Sanaa: Il tempo del cosiddetto protettorato americano nel Mar Rosso è finito


Il tempo del cosiddetto protettorato americano nel Mar Rosso è finito, ha affermato il ministro della Difesa yemenita. Il Ministro della Difesa del Governo di Salvezza Nazionale dello Yemen ha ribadito che le forze armate yemenite non impediranno la navigazione di alcuna nave nel Mar Rosso, ad eccezione delle navi israeliane o delle navi dirette ai porti della Palestina occupata.

Mohammad Nasser al-Atifi ha affermato questo in un discorso domenica 25 febbraio, sottolineando che la rotta marittima internazionale nel Mar Rosso è sicura e che l’esercito yemenita non avrebbe causato alcun danno alle navi che vi navigavano.

Ha continuato: “Siamo i guardiani della libera navigazione nel Mar Rosso, nel Golfo di Aden, nel Mar Arabico e nello stretto di Bab al-Mandeb. »

Egli ha sottolineato che “il regime sionista rappresenta una fonte di minaccia permanente alla sicurezza marittima nel Mar Rosso e nel Mar Arabico, la cui struttura è stata opportunamente modificata dopo l’intervento dell’esercito yemenita per distruggere l’egemonia israeliana”.

Mohammad Nasser al-Atifi ha aggiunto che “lo Yemen non si preoccupa delle misure ostili degli Stati Uniti per sostenere gli interessi del regime sionista”.

Ha affermato che “i funzionari americani erano ben consapevoli di non poter spaventare gli yemeniti con le loro armi”.

Batterie missili degli Houthi nello Yemen

In linea con ciò, Mohammed Abdel Salam, portavoce di Ansarullah yemenita, ha condannato fermamente gli attacchi aerei statunitense-britannici sullo Yemen e li ha descritti come un’aggressione inaccettabile.

L’aggressione americano-britannica è parte dei vani sforzi di Washington e Londra per impedire il sostegno dello Yemen alla resistenza palestinese”, ha detto, sottolineando che il governo di Sanaa si è riservato il diritto di rispondere all’aggressione americano-britannica.

Fonte: Al Manar

Nel frattempo, molte navi commerciali che navigano nel Mar Rosso, per evitare gli attacchi dagli Houthi, stanno utuizzando a messaggi preventivi di dissociazione da Israele.
Numerose navi hanno fatto ricorso ai messaggi AIS indicando la loro non affiliazione con Israele. L’AIS, o Automatic Identification System, è un sistema utilizzato nella navigazione marittima per identificare e tracciare la posizione delle navi.

Spire Global ha dimostrato che le navi utilizzano messaggi di destinazione AIS protettivi come “allchinesecrew” o “norelationtoisrael”, una pratica che è aumentata in modo significativo dopo la metà di gennaio.
In questo modo si evitano gli attacchi degli Houthi.
(Al Jazeera )

Traduzione: Luciano Lago

Traduzione: Luciano Lago

11 commenti su “Sanaa: Il tempo del cosiddetto protettorato americano nel Mar Rosso è finito

  1. Mi chiedo come l’Italia governata (per c/terzi) dalla filo-sionista merdoni e dal buffone salvini con la kippah in testa, grottesco goyim che mostra devozione al padrone ebreo, possa fruire dell’agevolazione AIS, benevolmente concessa dal legittimo governo yemenita di Sana’a …

    Cari saluti

    1. Va bene la propaganda e l’uso di volgarità per definire persone.d’altronde uno la classe non se la può dare.come ricordava Totó .
      Ma definire legittimo e yemenita il regime houthi,non è neppure sbagliato.
      È ridicolo.

      1. Quindi lei ci scusi, ripieno di classe, se ne e: a conoscenza ci definisca il legittimo governo yemenita, e soprattutto perché lo darebbe. O deve chiederlo ai suoi amici ebreosionisti o anglonazisti?

        1. Caro amico non incazzarti, preché probabilmente si tratta di un caso di idee … poche, da mainstream e vulgata imperialista, ma ben confuse.

          Cari saluti

  2. quanto può essere potente un motore di carro armato ??? TANTO !!!
    quanto può essere grande e pesante ??? TANTO !!!
    eppure basta qualche cucchiaio di zucchero versato nel tappo dell’olio per renderlo inutilizzabile,,,,,

    1. Abbiamo ben compreso la metafora e direi che ci sta, ma ricordiamoci che grazie all’Iran (con la Russia sullo sfondo?) gli Ansar Allah hanno armamenti missilistici balistici e droni in buone quantità e molto efficaci … L’arabia saudita parassita petrolifero con ingenti risorse e sistemi d’arma a volontà, ne sa qualcosa, infatti ha “mollato”.

      Cari saluti

  3. È tempo che il mondo libero prenda esempio dagl’ Houti. Gl’ americani e gl’ ebrei, assieme a noi ridicoli schiavi EU, SONO IL MALE NEL MONDO e come tale vanno combattuti ed estirpati. Devono essere rifiutati ed isolati quali schifezze umane che sono. Fine del rispetto portato per una tragedia successa 80 anni fa’. Non hanno deportato e gasato solo loro. Ma loro sono passati per le sole vittime dell’ olocausto. Oltretutto di quei sopravvissuti, non più uno ey ancora in vita, tanto è il tempo passato. Questa narrativa sionista mi dà il voltastomaco, anche perche ad oggi viene usata come scusa ed alibi solo per compiere crimini contro l’ umanità anche peggiori degli stessi campi. Resistenza! Liberta’!

  4. Nello Yemen proseguono gli arruolamenti nell’esercito, arrivato ad oltre mezzo milione di uomini, pronti a combattere nella Palestina occupata, mentre il premier di Sanaa in queste ore è in visita a Mosca, offrendosi come alternativa politica per quanto riguarda la penisola arabica al blocco eurasiatico rispetto all’instabile regime saudita, la cui economia risente della riduzione delle entrate dal settore petrolifero e dalla ormai completamente fallita diversificazione dell’economia.
    Lo Yemen con i suoi 36 milioni di abitanti e la sua popolazione al 65-70% sciita di rito zaydita si presenta come un omologo dell’Irak, un paese arabo di antica civiltà a maggioranza sciita, stretto alleato dell’Iran e nemico mortale della ributtante, repellente e ripugnante entità sionista.

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