SCONFITTO NELLE BATTAGLIE DI CONFINE L’ESERCITO UCRAINO HA LANCIATO DISPERATAMENTE ATTACCHI CON DRONI SUI CIVILI


Mentre Kiev preparava un’altra grande operazione di terra sul territorio russo, le forze ucraine lanciavano massicce ondate di attacchi con droni sulle regioni interne russe.

Secondo il Ministero della Difesa russo, nella notte del 12 marzo, 25 UAV ucraini sono stati distrutti sul territorio russo, tra cui:

2 UAV nella regione di Mosca
1 UAV nella regione di Leningrado
7 UAV nella regione di Belgorod
11 UAV nella regione di Kursk
1 UAV nella regione di Bryansk
1 UAV nella regione di Tula
2 UAV nella regione di Oryol.
La maggior parte dei droni ucraini hanno preso di mira le regioni di confine di Belgorod e Tula, dove l’esercito ucraino ha tentato operazioni di terra oltre il confine russo.

La maggior parte degli obiettivi sono stati intercettati dalle forze di difesa aerea russe e non hanno provocato danni a terra; ma almeno due UAV hanno raggiunto i loro obiettivi.

Nella regione di Nizhny Novgorod, un UAV ucraino si è schiantato sul territorio di una raffineria di petrolio a Kostovo. Nella struttura è scoppiato un incendio.
A Oryol è scoppiato un incendio nell’impianto di stoccaggio del petrolio a seguito dell’attacco di un drone al complesso locale di combustibili ed energia.
Gli attacchi dei droni nelle regioni di confine sono continuati durante il giorno, dopo che l’operazione di terra ucraina è stata respinta dalle forze russe.

Secondo il Ministero della Difesa russo, il drone ucraino è stato abbattuto nella regione di Belgorod intorno alle 9:00 ora locale.
Verso mezzogiorno altri quattro UAV sono stati distrutti nella regione di Kursk.
Dopo che Kiev ha subito una pesante sconfitta nelle battaglie al confine russo, senza ottenere risultati mediatici, le forze ucraine hanno lanciato un nuovo massiccio attacco con droni contro i civili nella regione di Belgorod. Diversi piccoli UAV hanno colpito strutture civili.

Uno dei droni è caduto sul tetto di un centro commerciale vicino alla stazione ferroviaria locale. Due civili sono rimasti feriti a seguito dell’attacco dei droni all’edificio del municipio di Belgorod. Un altro UAV è stato filmato mentre colpiva un piccolo negozio, mentre i militari russi tentavano di abbatterlo con armi leggere.

Fonte: South Front

Traduzione: Luciano Lago

6 commenti su “SCONFITTO NELLE BATTAGLIE DI CONFINE L’ESERCITO UCRAINO HA LANCIATO DISPERATAMENTE ATTACCHI CON DRONI SUI CIVILI

  1. C.V.D. La vigliaccheria e la malvagità dell’occidente hanno poco di umano …………………. sono falsoni e banditi.
    Comunque si conferma il basso livello tecnologico dell’occidente. Droni che vengono abbattuti in gran numero, mentre i droni dell’Est sono elusivi e micidiali. NATO STATI UNITI e UE TIE’ !!!!!!!!!

  2. Questi bastardi si vantano, spacciando per “partigiani russi anti-putiniani” truppe d’élite della N.A.T.O. penetrate nelle aree di Kursk e Belgorod” di avere “liberato” per alcune ore un collegio russo… Chissà come mai l’esercito ucraino e i suoi dante causa (persa) della N.A.T.O..le buscano al fronte, ma, poi, i fantomatici “partigiani anti-Putin” riescono a occupare villaggi russi nelle aree di confine, non se ne vedono fare imprese altrettanto “liberatorie” nelle sree interne della Russia e della Siberia… Chiaro che sono provocazioni atlantiste sempre più sfacciate: che puntano a me estendere il conflitto fino alla guerra nucleare. Io spero e prego solo che siano schiacciati in Russia, se si avventurano nei territori della Federazione: e sterminati sul fronte, affrettando il crollo del regime sanguinario di Zelenskyller.
    W Putin!

    1. Ciao Warrior. Partigiani antiputin, legioni straniere, volontari, sono in azione fin dalla prima ora. Non sono qualche battaglione di soldati anche se stranieri in ordine sparso ad impensierire la Russia, ma un armata di più nazioni Nato al gran completo. Cosa che senza gl’ Usa per l’ Europa sarebbe impossibile. Dei 90.000 schierati nel baltico quasi mezzi sono americani, e non interverranno. Sconfiggere le Russia così non è possibile, rallentano solo l’ inevitabile. Saluti

  3. C’è da chiedersi da dove partono i droni che colpiscono l’oblast di Leningrado, certamente non dall’Ucraina, più probabilmente dall’Estonia, ormai la NATO è in guerra non dichiarata con la Russia, il vice capo di stato maggiore polacco millanta di 300000 soldati NATO in piena prontezza di combattimento in grado di schierarsi in Polonia, li avrà visti in pieno delirio di stupafecenti.
    Il ministro degli esteri polacco Sikorski, quello delle congratulazioni agli americani per la distruzione del North Stream, sposato con l’ebrea americana neocon Anne Applebaum, ha affermato che non c’è niente di male se i soldati della NATO entrano in Ucraina.
    La situazione si sta facendo pericolosa, mano a mano che l’esercito ucraino si dissolve c’è il rischio che le poche brigate in efficienza dei paesi europei della NATO vengano gettate nella mischia, gli americani non hanno abbastanza truppe da mandare in Europa, già adesso devono mandare aliquote delle Guardie Nazionali dei singoli stati a fare lavori sporchi in giro per il mondo a causa della carenza di uomini dell’esercito federale ridotto a poco più di 400000 unità.
    Il potere dei neocons sta svanendo, gli USA non hanno più nè uomini nè fondi da gettare nelle guerre pro Sion, una manciata di berretti verdi americani sta occupando le isole taiwanesi Quemoy a poche miglia dalla costa cinese per pura presenza, come se il fatto che siano lì possa bloccare l’occupazione cinese di Taiwan.
    Volevano rovesciare il governo di Mosca forse occupando qualche villaggio dell’oblast di Belgorod per appoggiare una fantomatica quinta colonna interna russa, ma le quinte colonne degli anglo sion sono esaurite, secondo il censimento russo del 2021 c’erano solo 82000 ebrei in Russia, oltre 40000 sono scappati dopo l’inizio della guerra, nella stessa Ucraina sono rimasti forse 20000 ebrei, in paesi come Polonia, Ungheria, Romania, Svezia e simili siamo a 10-20000, insomma non ci sono più diaspore in Europa, e quelle che ci sono hanno forse solo un genitore o un nonno ebreo.
    E pure nella Palestina occupata non ci possono essere 7 milioni di ebrei come dicono i demografi sionisti, in 25000 km quadrati non ci possono vivere 14 milioni di persone, in un ambiente in gran parte desertico.
    Gli ebrei presenti in Palestina saranno forse 3-4 milioni, gli altri sono ebrei diluiti con doppia cittadinanza residenti per lo più negli USA, contati forse due volte, in Palestina e in patria.
    Con la fuga di forse un quinto degli ebrei che stavano in Palestina dal 7 ottobre si profila la possibilità di ripulirla dalla presenza ebraica, poi basterebbe scavare un canale che vada dal Golfo di Aqaba alla depressione del Mar Morto e da questa al Mediterraneo in primo luogo per collegare il Mar Rosso con il Mediterraneo e poi per far sparire il Lago di Tiberiade, la riserva d’acqua dell’entità sionista che sta sotto il livello del mare, appunto sotto l’acqua salata.
    Sparirebbe per sempre la possibilità di ricostruire uno stato ebraico in Palestina.

    1. È il Mar Morto che sta sotto il livello del mare: il lago di Tiberiade è parecchio più a nord e non sta in una depressione

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