Sanremo, il festival del regime

di Andrea Brizzi

Come ogni anno arriva, puntuale come le tasse, il Festival di Sanremo. Un tempo festival della canzone italiana, ormai giunto alla settantesima edizione, è diventato il festival del politicamente corretto, il gran gala dei radical chic, la festa dei senza patria, degli sradicati, un’occasione mediatica fondamentale per imporre sempre di più un modello culturale e addirittura antropologico a tutti i cittadini. Il festival del regime liberista e tecno-liquido che pesa sulla vita di ognuno.

Sanremo è sempre stato lo specchio del Paese, da un po’ è diventato lo specchio di una minoranza spregiudicata, che ha conquistato quella che Gramsci chiamava l’egemonia culturale, cosicché, in barba ai gusti e soprattutto ai pensieri del paese reale, si usa Sanremo per propagandare una visione di mondo, ovviamente quella giusta, l’unica possibile; il liberismo con tutte le sue storture.

Educare le masse al globalismo, ovvero diseducarle, gettare la plebe nell’agone del capitalismo culturale, espressione più vivida di quella borghesia da salotto, che non conosce il valore storico e filosofico del limite, e guidata dal più spregiudicato consumismo, intende plasmare il mondo a sua immagine e somiglianza.

L’estetica dell’orrido, l’etica dell’autodistruzione, la profanazione programmatica dell’immagine del sacro. L’incipit di Fiorello vestito da prete che simula una messa, sta a significare come si voglia profanare la dimensione del sacro, e allo stesso tempo sacralizzare quello che è bestiale, orrido, assolutamente nichilistico. Rula Jebreal, agguerrita sostenitrice del globalismo, con le sue omelie ultra-femministe. Per non parlare del celeberrimo Achille Lauro; presunto ex-spacciatore, fece scandalo nella scorsa edizione per una canzone che, a detta dei più attenti, inneggiava alla droga. Tale individuo, si è presentato quest’anno con un mantello firmato da Gucci, salvo poi denudarsi pressoché totalmente ed esibendosi in una sottospecie di calzamaglia, scimmiottando il San Francesco di Giotto. Secondo Achille Lauro il riferimento è diretto; l’uomo si spoglia dei pregiudizi, dei modelli machisti e maschilisti. Ci si spoglia della propria identità, culturale, linguistica, di sangue, ed anche sessuale, la logica è sempre la stessa. Scrive Lauro sul suo profilo Instagram: “La stupida epoca dove si doveva ostentare di essere uomo è finita. È giunto il tempo dove ognuno può essere ciò che vuole.”.

La volontà del grande capitalismo è questa, distruggere l’uomo, renderlo consumatore tecno-liquido, incapace di pensare poiché in capace di mettere la propria identità (che non deve più avere) sulla bilancia conflittuale della dialettica storica.

Le soubrette di Sanremo

E la musica? Ah già, dimenticavamo la musica. Ormai non conta più, la musica in questo presunto festival della canzone, è qualcosa di accessorio, ancillare. Gli orchestrali stanno da parte, attoniti vedono sfilare un’accozzaglia di “loschi figuri”, eroi dei tempi moderni, o meglio post-moderni, che con la musica quella vera, non hanno niente a che fare.

Anche sul concetto di “artista” ci sarebbe da spendere due parole. Un artista è tale se esprime con il suo lavoro una condizione esistenziale, qualsiasi essa sia. L’arte è espressione del vivere e del sognare. Questi signori più che artisti sono artigiani del potere, in quanto con il proprio lavoro essi non immaginano mondi nuovi e diversi, ma seguono pedissequamente i modelli culturali che il sistema ci impone, divenendone anzi parte integrante.

Insomma più che essere il festival della canzone italiana, Sanremo ormai è diventato una kermesse di costume borghese, un festival del regime liberista che ci opprime, e giorno dopo giorno, cerca di distruggere non già lo stato o la famiglia, ma l’uomo nella sua accezione più ampia.

http://www.ilpensieroforte.it/dibattiti/3095-sanremo-il-festival-del-regime

Fonte: Il Pensiero Forte.it


10 Commenti

  • Monk
    6 Febbraio 2020

    Meritiamo questo schifo, dobbiamo solo reagire, in caso contrario: muti.

  • Idea3online
    7 Febbraio 2020

    Stanno preparando le Masse verso l’Era dell”Anticristo, i segni sono visibili, lo smartphone, è il precursore al marchio, è un catalizzatore. Tanto che questo strumento inibisce anche la perspicacia dei religiosi, nel senso che possederlo significa alla fine essere posseduti, nel passato i demoni per possedere un uomo erano obbligati a prendere possesso letteralmente, oggi tutti noi siamo loro proprietà. Ma Inoltre il caldo anomalo, ed l’inverno del 2020, tutto il Pianeta dentro un sacrifico di calore, dentro un esperimento che genera calore, il Pianeta come una serra, riscaldato come olocausto. La 5G, il riscaldamento del pianeta a livelli eccezionali, se questi non sono segni indicati dal Maestro Gesù, cosa dobbiamo aspettare ancora? Sono riusciti ad entrare dentro il nostro corpo, sono riusciti a rendere l’atmosfera un fluido elettrificato e non più isolante come creata da Dio. La nostra mente all’esterno trovava un fluido isolante, oggi l’atmosfera è super elettrificata, e noi esseri umani non idonei come creature a questo Nuovo Mondo. Più riflettiamo e più ci renderemo conto che l’unica via d’uscita è il Dio che ha creato Adamo ed Eva. Chi di voi conosce altra soluzione?

    • atlas
      7 Febbraio 2020

      nessun’altra soluzione se non che

      CHI GUARDA SANREMO NON E’ DEGNO DI STARE TRA I MIEI AMICI

      • Alvise
        7 Febbraio 2020

        La spada.

  • Kaius
    7 Febbraio 2020

    E ancora oggi c è gente che vede Sanremo come il “festival delle canzoni”.
    Feccia come sto Achille Lauro e il tipo nella foto(forse sono lo stesso deviato)vanno perseguitati e messi sui roghi insieme ai loro sostenitori.
    Feccia che si farebbe ingroppare da un cane per 10 min di celebrità.
    Mostri malati.

    • atlas
      7 Febbraio 2020

      che poi gl’italiani si sono portati tutto là, pure le canzoni. Che non ci sia Il Festival di Napoli è uno scandalo mondiale

  • Sandro
    7 Febbraio 2020

    “La stupida epoca dove si doveva ostentare di essere uomo è finita. È giunto il tempo dove ognuno può essere ciò che vuole.”. Se mi suggerissero di pronunciare una frase, come molto probabilmente è accaduto a questo giovane, ne controllerei perlomeno la correttezza, cosa che sembra non sia avvenuto, o per negligenza o per ignoranza.

    Se questo giovane in qualità di portavoce di quella minoranza tesa a disarticolare questa società per miserabili interessi personali avesse voluto denigrare il maschio della specie umana, avrebbe dovuto pretendere almeno che il messaggio non lo esponesse a sbeffeggiamenti.

    L’uomo, che diversamente alla specie di appartenenza non può essere inteso, è tale da alcuni milioni di anni. Pertanto questo giovane annuncia di augurarsi che questo estesissimo lasso di tempo abbia a terminare affinché l’uomo possa essere “altro” (!?).

    Ma questo auspicio, comunque sia, è stato annunciato nella sede opportuna. Si, perché se ormai di musica non si può più parlare, visto che la musica intesa come canzone è finita da decenni, il festival della canzone intesa come “metafora, trovasi per discorso a cui non corrispondono i fatti e quindi Baia, Frottola, Burla: onde la maniera di “mettere in canzone”….vituperare….” , si, questo festival del canzonare, val bene il luogo per vituperare il maschio della specie umana attraverso un inconsapevole suddito.

  • Paolo Calvo
    7 Febbraio 2020

    Milioni di italiani e non solo, pecore!

  • andrea z.
    9 Febbraio 2020

    Il festival di San Remo è uno degli avvenimenti che vengono utilizzati dalle elites per veicolare le loro idee, che derivano per lo più dall’antica eresia gnostica e dalla cabala ebraica.
    Un tempo certe dottrine erano riservate a pochi eletti, ma adesso sembra che la classe dominante voglia diffondere il suo credo tra i ceti inferiori.
    Certo, lo gnosticismo antico aveva un quadro teologico-antropologico che è poi caduto, ma le sue seguenti tesi perdurano nella mentalità gnostica di tutti i tempi.
    1. II mondo è una realtà degradata, oscura e corrotta, da cui bisogna ottenere la liberazione (nello gnosticismo antico ciò si spiega dicendo che è vero che esiste una divinità, ma che è assolutamente lontana dal mondo, il quale è malvagio e oscuro perché posto da potenze malvagie, che hanno talvolta caratteri demoniaci; nell’uomo l’anima e il corpo sono prodotti da queste potenze, mentre una dimensione superiore, quella dello spirito, è una scintilla divina che è caduta nel corpo, in cui si trova imprigionata).
    2. Esistono alcuni uomini eletti, gli gnostici, che possiedono una conoscenza (= gnosi, dal greco) redentiva, un sapere che salva (un sapere che, per lo gnosticismo antico, può essere guadagnato grazie ad un’illuminazione divina o tramite un esercizio sfrenato della sessualità).
    2.1. Questi uomini sono perfetti.
    2.2. Questo sapere è esoterico, cioè riservato solo a loro in esclusiva.
    3. Agli eletti è possibile, grazie al sapere salvifico che possiedono, abolire ogni limite; essi sono in grado di estinguere ogni imperfezione e di creare un mondo perfetto (nello gnosticismo antico ciò vuol dire di ritornare in Dio).
    Se la gnosi prende il nome dalla seconda tesi, è però la terza tesi quella che definisce la sua cifra essenziale: il rifiuto della condizione finita e del limite, perché non c’è male che non possa essere redento. Questa tesi ha delle implicazioni molto importanti.
    3.1. Questi uomini eletti sono in grado da soli di salvarsi dalla condizione tragica e malvagia in cui si trovano senza l’aiuto di Dio, sono autosufficienti a redimersi, sono capaci da soli di creare un mondo ed una società nuovi.
    3.2. In vista della rigenerazione totale del mondo, della sua trasfigurazione completa, lo gnostico rifiuta la legge giuridica e lo Stato, non deve fermarsi di fronte al limite della legge.
    3.3. In vista ditale fine, lo gnostico rifiuta la legge morale, non deve lasciarsi fermare da alcuna norma etica. Anche il ricorso alla violenza più efferata e atroce è giustificabile.
    https://www.documentazione.info/la-gnosi

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