l’ominicchio Di Maio agli esteri si barcameni.

      Cari saluti

      • atlas
        21 Dicembre 2019

        ma io quella gente del parlamento di Roma non la prendo neanche in considerazione

        sono tutti dei crocifissi viventi

  • Sara
    20 Dicembre 2019

    Dio Benedica Al Sisi e Haftar e li conduca alla vittoria contro la fratellanza salafita dei demoni democratici

  • eusebio
    21 Dicembre 2019

    Haftar ormai è a poche centinaia di metri dal porto di Tripoli, i consiglieri militari russi lo stanno portando rapidamente alla vittoria, noi mandiamo un ragazzotto che faceva il bibitaio in giro a far finta che è il ministro degli esteri.
    Speriamo che questo governo di saccopelisti cada presto, altrimenti ci ritroveremo in guai molto seri.
    Un partito estremamente corrotto e in liquidazione come il PD e un movimento fantasma costruito in provetta da servizi segreti interni ed esteri come i 5 stelle hanno messo su un governo fantasma in veloce liquidazione.
    Speriamo di avere un governo delle destre che avvii una violenta epurazione all’interno e un recupero di credibilità all’estero.

  • Eugenio Orso
    21 Dicembre 2019

    In effetti, come commentano ATLAS e EUSEBIO, le figure di “politici” italiani non sono che comparse di un teatrino (talmudico e sionista?) molto pilotato dall’alto ….
    Di Maio, dal canto suo, come ministro degli esteri non fa “rimpiangere” l’ormai dimenticato e del tutto inesistente Alfano.

    Cari saluti

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