Russia: le forze armate statunitensi provocano tensioni nell’Artico


La Russia afferma che le sue attività nell’Artico non rappresentano una minaccia per nessun paese e che l’esercito degli Stati Uniti sta intensificando le tensioni nella regione ricca di risorse conducendo provocazioni.

La portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova ha fatto le osservazioni in una conferenza stampa venerdì, in risposta ai recenti rapporti statunitensi sulla “potenza militare senza precedenti della Russia nell’Artico”.

“La Russia non fa nulla nell’Artico che possa contraddire il diritto internazionale o costituire una minaccia per altri paesi. Se parliamo di possibili fonti delle crescenti tensioni regionali, sarebbe logico dire che questa è l’attività militare degli Stati Uniti e i loro alleati nell’Artico, il che è accompagnato da una retorica bellicosa “, ha detto Zakharova.

“La NATO e i suoi stati membri, comprese le nazioni non artiche, mettono in scena provocazioni nella regione artica, e ciò accade su base sempre più regolare”, ha aggiunto.

Il portavoce del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti John F. Kirby ha detto lunedì che il Pentagono sta monitorando da vicino le attività russe nella piattaforma artica, indicando che gli Stati Uniti erano ansiosi di aumentare la presenza USA nella regione.

Kirby ha detto che gli Stati Uniti hanno capito che la regione artica stava diventando “vulnerabile a una concorrenza allargata”. Il segretario stampa del Pentagono ha sottolineato che l’esercito americano avrebbe protetto i suoi “interessi nazionali” nell’Artico.
Gli Stati Uniti, il Canada, la Danimarca e la Norvegia sono stati tutti in competizione con la Russia per affermare la giurisdizione su parti dell’Artico, poiché lo scioglimento del ghiaccio artico apre nuove opportunità per attingere risorse e nuove rotte marittime.

Artico Soldati russi

Il Pentagono aveva precedentemente affermato che “i concorrenti strategici possono intraprendere attività maligne (sic) o coercitive nell’Artico al fine di portare avanti i loro obiettivi per queste regioni” e ha sottolineato che il Dipartimento della Difesa “deve essere preparato” e intraprendere “azioni appropriate” nell’Artico .

La Russia ha investito pesantemente nell’esplorazione e nello sviluppo dell’Artico negli ultimi anni, poiché lo scioglimento dei ghiacci apre rotte di navigazione e rivela incredibili ricchezze.

L’attuale corsa per aumentare la presenza nella regione arriva quando il Polo Nord è afflitto da un’ondata di caldo senza precedenti che minaccia un innalzamento globale del livello del mare.


Nota: La Russia dispone della parte più estesa dell’Artico con il 40% circa dell’area che si trova nella zona delle acque territoriali della costa russa e di conseguenza ha predisposto le difese di questa zona prospicente al proprio territorio per evitare intromissioni di altre potenze.

Fonte: Press Tv

Traduzione e nota: Luciano Lago

4 Commenti
  • Arditi, a difesa del confine
    Inserito alle 06:35h, 10 Aprile Rispondi

    la verità è appunto scritta nell’articolo, lo scioglimento dei ghiacci sta portando alla nascita di una nuova rotta commerciale marittima che bypasserebbe il canale di Suez per molti paesi e quindi è normale che tutti inizino a buttare l’occhio in quella zona

  • eusebio
    Inserito alle 08:57h, 10 Aprile Rispondi

    La Russia deve difendere le enormi risorse dell’Artico dalle molestie del defunto impero anglosionista, difficile che gli USA che praticamente non hanno navi rompighiaccio possano molestare i russi nella zona, volevano aprire una grande base aeronavale nel porto di Nome sullo stretto di Bering per molestare le centinaia di navi portacontainer che lo attraversano sulla rotta artica tutte le estati ma non hanno i soldi, non possono mandare le loro gigantesche ed antiquate portaerei a propulsione nucleare nell’Artico perchè costosissime e senza manutenzione, insomma sono in braghe di tela e l’unico posto dove possono molestare la Russia è l’Ucraina, dove mirano alla Crimea, su cui il governo ucraino ha affermato che dopo averla recuperata non deporteranno la popolazione russa, forse si limiteranno a massacrarla, come ha ipotizzato Putin sul Donbass dove ha affermato che vi potrebbe avvenire una Srebrenica ortodossa, forse per giustificare un intervento russo e la punizione dei governanti ucraini
    Gli ucraini si illudono di poter affrontare l’esercito del Donbass senza quasi aviazione con i droni, in uno scenario tipo Karabakh, ma lì c’era un premier armeno piazzato dalla NATO a fare da quinta colonna, mentre Il governo russo non può permettersi di far massacrare oltre tre milioni di russi di cui 600000 con la cittadinanza,
    Tra l’altro l’Ucraina sta ammassando truppe al confine con la Crimea mentre unità navali NATO sono già o stanno entrando nel Mar Nero, forse in appoggio ad un attacco ucraino, insomma la possibilità di un doppio attacco ukro-NATO contro i russi in Crimea e nel Donbass è forse imminente, l’Ucraina è uno stato fallito e se il North Stream 2 fosse completato non avrebbe più ne gas ne royalties, per cui l’attacco è certo.
    Fortuna che la Cina sta aiutando la Russia sul piano economico e preparando l’occupazione di Taiwan che sarebbe mortale per l’impero anglosionista, nell’isola si fabbricano oltre il 90% dei microchips di ultima generazione, e grazie alla scemenza strategica dei democrats americani che negli anni novanta hanno distrutto l’industria dell’Europa ad alta tecnologia per indebolirla e prepararne l’afroislamizzazione adesso quel boccone tecnologico se lo pappa la Cina.

    • Arditi, a difesa del confine
      Inserito alle 10:58h, 10 Aprile Rispondi

      fortuna che la Cina sta preparando l’invasione di Taiwan

      già che fortuna, uno stato invade un altro, tutto regolare se lo fa la cina comunista… Taiwan è una nazione, in caso di attacco è giusto che si difenda e venga difesa, se la cina la attacca e la conquista non fa altro che mettersi sullo stesso piano degli “imperialisti americani”
      oggi Taiwan, domani il Mar cinese meridionale, e poi ?

      • Giorgio
        Inserito alle 19:18h, 10 Aprile Rispondi

        Bisogna decidersi …… preferiamo Taiwan parte della Cina continentale (anche se non ci andasse a genio il regime di Pechino) o preferiamo Taiwan avamposto degli anglo sionisti ?
        Io scelgo il male minore …….
        Non per questioni ideologiche o simpatie comuniste, è una scelta pragmatica su come schierarsi davanti al nemico principale dei popoli e dell’umanità, che in questo momento storico non è la Cina ….
        Stesso discorso per l’Iran e altri che non sono il mio modello ideale di società ….. ho più assonanze con Siria e Venezuela, ma nel rispetto delle differenze sostengo quel paese (Iran e altri) di fronte al comune nemico ….. la liberal democrazia globalista occidentale …..
        Sto sbagliando qualcosa ?

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