Salvare il nucleo Spirituale della Civiltà Europea dalla Barbarie del Globalismo Occidentalista

di Luciano Lago


Il degrado progressivo delle libertà e dei diritti sociali a cui stiamo assistendo è parte di un processo iniziato da molto tempo ma che in questo periodo sta subendo un brusca accelerazione.
Il fatto è che la maggior parte della gente, ingannata e manipolata dai falsi media, ancora non si rende conto di quello che abbiamo di fronte in prospettiva, possiamo però prevedere quanto ci aspetta nel prossimo futuro.
Dopo quella che possiamo definire la “lunga notte” neoliberale, caratterizzata dalla preminenza della finanza predatrice e dalla “logica del mercato”, stiamo scivolando nella fase di avvento di regime scientista, tecno finanziario, che sarà l’anteprima di un governo globale, dove l’elemento preminente sarà il controllo sociale di tutti i cittadini, lo sradicamento del sistema statale, sostituito da organismi transnazionali onnipossenti, così come, nella vita di tutti i giorni, sarà vigente e obbligatorio il lasciapassare sanitario per potersi muovere e frequentare qualsiasi ambiente sociale. Controllo degli spostamenti, abolizione del contante, utilizzo di mezzi di schedatura, identità digitale, ecc.. Un sistema distopico che inciderà sulla vita e sui comportamenti abituali di tutti i cittadini, costretti ad adeguarsi sotto le pressioni delle autorità.


Tale cambiamento di sistema viene reso possibile grazie all’operazione economico-finanziaria (e criminale) denominata Covid-19. Questa la vera finalità della presunta emergenza sanitaria dichiarata da un ceto politico irresponsabile che opera al servizio di interessi esterni.
La deriva verso un tipo di società tecnologica, scientista, basata sull’informatica, con il telelavoro, l’intelligenza artificiale, il controllo di massa, oltre agli altri aspetti, tenderà a cancellare ed a far scomparire del tutto le tracce della civiltà umanistica che una volta caratterizzava le società europee, quelle del sud Europa in particolare.
La cultura classica e umanistica è vista dall’elite dominante come un nemico insidioso, ricorda l’identità e la storia e deve essere quindi eliminata dalla formazione dei giovani per dare spazio alle scienze, intese nella forma dogmatica, ed alla tecnologia più evoluta. Esattamente le competenze che richiede il sistema capitalista globale.
Questo processo si accompagna alla nuova morale individuale dominata dalla visione materialistica, consumistica e globalista imposta surrettiziamente dal sistema.
Ampio spazio alla formazione LGBT ed al gender nell’educazione delle nuove generazioni, sradicamento della famiglia tradizionale e affermazione di nuove forme di sessualità, con accettazione di eugenetica e sperimentazioni biologiche innovative. In una parola omologazione delle persone al nuovo ordine ed alla nuova morale.

Le cattedrali in Europa, testimonianza della storia e della identità d’Europa


Sarà qualche cosa si simile all’avvento dei barbari che determinò la fine della civiltà romana. In effetti, tutto questo sta già accadendo: le rivolte di BLM, Antifa, processioni LGBT sono ondate che spazzano via la civiltà e la cultura tradizionali e non sono peggiori delle orde degli “Unni”.
Tutto questo processo era stato definito la “civiltà del Diluvio“, quello che è diventato l’Occidente moderno e che distrugge tutta la cultura europea e l’uomo stesso trasformandolo in un “qualcosa” transumanista, che è necessario per contrastare la “civiltà dell’Arca“, quella tradizionale che, in qualche angolo remoto, conserverà la tradizione cristiana europea ed il nucleo spirituale di questa. E non solo quella europea, ma in generale tutte le culture tradizionali che hanno conservato il concetto del sacro, dell’eterno, del trascendente, del profondo senso dell’esistenza umana.


Forse noi europei dovremo guardare verso Est, per una possibilità di riscatto che potrà venire da quei popoli che non intendono rinunciare alla loro identità ed alle loro tradizioni.
Potrebbe essere la Russia attuale dove, nonostante le sue contraddizioni, oggi si levano voci interessanti, come quella del filosofo Alexander Dugin che ci ricorda il comune destino Euroasiatico, quale unica forma di opporsi alla decadente pseudo civiltà di stampo americanoide, imposta dagli anglosassoni dal 1945 in Europa.
Non è un caso che la Russia di Putin abbia opposto all’ ideologia globalista una sua propria prospettiva o concezione del mondo incompatibile con quella occidentale, riferendosi alla identificazione di questa sua visione con la tradizione spirituale e culturale della Grande Madre Russia, con la sua connotazione identitaria, il suo rifiuto del progetto mondialista e delle sue implicazioni con la negazione dei valori tradizionali, la famiglia, la spiritualità, i valori etici, la tradizione cristiana e ortodossa della Chiesa russa.


Tutti valori che in Occidente e in particolare nell’Unione Europea si vogliono sostituire con il relativismo morale, con la legalizzazione dei matrimoni gay, con la liberalizzazione totale dell’aborto, con l’eutanasia libera (applicata anche ai bambini come in Belgio) con il feticcio della società aperta e multiculturale.
Il discorso di Putin a Valdai era stato significativo: “…. Una neo-barbarie morale bussa alle porte e vuol distruggere le Patrie mediante la depravazione morale, soprattutto la parificazione della famiglia tradizionale e naturale con le coppie omosessuali, la perdita di fede in Dio e la credenza in satana. Occorre difendere i valori naturali e tradizionali. […]. Ogni Stato deve avere forze militari, tecnologiche ed economiche, ma quel che conta soprattutto è la forza morale, intellettuale e spirituale dei suoi cittadini”.

Processione a Mosca

Forse questa potrebbe essere la missione di una Russia futura: risvegliare la vecchia Europa, ripulirla e salvarla dalla decadenza e dal degrado globalista e materialista. Le opere di autori russi come Gogol e Dostoevskij prefiguravano un destino europeo della Russia, denotando lo stesso pathos. In particolare Dostoevskij, parlando delle “pietre d’Europa a noi care”, già allora voleva significare : è tempo di salvare l’Europa dalla sua volgare “democrazia” e barbara “rivoluzione”, cioè la totale distruzione della spiritualità e della cultura.

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