Russia e Cina ostacolano gli Stati Uniti nel loro piano di rimodellare l’ordine mondiale


di Luciano Lago

Il pre-conflitto in corso fra gli Stati Uniti e l’Iran deve essere interpretato nel contesto di un conflitto globale che oppone gli Stati Uniti allo sviluppo del blocco di potenze costituito da Russia e Cina che si oppone all’Ordine Globale diretto da Washington.
L’Iran e il Golfo Persico, per la loro collocazione strategica, quale via di transito dalle fonti energetiche del Medio Oriente verso l’Asia, sono essenziali in particolare per il consolidamento della potenza cinese, affamata di energia per alimentare la sua macchina industriale. Controllare il Golfo Persico sgnifica controllare il flusso del petrolio verso l’Asia. Questo senza considerare l’importanza dell’Iran nell’ambito del progetto della Via della Seta (Belton Road ) di Pechino che a tutti costi deve essere ostacolata ed interrotta dagli USA, per evitare l’espansione della Cina come superpotenza inter continentale.
La Cina e la Russia come blocco antagonista sono l’incubo di Washington che vede l’impossibilità di afrontare direttamente queste due superpotenze, oggi in grado di sostenere uno scontro militare ed economico con gli USA, di competere nella attrazione globale dei nuovi paesi emergenti, dall’Africa al Latino America. Di conseguenza la strategia degli USA è quella di smontare pezzo per pezzo le pedine su cui le due potenze euroasiatiche si poggiano. La più importante di queste è l’Iran.


L’Iran è una potenza regionale antagonista degli USA, fortemente ostile anche ad Israele ed all’Arabia Saudita, i due più stretti alleati di Washington in Medio Oriente ed è un paese che sta aumentando la sua influenza nella regione a scapito del potere statunitense.

Non per niente l’Iran è considerato il bastione della resistenza che vede un asse costituito da Siria, Libano di Hezbollah, Iraq sciita, opporsi all’Impero USA ed ai progetti di espansione di Israele. Per questo motivo, dopo il fallimento dell’aggressione in Siria, per la strategia USA risulta essenziale sottomettere l’Iran ed operare un cambio di regime a Teheran. Facile a dirsi ma difficile o quasi impossibile a farsi.
Mosca e Pechino sono consapevoli che un eventuale crollo dell’Iran aprirebbe le porte delle armate mercenarie filo USA ai confini delle regioni asiatiche e questo rappresentrebbe un pericolo diretto alla loro sicurezza e tale fattore spiega la ferma posizione di difesa dell’Iran che entrambe le potenze stanno manifestando in questa fase. Ci troviamo in una fase di transizione storica caratterizzata dalla fine del dominio unipolare USA e l’avvio verso la realizzazione di un multiplarismo globale a cui l’elite di potere di Washington non si è tuttavia rassegnata.
La Cina e la Russia stanno guidano questa transizione storica, facendo attenzione a evitare una guerra diretta con gli Stati Uniti. Per riuscire in questo sforzo, usano una strategia ibrida che prevede diplomazia, supporto militare ai loro alleati e garanzie economiche ai paesi sotto attacco da parte di Washington.
Bisogna considerare che, per fortuna, il mondo di oggi è molto diverso da quello degli anni 1999/2002, i decreti e le sanzioni di Washington contro una lista interminabile di paesi e istituzioni, sono sempre meno efficaci nel determinare l’ordine mondiale. Tuttavia, nonostante questa nuova e più equilibrata divisione del potere tra vari soggetti internazionali, Washington sembra essere più aggressiva che mai, sia con alleati che con nemici, indipendentemente dal presidente in carica, in una forma di disperato tentativo di riprendere nelle sue mani la direzione dei centri del potere globale.

Russia Cina esercitazioni militari

Gli Stati Uniti considerano l’intero pianeta come il loro “parco giochi”. La loro dottrina militare e politica si basa sul concetto di egemonia liberista, come spiegato da eminenti analisti internazionali. Questo atteggiamento imperialista , nel tempo, ha creato di fatto un fronte coordinato e semi-ufficiale dei paesi che resistono a questa egemonia liberista. I recenti eventi in Venezuela indicano perché la cooperazione tra questi paesi contro-egemonici è essenziale per accelerare il passaggio da una realtà unipolare a una multipolare, dove le possibilità che l’imperialismo USA possa prevalere sono più scarse che in passato, come dimostrato dagli esempi della Siria e del Venezuela.

Mosca e Pechino guidano il processo di contenimento delle strategie del caos di Washington
Mosca e Pechino, dopo una complessa relazione durante il periodo della guerra fredda, sono riuscite a raggiungere una confluenza di interessi nei loro grandi obiettivi nei prossimi anni. La interrelazione che hanno relaizzato è dovuta principalmente alla necessità di contenere il caos che Washington ha scatenato nel mondo.

Il principio guida dell’apparato di intelligence militare degli Stati Uniti consiste nel fatto che, se un paese non può essere controllato (come l’Iraq dopo l’invasione del 2003), deve essere distrutto e isolato per evitare che cada nell’ala sino-russa. Questo è quello che gli Stati Uniti hanno cercato di fare con la Siria e ciò che stanno cercando di fare con il Venezuela.

Il Medio Oriente è un’area che ha attirato da decenni l’attenzione globale degli USA, con Washington che, dall’ascesa di Donald Trump alla Casa Bianca, ha pilotato una nuova “Santa Alleanza” USA-Israele-Arabia Saudita allo scopo di restaurare la sua egemonia nella regione e favorire il progetto di balcanizzazione dell’area, sponsorizzato nell’interesse prevalente di Israele.
Non è un mistero che Israele segue una politica estera che mira a smantellare gli stati iraniano e siriano, i più pericolsi potenzialmente per la sua sicurezza. Anche l’Arabia Saudita segue una strategia simile contro l’Iran e la Siria, che tenta di alimentare una pausa nel mondo arabo derivando le sue differenze con il Qatar.

Le decisioni di politica estera orientate a favore di Israele e dell’ Arabia Saudita sono state sostenute da Washington per decenni, per due motivi molto specifici: l’influenza determinante della lobby israeliana negli Stati Uniti e la necessità di garantire che l’Arabia Saudita e i paesi OPEC vendano petrolio in dollari USA, preservando così il ruolo del dollaro USA come valuta di riserva globale.

Cooperazione miltare tra Cina e Iran

Che il dollaro USA rimanga la valuta di riserva globale è essenziale per Washington per mantenere il suo ruolo di superpotenza contro i suoi rivali geopolitici. Le sanzioni sono un buon esempio di come Washington usa il sistema finanziario ed economico globale, basato sul dollaro USA, come arma contro i suoi nemici. Una evidente dimostrazione del potere geofinanziario determinante quanto quello geopolitico.

Nel caso del Medio Oriente, l’Iran è l’obiettivo principale, con sanzioni che cercano di impedire alla Repubblica islamica di commerciare con il sistema bancario estero. Washington ha posto il veto alla capacità della Siria di cercare contratti per ricostruire il paese, con le compagnie europee minacciate di rischiare la possibilità di non poter più lavorare negli Stati Uniti se decidessero di operare in Siria.

Pechino e Mosca hanno una chiara strategia diplomatica, respingendo congiuntamente le innumerevoli mozioni promosse da Stati Uniti, Regno Unito e Francia nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, per condannare l’Iran e la Siria. Sul fronte militare, la Russia continua la sua presenza in Siria. Gli sforzi economici della Cina, sebbene non del tutto visibili in Siria e in Iran, saranno la parte essenziale nel risveglio di quei paesi per anni di guerra imposta da Washington e dai suoi alleati.

La strategia di contenimento di Cina e Russia in Medio Oriente cerca di difendere diplomaticamente la Siria e l’Iran usando il diritto internazionale, una questione che viene continuamente calpestata dagli Stati Uniti e dai suoi alleati regionali. L’attività militare della Russia è stata cruciale nel contenere e superare la disumana aggressione lanciata contro la Siria e ha quasi tracciato una linea rossa che Israele non può soppesare nei suoi sforzi per attaccare l’Iran. La sconfitta degli Stati Uniti in Siria ha creato un precedente incoraggiante per il resto del mondo. Washington è stata costretta ad abbandonare i suoi piani originali per sbarazzarsi di Assad.

La Siria sarà ricordata in futuro come l’inizio della rivoluzione multipolare, con la quale gli Stati Uniti furono contenuti, in termini militari convenzionali, a seguito delle azioni coordinate di Cina e Russia.
Attualmente gli Stati Uniti sembra abbiano by passato la Siria per dirigere il loro attacco direttamente all’Iran, il pezzo forte dell’Asse della Resistenza. Non hanno però calcolato che Mosca e Pechino hanno tracciato una linea rossa davanti al Golfo Persico, allo stretto di Hormuz ed alle coste iraniane. Superare quella linea significherebbe per gli USA una guerra a tutto campo, che coinvolgerebbe ed infiammerebbe tutta la regione e potrebbe significare un conflitto allargato tipo terza guerra mondiale. Questo spiega il brusco stop che lo stesso Trump ha dovuto giustificare dopo l’abbattimento del sofisticato drone USA dalla difesa iraniana.
Dietro le patetiche giustificazioni di Trump (evitare centinaia di vittime in un attacco), ci sono gli avvertimenti di Mosca e di Pechino. Una prima evidente manifestazione di impotenza della super potenza USA.

di Luciano Lago

7 Commenti

  • Stelian
    27 Luglio 2019

    Tutte cazzate … Israele diventerà la monarchia globale con o senza il vostro consenso…Credo che non esiste un’altra potenza capace di guidare questo mondo pervertito se non con ISRAELE D’AVANTI !! Viva Israele ❤️

    • atlas
      27 Luglio 2019

      e dietro chi ci mettiamo…Goebbels ?

  • Idea3online
    27 Luglio 2019

    Certo in una prima fase dell’Apocalisse probabilmente il Terzo Tempio sarà realtà, probabilmente l’Anticristo è già nato. Oppure no. Ma questo non toglie che tutto ruota intorno a Israele, è stato sempre così. Ma non ruota la Storia intono a Israele, perchè Israele è invincibile, ma perchè tutto ruota intorno ad una Promessa. Seme della Donna, e Seme del Serpente. Entrambi i Semi si contendono Gerusalemme, questi la Gerusalemme Celeste, quelli la Gerusalemme terrena. Però resta da capire su quale Gerusalemme verrà ricostruito il Paradiso, il Regno di Dio. Sicuramente sulla Gerusalemme Celeste. Perciò viva il Seme della Donna, viva la Gerusalemme Celeste.

    • atlas
      28 Luglio 2019

      Il Cristo, quando tornerà, metterà a posto tutto, anche quelli come te

  • PESCE ERNESTO
    27 Luglio 2019

    STATE SVEGLIANDO QUALCUNO CHE DORME DA CIRCA 75 ANNI

  • Franco Trinca
    28 Luglio 2019

    Stelian scusa, tu sei israeliano o ebreo? Quali QUALITA’ ETICHE credi di difendere inneggiando ad Israele? Il Bene comune di TUTTI i cittadini e Nazioni del mondo… o il solo il sogno egemonico di potenza di 1 nazione (eletta? Ma da chi??!). E che merito c’è ad inneggiare a Progetti di dominio della forza? Non dovremmo inneggiare al dominio della Ragione, della Giustizia e del Bene comune?! Questa è l’Identità Etica che difendo e sostengo io… tu che “Ideologia identitaria” hai e difendi ??

    • atlas
      28 Luglio 2019

      te li ricordi ‘i bellissimi’ su Rete4 ? Ecco

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