Sarà l’Ucraina il detonatore per far esplodere il conflitto con la Russia ?

di Luciano Lago

Una tempesta è segnalata in arrivo sull’Europa e questa si sta muovendo dallo stato satellite di Washington e della NATO: l’Ucraina.
Questo paese, che non trova pace dal golpe del 2014 e dal conseguente conflitto interno con le sue province secessioniste di popolazione russa, quelle del Donbass, lacerato dalle divisioni interne, messo alle strette da una crisi economica senza precedenti, assomiglia sempre di più ad uno stato fallito con l’aggravante di essere sottoposto ad un regime afflitto da corruzione, supponenza e condizionato dal fanatismo nazionalista. La situazione dell’Ucraina è talmente critica che la dirigenza di Kiev vede come una necessità l’idea di scatenare un conflitto che, secondo loro, potrebbe riportare l’Ucraina al centro dell’attenzione internazionale e far intervenire gli Stati Uniti in suo aiuto contro la Russia.
Una guerra fredda in linea di principio, è già in corso nel campo dell’informazione e della diplomazia da qualche anno, ma questa potrebbe trasformarsi in una guerra calda con l’uso degli eserciti se il presidente Zelensky, il fantoccio di Washington, con i suoi consiglieri, faranno il passo definitivo con l’aggressione armata contro le Repubbliche del Donbass. Questa si potrebbe trasformare in breve in un conflitto allargato nel cuore dell’Europa.

Zelensky, al centro, in visita alle truppe ucraine al fronte


Fino dal primo giorno del suo insediamento, Biden ha manifestato la sua posizione: la Russia deve rispondere delle sue azioni o gli Stati Uniti rischiano di perdere il controllo sull’Europa, in particolare se arriverà a completamento il progetto congiunto russo-tedesco “Nord Stream 2”.
L’unico modo di spezzare ogni collaborazione fra Europa e Russia è quello di provocare una guerra in Ucraina con un intervento russo a favore delle repubbliche del Donbass, dove sono presenti circa 400.00 cittadini russi che Mosca non abbandonerà ad un destino di pulizia etnica e repressione, come nelle intenzioni di Kiev.
Gli interessi di Kiev e di Washington, in questo caso, sono coincidenti: provocare la Russia e rompere il ponte di collaborazione fra Mosca e Berlino, cosa non riuscita con l’operazione Navalny, troppo scoperta per essere credibile.
Dagli ultimi discorsi farneticanti di Joe Biden, tenuti nella riunione del G-7, si capisce che il tono arrogante ed aggressivo di Washington contro la Russia è notevolmente salito.

Joe Biden al meeting del G-7, toni forti contro la Russia


L’Ucraina è un satellite degli USA ed un debitore netto di finanziamenti e di supporto militare da quando è stato attuato il golpe del 2014 e si presta a questo gioco pensando di guadagnarci, senza intuire che otterrebbe la sua definitiva distruzione in poco tempo. Si può scommettere se gli alleati europei e gli stessi statunitensi siano disposti a morire per Kiev, in un possibile conflitto allargato che diventerebbe nucleare.
Washington ha sempre avuto necessità di “carne da cannone” per attuare le sue politiche di dominio e gli ucraini si prestano bene per questo ruolo. L’Europa griderebbe all’aggresssione russa e si tornerebbe ad erigere una barriera inespugnabile fra Russia ed Unione Europea: esattamente l’obiettivo che persegue Washington da molto tempo.


I dirigenti ucraini, afflitti da stupidità e fiduciosi nel pieno sostegno delle loro azioni da parte degli Stati Uniti e dell’UE, non esiteranno a scatenare un conflitto e accendere un fuoco in Europa, con gravi conseguenze in tutto l’assetto internazionale e che avrà un esito fatale per la stessa Ucraina.
Il presidente Zelensky, l’ex comico (il Grillo dell’Ucraina) che all’inizio del suo mandato aveva acceso delle speranze fra la popolazione, ha disatteso tutte le promesse e si è gettato a capofitto nelle braccia dell’ala nazionalista e guerrafondaia che trova la sua giustificazione nell’odio antirusso, dimostrando tutta la sua mancanza di spina dorsale e inavvedutezza caratteriale.
Zelensky si crede furbo ma, dall’altra parte ha incontrato Vladimir Putin, un giocatore freddo e determinato che non gli darà l’occasione di guadagnare punti dalle sue mosse avventuristiche e si troverà con le spalle al muro, destinato a fare la parte del capro espiatorio. Una facile previsione che è destinata ad avverarsi se la storia farà il suo corso.

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