Russia e Cina si preparano a rispondere ai preparativi bellici degli USA e della NATO, dal Medio Oriente al Mar della Cina

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di Luciano Lago

Quello che si muove sulla scena internazionale in questo periodo, dopo l’entrata in carica della nuova Amministrazione USA dei Biden/Harris, non promette niente di buono e tantomeno si intravede un contesto di minori tensioni ma, al contrario, si avvertono sempre maggiori frastuoni di prossime guerre.
Risulta significativo quanto ha dichiarato pochi giorni fa la Karen Pierce, ambasciatrice britannica negli Stati Uniti, la quale, durante un’intervista a Bloomberg, ha affermato che Cina e Russia non devono risultare vincitrici del mondo post-COVID . La Pierce, nella sua intervista, ha esortato gli Stati Uniti e il Regno Unito a lavorare a stretto contatto per contrastare la sfida strategica di Cina e Russia, aggiungendo: “Non dobbiamo permettere di svegliarci un giorno e scoprire che ci sono standard cinesi su cose come l’intelligenza artificiale e il cyber”, perché le nuove tecnologie devono andare a vantaggio dei “mercati aperti”. Vedi: https://www.bloomberg.com/news/articles/2020-12-31/china-and-russia-must-not-be-post-covid-winners-u-k-envoy-says

Questa è forse una delle dichiarazioni più di carattere imperialista e di vedute ristrette fatte ultimamente dai politici britannici e lasciano comprendere quale sia la vera ossessione degli anglosassoni: quella di vedere superata la loro supremazia nel mondo da altri paesi non conformi al loro standard.

Bombardiere russo TU-22 M Cigno Bianco

Lampi di guerra

In questi giorni si sta attuando un trasferimento di massa di carichi militari indefiniti dalla Russia alla Siria. Fonti militari informano che, il 29 gennaio, un An-124 russo delle forze aerospaziali russe ha caricato materiali militari nella base di Kubinka (regione di Mosca ) ed è volato a Mozdok. Successivamente nella notte del 30 gennaio, assieme ad un Il-76, si è diretto in Siria e nello stesso tempo, un altro IL-76 è volato in Siria partendo da Krymsk. Nel corso dell’ultimo mese la situazione operativa in Siria si è deteriorata notevolmente. Nell’est del paese si riscontra un aumento della forza del contingente militare USA che di fatto ha occupato una parte di questo territorio siriano nella zona dove sono situati i pozzi di petrolio.
Nello stesso tempo, i miliziani jihadisti dell’ISIS nel deserto siriano e quelli situati nella zona di IDLIB, sono divenuti più attivi e risulta che gruppi di miliziani pro turchi stanno cercando di impadronirsi di territori nel nord della Siria; dicono gli analisti che qualcosa di grosso si sta preparando.

Forze speciali russe in Siria

In risposta a questo incremento di forze USA e turche, Mosca ha fortificato la sua presenza nel nord e nel nord est del paese arabo, dispiegando forze speciali russe (chiamate eufemisticamente polizia militare) ed inoltre la forza aerea russa sta infliggendo bombardamenti massicci e continui sulle posizioni del miliziani sia nel deserto che sul loro bastione di Idlib..Di recente nella base aerea russa sono apparsi nuovi aerei Mig 29 trasferiti alla forza aerea siriana. Inoltre nella base aerea di Kheimin, i russi hanno ampliato la pista tanto da permettere l’atterraggio dei bombardieri TU-160 M, denominati “cigni bianchi”, così come anche per facilitare i droni di attacco pesanti di tipo S-70 Ojotnik, soprannominato “il cacciatore”, equipaggiato con bomnbe da 500 Kg..

L’altro percorso verso la guerra si trova in Cina dove la Repubblica Popolare della Cina sta intensificando i preparativi per prendere il controllo dell’Isola di Taiwan, a seguito dell’intenzione delle autorità dell’isola di dichiarare unilateralmente l’indipendenza dell’Isola dalla Cina continentale. Se questa prenderà la decisione di separarsi dalla Cina, allora ci sarà una risposta seria e decisa da parte di Pechino. Ne sono un preavviso le operazioni di imponenti forze aeronavali cinesi fatte vicino l’isola, nello spazio aereo e marittimo come avvertimento. “l’indipendenza di Taiwan significa la Guerra”, è stata la risposta del Dipartimento di difesa della Repubblica Popolare della Cina alle affermazioni fatte da Taiwan ed appoggiate dal nuovo segretario di Stato di Washington, Antony Blinken.
Occorre segnalare che da circa una settimana il Pentagono ha inviato un gruppo di attacco navale inclusa la portaerei Roosevelt diretto verso le coste il Mar della Cina Meridionale, rivendicato dalla Cina. Pechino, per tutta risposta, ha inviato una flotta di 25 bombardieri strategici armati di missili e caccia intercettatori simulando di voler distruggere la flotta statunitense, in un attacco simulato.
Questa mossa della Cina ha causato una reazione rabbiosa a Washington con un comunicato del comando Indopacifico della forza USA in cui si afferma che questo gruppo di aerei cinesi, che simulavano un attacco alle navi USA, non hanno rappresentato un pericolo per le navi e gli aerei statunitensi ma un tentativo di intimidazione verso la nuova Amministrazione di Washington.

Tuttavia questo comunicato sembrerebbe plausibile se si fosse trattato della presenza di forze aeronavali cinesi di fronte alle coste degli USA, molto meno nel contesto del mar Cinese Meridionale che si trova a migliaia di miglia dalle coste USA.

Sul versante russo, occorre segnalare che il 12 gennaio di quest’anno, il drone di attacco russo S-70 Ojotnik, ha utilizzato le sue armi per la prima volta durante le prove di volo. L’obiettivo, situato nel sito di prova di Ashuluk nella regione di Astrakan è stato centrato da una bomba convenzionale da 500 kg. Queste munizioni sono utilizzate dagli aerei strategici dalla Russa tanto nelle esercitazioni come nelle condizioni di combattimento, quali ad esempio le operazioni contro i gruppi terroristi in Siria. A differenza degli aerei convenzionali dell’aviazione guidata, questo Drone “Cacciatore” è stato addestrato ad utilizzare queste bombe quasi ciecamente con sistema di avvistamento e guida delle munizioni Gefest, che in precedenza venivano utilizzate con i bombardieri Su-34 di prima linea e con il TU-22 di larga portata. Di fatto questo drone non è solo un deposito volante di bombe e missili ma anche un sistema di esplorazione e, sotto la fusoliera dell’aereo ci sono sensori nascosti che leggono le radiazioni nell’area del probabile uso in combattimento e trasmettono questi dati attraverso canali cifrati. Se ci sono deviazioni nei parametri e se l’ordine di attacco rimane vigente, la macchina compie un giro ad U ed entra sull’obiettivo.

Drone Russo Su-70 Ojotnik

Se la situazione cambia i sistemi di bordo entrano in gioco.
Per lo meno tre dozzine di complessi speciali, a bordo del Sujoi S-70 Ojotnik, sono destinati a realizzare vari compiti, tutti con l’obiettivo di garantire la sicurezza e neutralizzare qualsiasi minaccia. Con la loro dotazione, oltre alla guerra elettronica e i sistemi di soppressione elettronica presenti a bordo del S-70 Ojotnik, è incluso un complesso di difesa a bordo che è dotato di reti neuronali, con un algoritmo che gli permette di leggere il migliore scenario per le operazioni di combattimento in qualsiasi circostanza. Attualmente si ritiene che il Sujoi-70 Ojotnik già è in fase di operazioni segrete in Siria, con bombe da 500 kg..
L’aggravamento della situazione in Siria porterà ad un maggiore utilizzo da parte della Russia di queste armi sofisticate che avranno un effetto dirompente sulle truppe nemiche.

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