"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Scrive l’ex Generale Maggiore dell’Esercito Arabo Siriano Mohamad Abbas

Il Generale Maggiore Mohamad Abbas, conosce benissimo il settore della Ghouta orientale, è un riferimento cardine per comprendere lo scenario Mediorientale, la Siria in particolare, e la condizione che si vive nella sua amata Damasco. Da poco tempo è in pensione, ma rimane un personalità di spicco. Malgrado i suoi impegni riportiamo di seguito un suo prezioso contributo.

Lo ringraziamo.

Il settore della Ghouta orientale era una vasta area geografica in grado di rifornire di beni di prima necessità Damasco, è un vasto territorio conquistato nel 2012, si estende dalla città di Harasta fino al confine sud est della Giordania. Chi non aderisce all’ideologia di al Qaedah, alla cultura dello Stato Islamico, al pensiero del Fronte Al Nusra, viene ucciso, e in maniera sistematica sono state compiute eliminazioni di decine di migliaia di civili che rifiutavano di aderire al loro pensiero.

I civili fuggiti hanno dovuto lasciare le loro case, le proprietà per vivere protetti dallo Stato Siriano, nelle aree controllate. Altri civili vivono nei centri di accoglienza come profughi, nei campi in Libano, Giordania, Turchia, Europa. Molti cittadini siriani che non hanno avuto l’opportunità di abbandonare il settore della Ghouta sono stati costretti a unirsi ai gruppi terroristici, e chi non combatteva veniva privato del cibo e delle cure.

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La vita nel Ghouta orientale si é fermata. Era una zona florida con alberi di ulivo, di melo, di albicocco, di vigneti, ora sradicati. Sabotati i progetti di sviluppo, distrutte le centrali elettriche, le linee telefoniche, le reti idriche, di irrigazione, i servizi igienico sanitari. Distrutte le infrastrutture pubbliche e private. Incendiate intere fattorie, sterminati allevamenti di mucche, pecore, pollame. Modificata la vita della popolazione, aumentate le malattie.

I terroristi continuano il controllo dei valichi e i depositi di cibo, i cittadini soffrono la fame e sono costretti a lavorare, e a coltivare il terreno per i terroristi in cambio di cibo. I medicinali vengono venduti a prezzi elevati.
I gruppi terroristici costringono a costruire trincee, rifugi e tunnel tra i villaggi per rendere impossibile la continuità tra un villaggio e l’altro. Le scuole, e i centri culturali sono stati trasformati in tribunali della Sharia, imponendo il velo, insegnando l’estremismo religioso. Abolite le materie scientifiche: la fisica, la scienza e le lingue straniere. I bambini di 10 anni reclutati per formare le forze armate di bambini, si insegna loro a sparare, a combattere, a tagliare le teste.

I fondi Sauditi, e del Qatar, con l’apporto turco, americano e israeliano hanno contribuito al rifornimento di armi, munizioni, al sostegno materiale. Supporto logistico con riferimento ai dati sui movimenti dell’esercito arabo.
La capitale Damasco era, è tutt’ora un obbiettivo dei terroristi. Attacchi quotidiani dal 2012, dozzine di proiettili di artiglieria, mortai, colpi di cecchini, autobombe e attentatori suicidi si lanciano contro bersagli civili, autobus passeggeri, istituzioni commerciali, giudiziarie, educative e raduni di popolazione.

Le bande terroristiche, a ovest di Zabadani, hanno interrotto il rifornimento idrico a Damasco lasciando 8 milioni di persone senza acqua per oltre un mese, causando la diffusione di malattie e esortando i cittadini ad andare contro lo Stato.

Syrian soldiers

Grazie all’Esercito Arabo Siriano é stato liberato il sito della sorgente Al Faiha, ripristinando il pompaggio di acqua pulita alla popolazione della capitale.
I terroristi potrebbero ritornare alla vita normale senza procedimenti legali o penali riconsegnando le armi, sarebbe una delle possibilità per fermare la guerra e le aggressioni contro il Paese. Molti di loro si sono uniti al servizio di leva, altri si sono arruolati nelle unità dell’esercito arabo siriano, in questi giorni si combatte a fianco dello Stato contro il terrorismo.

Da una parte lo Stato Siriano cercava di riconciliarsi con i cittadini dall’altra combatteva insieme agli alleati con grande successo i terroristi, distruggendo centinaia di carri armati, veicoli blindati, unità di artiglieria a quattro ruote e missili anti-carro armato di produzione americana.
In poco tempo le Forze Governative ripristinavano il controllo di ampie aree della zona Ghouta orientale garantendo la sicurezza alle aree liberate. In un mese le Forze Governative Siriane hanno ristretto l’area dei gruppi terroristici e sono rimasti chiusi in una area di 100 chilometri quadrati.

Nonostante ciò, i terroristi del Fronte Al Nusra, le sigle legate a al-Qaeda, all’esercito dell’Islam e la Brigata Al Rahman, in arabo Failaq al Rahman, hanno continuato a lanciare, contro Damasco, colpi di mortaio, razzi e colpi di artiglieria contro tutti i quartieri della capitale, senza eccezione. Diversi i tentativi falliti per sfondare le linee governative e raggiungere il cuore della capitale, anche attraverso il nodo Gaboun Harasta.
Lo Stato siriano ha aperto passaggi umanitari sicuri attraverso Harasta per continuare il processo della riconciliazione nazionale, garantendo le autoambulanze, il soccorso medico, e le esigenze primarie, ma il Fronte Annustra ha deciso di bombardare questi passaggi e lanciare una vasta offensiva a Harasta al fine di raggiungere Damasco. Le truppe siriane sono riuscite a contenere l’attacco. Ma le organizzazioni continuano a sparare contro i cittadini indifesi, impediscono loro di uscire, non solo, li utilizzano come scudi umani.

Riad Nassan Agha, il portavoce dell’opposizione siriana, chiamata al tavolo di Riad, ha dichiarato alla Tv al Arabia, che non lasceranno uscire i civili per non rimanere isolati sotto il colpi del Governo siriano.
Le Cancellerie occidentali Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti e Israele sostengono le operazioni dei terroristi nella Ghouta orientale, dimenticano le popolazioni di Afrin, Kefraya, Alfoaa. Non si esclude la presenza nella Ghouta orientale di consiglieri militari, francesi, del qatarini, sauditi, americani. Quando Aleppo é stata liberata, il primo bus partito dal nord della città trasportava i consiglieri di questi Paesi, lo stesso accadeva a Baba Amro, Homs, nel 2013.
In tutta la Siria si respira un’atmosfera disastrosa per una guerra gestita, in parte, dagli Stati Uniti d’America contro le capacità dello Stato Siriano.

Tutti vogliono conquistare passaggi petroliferi. Ciò che interessa è la posizione geopolitica della Siria, la creazione di uno Stato transnazionale islamista, in cui lo Stato Islamico Mondiale sotto la guida dei Fratelli Musulmani, potrebbe imporre una dottrina dell’estremismo wahabita soggetto delle multinazionali americane, custodi delle riserve di petrolio e del gas nella regione. Sono queste le guerre imperialiste per il controllo delle fonti energetiche.
Secondo nostre fonti i terroristi preparano armi chimiche che potranno usare per impedire all’esercito di avanzare. Capita spesso che vengono accusati i governativi. Fatti analoghi sono avvenuti a Khan Sheikoun, nella provincia di Aleppo.

Ieri Aleppo oggi Ghouta, le scene già viste si ripetono.
Traduzione Talal Khrais
Redazione revisione testo Paola Angelini

Fonte: Assadakah

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  1. Fabio franceschini 4 mesi fa

    Fatti arcinoti che si svolgono alla luce del sole.che solo il complotto mediatico della libera(solo di mentire nell’interesse dei suoi padroni)stampa.

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  2. lister 4 mesi fa

    http://palaestinafelix.blogspot.it/2018/03/nella-battaglia-per-il-ghouta-est-si.html#more

    Buone notizie, comunque.
    I gloriosi combattenti fedeli ad Assad stanno liberando il Ghouta Est.

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  3. Stefano radi 4 mesi fa

    Si comprende la difficolta’ di svolgere un’azione militare efficace innanzi ad un nemico sleale e ignobile che utilizza i civili come “copertura” e bersaglio per la propria strategia bellica. Non c’e’ spazio per intervenire decisamente senza il rischio di coinvolgere molti civili e quindi vanificare gli sforzi di conciliazione nazionale in corso. Un grande rompicapo che sarebbe ridolvibile solo attraverso l’attenzione fattiva delle opinioni pubbliche dei Paesi occidentali, gli stessi che hanno fomentato e sostengono i mercenari. A questo punto forse solo una escalation qualitativa del conflitto, che coinvolga apertamente Israele e la Siria con i rispettivi alleati, potrebbe risolvere l’empasse di Ghouta. Chi e’ disposto ad assumersi il rischio di un allargamento estremo dello scontro in atto puo’ prendere l’iniziativa. Qual’e’ il male minore?.

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    1. claudio 4 mesi fa

      A mio avviso questo scenario non è auspicabile.. si dice che con tanta pazienza e tantissima vaselina l’elefante si incula la formica.. intanto stanno aggirando le postazioni difensive che erano orientate solo verso damasco.. stanno guadagnando terreno e penso che in 10 giorni chiudono la pratica ghouta est, i taqfiri sono chiusi in una sacca dalla quale non possono uscire se non con i piedi avanti.. in questo momento non si può ancora fare la guerra ad israele perchè prima si devono risolvere diverse situazioni in casa quali il ghouta, varie sacche di resistenza wahabita nel deserto e la questione turco curda al nord.. poi, quando avranno fatto pulizia in casa i siriani saranno pronti ad aiutare i libanesi, perchè è li che scoppierà il casino grosso.. istaele attaccherà hezbollah…

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      1. Kim 4 mesi fa

        Purtroppo vero…

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