Scienziato russo: “O gli Stati Uniti ritireranno le loro minacce o scoppierà una grande guerra nucleare”

Evgenij  Satanovsky è un commentatore e accademico russo ebreo che è molto rispettato. Lui ha un appuntamento fisso con i principali talk show politici della nazione russa e ha un suo programma radiofonico.

Già in precedenza lo scienziato, a proposito del clima di tensione fra USA e Russia, avveva parlato spiegando come la situazione attuale ricorda l’epoca del Vietnam, perché i negoziati sono una perdita di tempo, si domanda in che modo l’establishment della difesa USA utilizzerà le nuove armi della Russia per ottenere i massimi fondi dal bilancio, visto che Mike Pompeo è ben informato (non molto) su queste armi, così come spiegava che gli Stati Uniti sono nei guai in Afghanistan e che  lui ritiene che la belligeranza americana finirà in un conflitto militare con la Russia sia a Siria che in Ucraina.

Satanovsky prevede che gli Stati Uniti perderanno in questi conflitti e soltanto allora realizzeranno la loro debolezza e saranno disposti a negoziare.
Nelle ultime dichiazioni Satanovsky ha detto che tra la Russia e gli Stati Uniti sta iniziando una nuova corsa agli armamenti. Questa è la conclusione raggiunta dallo scienziato politico Satanovsky.

Successivamente l’esperto ha commentato i piani di Washington di ritirarsi dal Trattato INF. Lo scienziato ed esperto di politica degli armamenti ha sottolineato che è difficile prevedere la probabilità di una guerra nucleare. Basandosi su questo, Satanovsky ha suggerito che l’attuale confronto geopolitico ha solo due possibili esiti.

Missili russi ICBM

Se gli Stati Uniti non riconsiderano la loro politica nei confronti della Federazione Russa, che è ovviamente finalizzata alla sua distruzione, il mondo rischia di affrontare un confronto armato globale.

“Tutto ciò quello che abbiamo ora indica che o gli Stati Uniti saranno costretti ad abbandonare la loro politica nei nostri confronti, o che altrimenti avremo una grande guerra davanti a noi alla quale dobbiamo essere pronti”, ha avvertito lo scienziato politico.

Satanovsky ha definito come secondaria la discussione sui paesi che la Russia dovrebbe colpire in caso di guerra con gli Stati Uniti e la NATO. Tutto quello che dovrebbe riguardare i militari e i professionisti della sicurezza è impedire l’uso di armi nemiche in tutto il territorio della Federazione Russa, considerando la necessità di neutralizzare le principali basi USA in Europa.

“Tutto il resto non dovrebbe preoccupare nessuno. Facciamo spallucce e comprendiamo che questo è il nostro futuro. Ci potrebbe piacere, potrebbe non piacere – è come è, e l’atteggiamento verso di esso qui non è né freddo né caldo “, ha detto.

Fonte:  Reseau International     Rueconomics.ru
Traduzione: Sergei Leonov

5 Commenti

  • Franco
    10 novembre 2018

    Se la guerra venisse considerate inevitabile, assurdamente a noi europei converrebbe che sia la Russia a sferrare il primo colpo che sarebbe diretto soprattutto, se non solo, sulle strutture militare, mentre il secondo colpo di risposta colpirebbe indistintamente tutto e tutti.

  • Monk
    11 novembre 2018

    E’ difficile pensare a cotanto ottimismo, un Megaton su Torino, per fare un esempio, avrebbe un’onda d’urto impressionante, con un raggio massimo di 50 km, ovviamente dall’epicentro alla perferia i danni sarebbero diversi ma parliamo di un Mt. Le radiazioni nucleari sono un’altra storia dalla forza meccanica e in questo caso dobbiamo fare i conti con due dati. Nagasaki ricevette un confetto di 10-30 Kt (kilotoni), non dimentichiamo che 1.000 KT fanno un Megaton e i moderni ordini nucleari sono mostruosi. Non ci sarebbe via d’uscita, per tutti gli europei.

    • atlas
      11 novembre 2018

      ma nemmeno per Tel aviv, o sbaglio; almeno questa soddisfazione

    • atlas
      12 novembre 2018

      nemmeno per Tel aviv

  • Anonimo
    13 novembre 2018

    Beh.. Loro sarebbero i primi.

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