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Salvini rischia il blocco del suo “Decreto Sicurezza”

di  Luciano Lago

I ministro degli Interni Matteo Salvini, ispiratore del “Decreto Sicurezza”, il documento che si appresta a varare il Governo Conte per dare una stretta su Immigrazione ed accoglienza, non aveva forse calcolato la possibilità  di una possibile  indisponibilità del Presidente Mattarella a firmare il provvedimento.  Secondo i “rumors” del Palazzo del Quirinale,  questo decreto, per le sue norme contenute sarebbe a rischio, ovvero potrebbe essere respinto dal presidente per eventuali motivi di “incostituzionalità”.

In altre parole il Capo dello Stato sarebbe pronto a bocciare il provvedimento se il Ministro dell’Interno non provvederà a cancellerare le norme ritenute “anticostituzionali”.

Il blocco del provvedimento è una possibilità reale che deriva dalla scarsa disponibilità della massima carica dello Stato, ovvero il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nell’apporre la sua firma ad un provvedimento che risulta distante dai suoi principi irrinunciabili più volte espressi a favore della accoglienza dei migranti e della assoluta subordinazione alle prescrizioni dell’Unione Europea.

Ci sono vai punti che “non garbano” al presidente e fra questi,   in particolare la “stretta” che viene data nel decreto ai permessi di soggiorno per i migranti economici e la revoca della protezione umanitaria ai migranti che non hanno i requisiti per la richiesta di asilo. Vedi: Cosa ci sarà nel decreto su sicurezza ed immigrazione.

Si profila così una possibile crisi istituzionale che potrebbe anche sfociare in uno scontro istituzionale aperto, qualora il Governo Conte/Salvini non dovesse accettare i rilievi del Quirinale e volesse riproporlo così come si presenta il testo.

La diversità di vedute fra il ministro Salvini ed il Quirinale non sono una novità ma ora lo scontro potrebbe farsi ancor più duro su questioni di principio. Secondo il commentatore Ugo Magri, quirinalista del quotidiano La Stampa, il Viminale avrebbe infatti tutte le intenzioni di bloccare il provvedimento di Salvini, specie se quest’ultimo non dovesse essere conforme ai “rilievi” avanzati dal Capo dello Stato.
Tali rilievi, secondo Magri, sono in questi giorni al vaglio dei tecnici ministeriali, e ovviamente con il suo “pressing” neanche troppo discreto Mattarella si augura che Salvini li prenda in considerazione e si convinca a cancellare le norme che il Quirinale considera  anticostituzionali ma che, oltre a questo, secondo altri commentatori,  risulterebbero in contrasto con i totem mondialisti della UE a cui il Presidente Mattarella si inchina prima ancora che non ai dettati costituzionali.

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Si profilano due possibili scenari.

Il primo: il Ministro dell’Interno si adegua tacendo alle direttive del Quirinale, si adopera per  le modifiche richieste (le cosiddette “piccole limature” come le hanno definite eufemisticamente le fonti della Presidenza della Repubblica) e a quel punto il Capo dello Stato potrà procedere ad apporre la sua firma al Decreto Sicurezza.

Il secondo, molto più problematico, prevede che Salvini si impunti e si rifiuti  categoricamente di cambiare anche solo la minima virgola del provvedimento, come anche  di accogliere anche una sola delle riserve del Quirinale, e di conseguenza il Capo dello Stato, a sua volta, si ostinerebbe a rifiutare di apporre la propria firma al Decreto Sicurezza.

Quest’ultimo eventuale scenario  presuppone un drastico scontro istituzionale, cosa che potrebbe prefigurare uno scontro aperto tra i due colli di Roma, il Viminale e il Quirinale,  scontro che farebbe salire la tensione al massimo con esiti imprevedibili.  Secondoquanto scrive l’editorialista Magri, l’ipotesi che Mattarella finisca per bocciare il provvedimento, aprendo un contenzioso diretto con Salvini, non è affatto peregrina bensì piuttosto fondata. Con tutte le conseguenze imprevedibili del caso.

Altri commentatori, a cui noi stessi ci associamo, ritengono che lo scontro tra l’ala Istituzionale legalitaria e filo europea, sarebbe prima o poi inevitabile, anche per il comportamento non lineare del Governo che non ha preso di petto quei trattati europei e quei regolamenti che prescrivono la condotta dei governo su questo e su altri temi. La mancanza di un rifiuto netto con richiesta di modifica sostanziale dei trattati come condizione previa, gioca a favore dei legalisti che potrebbero decidere di deferire il Governo alla Corte di Giustizia europea per violazione delle norme.

Si attende quindi l’esito della questione per avere il segnale sul prossimo futuro politico della compagine di governo.

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  1. Renato 4 settimane fa

    Fino a quando avremo presidenti comunisti, sarà sempre così.

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  2. Gian Matteo 4 settimane fa

    Il presidente non può respingere piu di una e una sola volta una legge del Parlamento
    Se Salvini la ripresenta tale e quale non potrà far altro che ratificare
    Sara poi la consulta se sarà necessario a esprimersi

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  3. nicholas 4 settimane fa

    Se il presidente Mattarella non firma, il popolo sarà sempre più incazzato verso lui e l?europa.Facendo, così crescere
    i partiti populisti, in primis la Lega in Italia.
    Comunque, vedremo cosa accadrà…..

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    1. atlas 4 settimane fa

      accadrà che Salvini e la Meloni formano un movimento unico (lo spero) estromettendo i suinocrati BerLuxCohen e Martina da tutto: il primo (che è l’ultimo degli esseri viventi non umani) ha dichiarato che ‘certe posizioni di Salvini sono per noi inaccettabili’; il secondo sabota con il mattarello/napolitano facendomi ricordare una produzione cinematografica del Maestro Mario Monicelli ‘vogliamo i colonnelli’. Grande scherzo e ilarità con ridimensionamento comico a quello che fu il tentato colpo di stato ‘Borghese’. Però quella scena del Colonnello ‘Branzino’ che sbarca a Castelporziano con i suoi ‘maiali’ arrestando il presidente dicendo testualmente : ‘la informo che lei deve considerarsi destituito. I cannoni della mia corvetta con alzo zero sono puntati su questo obiettivo’ ce l’ho sempre in mente

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      1. atlas 4 settimane fa

        ah, sempre nel video di Monicelli, al presidente poco dopo viene un infarto e muore. Speriamo bene.

        Mai disperare della Provvidenza di Dio Onnipotente.

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  4. redfifer 4 settimane fa

    Fossi in Salvini per convincere lo speudo presidente a ritrattare, ricorderei lui che attualmente è l’unico “abusivo” rimasto dei tanti abusivi dei scorsi governi e, se non vuole essere scalzato anzitempo, ha solo che da continuare a parlare e l’ultima parola a lui concessa sarà, ciao.

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  5. amadeus 4 settimane fa

    Quel decreto deve passare perché tutela gli interessi dell’Italia e degli Italiani prima ancora di quelli europei e quindi non mettere il carro davanti ai buoi, e poi non é la prima volta che il presidente della repubblica si metta di traverso tra gli interessi dell’Italia e quelli dettati da potenze straniere, in questo caso vanno presi i provvedimenti del caso, perché così l’Italia farà la fine della Grecia e noi questo non lo vogliamo !!!

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