"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Russia: non possiamo lasciare senza risposta le minacce dell’Occidente alle nostre frontiere

La Russia ha rinforzato la sua presenza militare alle sue frontiere occidentali, tuttavia non è questa l’unica mossa. Secondo quanto riferito da Boris Rozhin, un esperto del Centro di Ricerca Geopolitica di Mosca, ci sono misure adeguate che sono state prese dalla Russia come risposta logica all’avanzata delle truppe degli USA e della NATO ai confini della Russia e nell’Europa dell’Est.

“Stiamo parlando dei paesi baltici, della Polonia, della Romania, della Bulgaria e della Repubblica Ceca. In questi paesi si stanno stabilendo truppe e basi militari, dove si installano sistemi antimissile e centri di guerra informativa e di guerra elettronica e si osserva una intensificazione della tensione militare” spiega Rozhin.

L’esperto segnala che di fronte a questa situazione, la Russia non può lasciare senza risposta le minacce dell’Occidente alle sue frontiere e per quello “reagisce, fra le altre cose, aumentando i suoi sforzi militari alle frontiere occidentali”. Questo viene fatto per aumentare la propria capacità di difesa.

Nei piani della Russia, spiega, non figura l’idea di voler rappresentare una minaccia per l’Europa. “La stessa minaccia che loro utilizzano come pretesto per giustificare l’attività militare degli Stati Uniti e della NATO”.
Tutto questo serve alla strategia nordamericana di contenere la Russia, che si vede a sua volta, in un modo o nell’altro, obbligata a reagire di fronte a tutto questo spiegamento”, spiega Rozhin a Sputnik.

Le Forze Armate della Russia schierate lungo il fianco occidentale sono più numerose dal principio del 2017, segnala il capo delle operazioni dello Stato Maggiore di Russia, Andréi Kartapolov, e sottolinea anche che i russi continueranno a modernizzare le proprie unità di combattimento. Dal gennaio sono oltre 1.000 veicoli corazzati ed altri macchinari bellici che custodiscono le frontiere occidentali della Russia.

A seguito delle massicce manovre delle truppe della NATO con grande spiegamento di mezzi corazzati e sistemi missilistici ai confini della Russia, nei paesi baltici e sulla Polonia, alla fine l’Orso russo si è svegliato e, per rappresaglia, ha prima installato e poi puntato i suoi sistemi missilistici nucleari, Iskander e Topom M ed S400 verso la Germania. Erano stati previamente installati a Kaliningrad, l’enclave russo situato tra Polonia e Lituania, e possono raggiungere anche Stoccolma e Copenaghen. Questo faceva parte di una prima risposta della Russia al potenziamento della NATO ai suoi confini.

Secondo le analisi degli esperti militari, con queste predisposizioni di sistemi missilistici fatte dai russi su Kalingrad, gli schieramenti della Nato presenti in Polonia non potrebbero mai riuscire a contrastare e a difendersi contro la potenza che è la Russia.
Risulta quindi che i russi sono riusciti a trovare il punto debole della Nato, che sta “nell’incapacità di integrare l’indivisibilità della sicurezza con la deterrenza nucleare”.
Come osservano vari analisti militari, sembra evidente che reparti della Nato schierati in Polonia, per quanto con la presenza di truppe USA, non sarebbero mai in grado di bilanciare la minaccia militare russa.

Il presidente russo, Vladímir Putin, ha segnalato che la percentuale di unità delle Forze Armate che si sono modernizzate in alcuni punti arriva a circa il 60%. Attualmente il Governo si trova impegnato a tracciare il percorso che dovrà seguire l’evoluzione del suo esercito fino al 2027.

Missili Iskander M

La Marina russa si arma con nuovi missili

La Russia per prima al mondo ha testato con successo il missile ipersonico navale 3M22 “Tsirkon”, che nel breve periodo sarà a disposizione degli armamenti delle forze navali russe.
L’effetto più importante di questa situazione: la presenza di tali missili rende senza senso l’esistenza dei sistemi di protezione delle navi, come postazioni d’artiglieria, sistemi di difesa aerea e missilistica, riducendo notevolmente l’efficienza dei gruppi d’attacco guidati dalle portaerei, che rappresentano ancora oggi l’unità di combattimento principale e sono il segno distintivo della potenza della Marina degli Stati Uniti nel mondo.

Secondo lo stesso” Washington Times”, che riporta l’opinione di esperti militari, il nuovo armamento russo è un salto di qualità nella creazione di un’arma asimmetrica, in grado di difendersi da un attacco nucleare. In questo contesto, secondo il giornale, il sistema di difesa missilistica degli Stati Uniti potrebbe diventare obsoleto.
In prospettiva la Russia prevede di sostituire i missili a medio raggio “Kalibr” e “Onyx” con il nuovo missile ipersonico 3M22 “Tsirkon”. Con l’arrivo di questa arma nell’arsenale delle forze navali russe, la situazione e gli equilibri di forza nei mari cambieranno radicalmente.

L’esistenza dei tradizionali sistemi d’artiglieria marini e dei sistemi di difesa aerea navale, generalmente perderà di qualsiasi efficacia, dal momento che la nuova velocità missile è tale che, come dicono gli esperti, è al di fuori delle capacità operative.
L’effetto più rilevante per i potenziali avversari è che il sistema “Tsirkon” sarà a disposizione, secondo le previsioni, non solo in grandi navi come incrociatori e portaerei, ma anche in unità navali più piccole. Questo significa che la presenza di “Tsirkon” tra le armi della Marina russa ridurrà drasticamente l’efficacia dei gruppi navali americani guidati dalle portaerei.

Washington aveva forse sottovalutato le capacità di risposta della Russia alle provocazioni messe in atto dallo schieramento militare della NATO e non è la prima volta nella Storia che le capacita del grande paese slavo vengano sottovalutate dai suoi potenziali nemici.

Fonte: Sputnik Mundo

 

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  1. Stefano radi 2 settimane fa

    Ci auguriamo che queste informazioni siano colte anche dagli ambienti guerrafondai di stanza in usa e israele, perche’ deterrenti innanzi alla attuazione di un conflitto. Tuttavia, la situazione generale da tre anni appare in continua evoluzione verso una guerra le cui dmensioni e intensita’ saranno da osservare. Certo che, se cio’ avvenisse, la reazione di molte cittadinanze europee non condurrebbe, conclusa la fase bellica, qualsiasi ne fosse l’esito, a condizioni favorevoli all’attuale sviluppo del liberismo economico e della degenerazione etica della nostra societa’.

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