Scoppia il caso delle rivelazioni di Eva Kaili e delle direttive che riceveva da Joseph Borrel


La vicepresidente del Parlamento Europeo, Eva Kaili, interrogata dal giudice a Bruxelles, vuota il sacco e trascina nello scandalo dei finanziamenti illeciti l’alto rappresetante della UE, Joseph Borrel. L’avvocato della Kaili afferma che la sua cliente seguiva un piano che era stato predisposto da Borrel e dalla commissaria europea Ylva Johansson nei suoi rapporti con i paesi arabi.
La Kaili, attraverso il suo avvocato, sostiene di essersi limitata a seguire le indicazioni che gli venivano date da Borrel e giustifica in questo modo le sue relazioni con il Qatar sulla base di un presunto piano di sviluppo di collaborazione che esisteva dal 2019 con la UE. Nelle dichiarazioni al canale televisivo greco MEGA , l’avvocato ha implicato anche l’attuale presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, e assicura che Kaili abbia seguito i suoi ordini nei suoi viaggi

Eva Kaili con Joseph Borrel

Tutti i contatti avuti con le autorità del Qatar si riferiscono a questo piano, secondo l’avvocato della Kaili.
In sostanza la vicepresidente incriminata e presa con le mani nel sacco, con le valige piene di contanti, sta tirando dentro lo scandalo due pesi massimi delle autorità europee, lo spagnolo Joseph Borrel e la svedese Ylva Johansson , esponente di spicco del Partito Socialdemocratico Svedese e più volte ministro. La Johansson dal marzo 2020 è commissario agli affari interni della commissione von der Leyen.
Tutto lacia pensare che lo scandalo di corruzione nelle istituzioni europee è destinanto ad allargarsi ed a mettere in luce le pratiche di affarismo e di interessi privati dei funzionari eurocrati di Bruxelles.

Fonte: El Nacional

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

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