Russia e Cina la nuova configurazione di forze nello scacchiere mondiale

di Luciano Lago
La rapida evoluzione dell’attuale crisi internazionale, determinata dallo scontro Siria, Turchia e Russia, sta dimostrando ancora una volta quanto siano rinsaldati i rapporti fra Russia e Cina che, anche in questa occasione, hanno fatto un fronte comune per respingere le minacce e le pressioni degli Stati Uniti e della NATO, sfacciatamente allineata con i gruppi terroristi nel nord della Siria. Il veto a Consiglio di Sicurezza dell’ONU di Russia e Cina ha bloccato le iniziative anti siriane degli USA e dei suoi alleati.
Non è un caso che l’aggravamento della situazione militare nella provincia siriana di Idlib ha ulteriormente determinato il riavvicinamento tra Russia e Cina in relazione alle questioni chiave della attuale politica internazionale.
Quello fra Cina e Russia appare sempre di più come un allineamento di interessi che emerge al livello di un partenariato strategico globale che ha l’effetto di cambiare la configurazione delle forze nello scacchiere internazionale…..
Per aver difeso la Siria, la Russia ha sfidato il piano americano di balcanizzazione del paese arabo e lo ha fatto fallire. Il destino della Siria è diventato una “cartina di tornasoleo il momento della verità.

L’estremo tentativo degli USA di cavalcare le ambizioni del presidente turco Erdogan per riattivare il piano di smembramento della Siria, dopo aver cavalcato la secessione curda, non sembra destinato ad avere successo di fronte all’intransigenza russa che viene rafforzata dall’appoggio essenziale della Cina.
Il ruolo distruttivo degli USA è ormai evidente e sotto gli occhi di tutti ma non dei governi europei che svolgono la parte degli “utili idioti” dell’Impero USA anche contro i loro stessi interessi. In particolare l’Italia del governo Conte/Di Maio che sottoscrive qualsiasi documento contro il proprio interesse nazionale. Si conferma la ormai nota “libidine di servilismo” che accompagna la classe politica italiana dal dopoguerra in poi.
Lo ha capito soltanto la Grecia che, non a caso, ha preso le distanze dalla delibera della NATO e ha fatto fallire la pretesa unanimità dell’Alleanza Atlantica difendendo il proprio interesse nazionale dalle pretese neo ottomane.

Truppe scelte Esercito Cinese


Sembra che l’Europa non avverta il pericolo dell’espansione della setta dei F.lli Mussulmani di cui Erdogan si atteggia a leader nel piano deliberato di riconquistare i territori di quello che fu l’Impero Ottomano, facendo leva sui gruppi terroristi islamici, utilizzando la stessa strategia attuata dagli USA per destabilizzare i paesi del Medio Oriente e ottenere il cambio di regime.
Non si comprende quale sia l’interesse dei paesi europei quando si è visto che i membri europei del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite hanno recentemente sostenuto all’unanimità la Turchia, in realtà identificandosi con il suo protettorato terrorista da Idlib. Si può spiegare soltanto con il fatto che questi stessi paesi sono incorporati nel sistema di interessi americani attraverso la NATO. Senza contare, fra gli altri motivi, la paura di Erdogan, che sta ricattando l’Europa con il problema dei rifugiati, giocando costantemente con le minacce per farli passare attraverso la Turchia verso l’Occidente

Ben diverso è l’atteggiamento di Pechino che ha fiutato il pericolo del contagio che riguarda anche la minoranza islamica uiguri che si trova nel proprio territorio e che ha dei suoi gruppi comnbattenti anche in Siria, dove l’Occidente continua a blaterare di “oppositori del regime” (mercenari di novanta nazionalità diverse, accorsi da tutto il mondo e con salari pagati da Arabia Saudita e USA).
L’obiettivo finale dell’operazione militare russa in Siria è quello di preservare la Siria come stato e come regime laico e rispettoso delle varie confessioni religiose, sciite, alawite, sunnite e cristiane. Esattamente l’opposto di quello che è l’obiettivo conclamato di Turchia Arabia Saudita e USA, la creazione di un califfato islamico di ispirato dai F.lli Mussulmani o dai salafiti dell’Arabia Saudita. L’Europa ciecamente appoggia questa prospettiva che è la medesima rivelatasi fatale per la Libia.
Le forze governative di Bashar al-Assad sono ora impegnate, con il supporto delle forze aeree russe, di Hezbollah e di reparti iraniani, a riconquistare l’ultimo bastione terorista di Idlib, rifornito e sostenuto dalla Turchia, dall’Arabia Saudita e dagli USA, come testimoniato dai depositi di armi e di alimenti confezionati trovati dall’Esercito siriano nella zona liberata di Idlib.

Forze speciali russe ad Aleppo


La Turchia, malgrado avesse inizialmente manifestato interesse ad una alleanza con la Russia, ha dimostrato di rimanere essenzialmente un membro del blocco NATO, nonostante le manovre di Erdogan che assomigliano a una danza sulle corde, nel trionfo dell’ambiguità e del trasformismo del ras turco neo ottomano.
La Russia ha dimostrato di avere il proprio interesse nazionale prioritario nell’evitare che la strategia del caos perseguita da Washington possa impiantare in Siria e nel Caucaso regimi Islamisti fantoccio degli USA, questo perché una trasformazione geopolitica su vasta scala nel ventre meridionale della Russia, ai confini molto instabili della regione transcaucasica dello spazio post-sovietico, sarebbe per la Russia una minaccia molto grave.
La Cina nutre le stesse preoccupazioni di Mosca e sta aspettando da tempo una partecipazione più attiva nel decidere il destino della Siria, vista anche la sua partnership con l’Iran, importante fornitore di energia e paese coinvolto come punto base per la Belton Road con grandi investimenti previsti. Questo perché Teheran è uno stretto partner di Pechino e Mosca ed antagonista per eccellenza delle politiche neocoloniali degli USA.
Tutto questo fa emergere il un nuovo allineamento globale fra Russia-Cina-Iran-Siria e corregge sostanzialmente la tradizionale configurazione delle forze. Una nuova configurazione che stravolge i piani USA del Nuovo Grande Medio Oriente e introduce un equilibrio diverso dalle aspettative dei neocon di Washington.

Rappresentante cinese all’ONU, Wu Haitao


Non è un caso che il vice rappresentante permanente della RPC presso le Nazioni Unite, Wu Haitao, osservando la gravità della situazione, ha evidenziato il problema dei rifugiati, presi come ostaggi dai terroristi, che patiscono la mancanza di sicurezza, cibo, acqua, carburante e medicine. Lo stesso Haitao ha invitato la comunità mondiale a non chiudere gli occhi e a non far finta di non capire che il problema principale della crisi in Idlib è la presenza nella regione di un potente gruppo di forze terroristiche che hanno conquistato un “rifugio sicuro” in quell’area.
Una minaccia ed una bomba a tempo per tutti i paesi che sono intorno all’area, inclusa l’Europa. Nella successiva udienza, il diplomatico cinese, facendo appello alle norme del diritto internazionale, alle decisioni e alle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, ha chiesto che questo “rifugio” venga distrutto.
La sordità delle potenze occidentali lascia interdetti e costituisce prova della vile subordinazione dei governi europei agli interessi di Washington. Tutto però ritorna nella Storia e il conto della stoltezza dei governanti europei lo dovranno pagare i popoli del vecchio continente quando sarà il momento.

Luciano Lago

7 Commenti

  • Cagliostro
    5 Marzo 2020

    Capiamo che logo riceve finanziamenti da soros e deve gioco forza dire delle stronzate più grandi di lui, il governo attuale italiano ha solamente fatto le sue condoglianze x i militari turchi rimasti uccisi, esattamente come ha fatto Putin.
    Affermare continuamente simili stupidaggini non fa crescere la stima di chi si è venduto.

    • atlas
      6 Marzo 2020

      capisco che ricevi finanziamenti dal movimento ‘fuori’, ma se poi caghi male è perchè c’hai il culo rotto. E allora non devi venire quì a chiedere la vasellina quando avevi l’olio d’oliva

  • eusebio
    5 Marzo 2020

    I politici italiani seguono la tradizione cinquecentesca del Franza o Spagna purchè se magna, tradizione legata alla mancata unità nazionale imposta dal papato, ritenuto dal Guicciardini troppo debole per unificare la penisola e troppo disposto a vendersi ai potentati stranieri.
    Finchè si vendeva alle potenze cattoliche poteva passare, ma adesso quelli che esercitano la loro influenza sul nostro paese sono potentati sionisti e salafiti, quindi rischiamo il genocidio e la sostituzione etnica perchè un gruppetto di prelati che non sono più nemmeno cristiani ci ha zelantemente aperto all’invasione afroislamica.
    I greci lo hanno capito e grazie probabilmente all’appoggio economico e forse militare russo-cinese resistono agli attacchi del regime salafita turco, mentre i servitori di Soros Lerner e Sassoli invocano l’accoglienza in massa dei tagliatori di teste wahabiti ceceni, uiguri, maghrebini etc che si fanno passare per poveri profughi siriani.
    I russi e i cinesi li hanno già sperimentati, i terroristi sionisti-wahabiti, e non avranno pace finchè non li avranno sterminati.

  • Alvaro
    6 Marzo 2020

    Possiamo dire cosa vogliamo, l’Italia è una colonia degli USA, quale Paese ha tante basi militari straniere e 65000 militari USA in Patria, ed anche se facciamo parte della NATO, perchè non ci sono basi militari straniere negli USA?. Gli Stati Uniti poi ritengono l’Europa ed il mondo un loro Protettorato e, guai a chi si ribella, naturalmente per difendere la Libertà e la Democrazia.

  • Francesco
    7 Marzo 2020

    Italia serva e colonia US. Conte un prestanome che amministra in vece dei padroni.

    La Lago è un coglione che 2 giorni fa diceva che la Russia si era fatta infinocchiare e mettere nell’angolo. Lamentava ormai la 3ww alle porte. Dovrebbe scusarsi per essere un allarmista altro che giornalista.

    • atlas
      7 Marzo 2020

      credo debba essere tu a scusarti anche se non è colpa tua, la colpa è di quella vacca di tua madre che ti ha partorito

Inserisci un Commento

*

code