SARDINE PER ALLODOLE: LA LORO FASCINAZIONE SULLA GENTE

di Marco Della Luna

Molte e interessanti analisi del fenomeno delle sardine trascurano la sua funzione sociopsicologica fondamentale e portante: la difesa, attuata con mezzi anche aggressivi, di un’illusione gratificante quanto infantile -definibile come la politica del Mulino Bianco- contro chi cerca di smontare quell’illusione per svegliare la gente alla cruda realtà del mondo reale, ai suoi pericoli, alle sue necessità.

Diverse fonti hanno evidenziato come il movimento delle Sardine, al contrario di come si dichiara, non è spontaneo ma (similmente alle rivoluzioni colorate di Georgia e Ucraina e alle primavere arabe – tutte costruite dall’alto e dall’estero) concepito, organizzato e gestito proprio in Emilia Romagna per la sua campagna elettorale, dall’area politico-finanziaria della ‘sinistra liberista’, così come i suoi fondatori e capi provengono da aziende e ambienti di quell’area affaristica.

Lo scopo è il puntello o la supplenza al declinante PD e in prospettiva la confluenza con esso; e in effetti le Sardine hanno conteso, per qualche tempo, le piazze alla Lega, almeno a livello di immagine mediatica e percepita, espandendo la loro Ombra: come dice Diego Fusaro, l’odio, la censura, lo squadrismo e la violenza verso i critici e gli avversari del sistema e della sua political correctness sono legittimati, anzi incoraggiati, col dire che sono sane reazioni al fascismo populista (anticapitalista) e sovranista (antiglobalista) e in generale a tutti coloro che sono fascisti semplicemente perché non allineati col buonismo-dabbenismo politically correct del pensiero unico.

La rabbia verbale e talora fisica, antifascista (in assenza di fascismo) e antirazzista (in assenza di razzismo), che dichiarazioni apparentemente solo giocose e bonarie, come quelle dei capi-sardine verso Lega e Fratelli d’Italia, suscitano nella gente, mi pare proprio che sia la reazione irosa contro chi la scuote nel sonno per risvegliarla da un rassicurante sogno irenico mettendole di fronte alla brutta e frustrante realtà conflittuale. E’ la rabbia di chi non sopporta di guardare in faccia ciò di cui essa è fatta: sfruttamento, frodi, sopraffazione, inganni, scontri di interessi, costi, limiti. E’ la realtà delle cose che non bisogna ricordare, ossia del conflitto sociale, della violenta aggressione global-finanziaria ai popoli, della sleale competizione tra Stati.

Sardine in piazza

La realtà dei costi, dei fallimenti, dei danni collaterali e delle ruberie delle grandi integrazioni idealizzate e interessate: Europa, immigrati, WTO. Come pure della credenza che la politica possa essere moralizzata dai magistrati o dalle leggi. O che possa esistere una politica democratica in un paese che riceve leggi, regole di bilancio, ordini di cambiare governo, da soggetti esteri, non eletti, non responsabili.

L’elemento essenziale e comunicativamente forte delle Sardine -vedi i loro 6 punti programmatici– è invero il proclamare fiducia nelle direttive del dabbenismo rassicurante, del politically correct, assieme al rifiuto delle forze politiche che criticano tale fiducia; è il parlare e comportarsi come se fossero possibili, nel mondo reale, come metodo del potere, la solidarietà, i buoni sentimenti, le aspirazioni condivisibili da tutti, ossia che la politica si faccia con garbo, onestà, sincerità, apertura, etc. Che l’immigrazione di massa sia utile e sostenibile, che l’Islam non sia un problema, che l’UE sia amica. Che la pace si ottenga rinunciando ai deterrenti.

Credere che la politica possa essere così, rimuovere la realtà sgradevole e che far politica possa consistere nell’esser buoni anziché nel farsi credere buoni per portare avanti la propria strategia col consenso e col voto popolare, promettendo il contrario di ciò che poi si farà (come han fatto i capi grillini) – questo è il messaggio, la suggestione di gruppo trasmessa o rinforzata dalla moltitudine delle Sardine alla massa del pubblico. Ossia, è l’invito a credere che il mondo sia o possa essere come gradiremmo che fosse, pacifico e corretto – a pensare secondo il principio del piacere (della gradevolezza, della rassicurazione) anziché secondo il principio di realtà. In sostanza, a svincolarsi da essa.

Tali inviti riscuotono sempre successo e seguito presso le masse, specialmente se presentati da una folla (apparentemente forte perché numerosa), che a sua volta viene presentato favorevolmente dai mass media cui le masse sono avvezze a credere. È facile perciò indurle a reagire con rabbia e accuse di fascismo, cioè di male assoluto, a chi le vuole svegliare dalla loro “comfort zone”. Le Sardine quindi svolgono così un’azione che aiuta il sistema inducendo molta gente a un modo irrealistico, acritico, cognitivamente regressivo cioè infantile, di pensare e interpretare la realtà. Il loro capo, Sartori, è arrivato a legittimare una censura del web.

Insomma, una funzione, quella delle Sardine, letteralmente definibile come rimbambinente.

Fonte: Marco Della Luna

7 Commenti

  • MDA
    16 Gennaio 2020

    ha la faccia simpatica questo giovane matteo sartori, buoni studi, un lavoro presso clò/prodi.
    insomma uno di destra, la destra dei ricchi privilegiati di bologna che non vivono assediati dagli immigrati e ha un lavoro grazie al sistema PDCOOP, quella robaccia lì.

  • Manente
    16 Gennaio 2020

    Le “sardine” sono la rappresentazione plastica del mondo di Pinocchio del grande Collodi, un mondo alla rovescia dove i “pesci” stanno in cattedra e gli insegnanti siedono tra i banchi. Una regressione verso un infantilismo ebete e canagliesco, frutto avvelenato della “buona scuola” dei dotti ignoranti della entità pidiota.. .

  • nnicholas
    16 Gennaio 2020

    Sarà un altro 5stalle. La gente non crederà più a nessun partito/movimento politico. Non si andrà più a votare; i poteri forti potranno fare ciò che vogliono.
    Questa è la mia considerazione a lungo termine.
    Poi, nella vita tutto può accadere!!!!

  • Glu
    16 Gennaio 2020

    E’ incredibile a che livello sono rincoglioniti, è veramente triste, molto triste.

  • Eugenio Orso
    17 Gennaio 2020

    Escrementi fiancheggiatori del mes, della troika, dello strozzinaggio globale finaziari e dei sionisti posson esercitare “fascinazione” solo sulle teste di cazzo/idioti sociopolitici e sui farabutti vigliacchi in malafede …
    Sono proprio questi escreminenti un’emanazione, un sottoprodotto spregevole del vero male assoluto finanz-globalista giudaico!

    Cari saluti

  • Eugenio Orso
    17 Gennaio 2020

    SARTORI BOIA E’ ORA CHE TU MUOIA!
    [assieme ai tuoi padroni, finanziatori, manovratori sarebbe meglio …]

    Cari saluti

  • Asterix
    17 Gennaio 2020

    Generazione “Erasmus”, il futuro della borghesia Europea, hanno già il posto sicuro nella “loro” archittetura della governance europea e quindi possono benissimo essere “buonisti” e “globalisti” con il culo degli altri.
    “Loro” che vanno all’università con i soldi di papà, loro che viaggiano in Europa per uniformarsi al pensiero di Elite europea per diritto di censo. Loro che sono pacifisti e non fanno più il militare poichè non hanno bisogno di difendere il proprio paese, potendo avere due o più passaporti per andare via con i loro soldi in qualsiasi momento e rifuggiarsi in città green e cosmopolite, loro che non vogliono inquinamento ma vestono griffato… I loro figli…
    Io stò con i bambini delle vele di Napoli e tutti i bambini del meridione d’Italia che versano in miseria, con un abbandono scolastico da monstre e lasciati nelle mani delle varie mafie e delinquenti e soggetti a tutti gli abusi possibili. Loro bambini senza speranza, poichè li ritrovi delinquenti già a 12 anni perchè nessuno gli ha fatto vedere che è possibile vivere onestamente con gli studi e un lavoro decente.
    Pensate un pò che dal 2014 ad oggi l’UE ha stanziato 15 miliardi per finanziare Erasmus, se una parte di quei soldi fosse andato alla prevenzione e recupero dei bambini caduti in questo gorgo inumano. I nostri figli…

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