Rivoluzione assassina in Bahrain, cambio di regime pianificato tra Stati Uniti e Regno Unito in Libia, Siria

di Finian Cunningham

L’eredità degli eventi di dieci anni fa riecheggia ancora oggi. Diversi membri dell’attuale amministrazione Biden sono responsabili della distruzione, compreso l’attuale Segretario di Stato Antony Blinken.

Dieci anni fa questo mese, il Medio Oriente e il Nord Africa sono stati sconvolti da rivolte, intrighi e trame. La Primavera araba è generalmente considerata come una singola ondata di movimenti pro-democrazia che hanno investito la vasta regione.

Lungi da essere questo, tuttavia, gli eventi erano un miscuglio di avvenimenti in cui le potenze occidentali non erano dalla parte giusta della storia, come volevano rappresentare i media occidentali. In effetti, questi poteri hanno svolto un ruolo nefasto per garantire che la primavera araba fosse messa in ginocchio per paralizzare qualsiasi potenziale sforzo di progresso.

Gruppi terroristi sostenuti dall’Occidente, dalla NATO e dalla Turchia

Uno sguardo agli eventi contemporanei in Bahrein, Libia e Siria mostra il ruolo funesto che gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e altre potenze europee della NATO hanno effettivamente svolto. La primavera araba ha certamente coinvolto molte più nazioni, ma gli eventi specifici in quei tre paesi arabi menzionati evidenziano l’agenda perniciosa delle potenze occidentali che ha lasciato un’eredità continua di miseria, fallimento, conflitto e terrorismo per l’intera regione del Medio Oriente e del Nord Africa .

Come riportato in un precedente commento, i governi americano e britannico hanno svolto un ruolo determinante nel sopprimere una rivoluzione popolare in Bahrain, iniziata il 14 febbraio 2011, contro una monarchia dispotica ma filo-occidentale – il regime di Khalifa – che è anche un surrogato per il regime più ricco e potente della Casa dei Saud nella vicina Arabia Saudita. I sauditi hanno ricevuto il via libera dagli americani e dagli inglesi per invadere l’isola del Golfo Persico il 14 marzo 2011, per reprimere brutalmente una rivolta di un mese da parte della maggioranza dei bahreiniti che chiedevano elezioni libere ed eque, diritti umani e indipendenza. norma di legge.

L’ironia è che Washington e Londra affermavano di sostenere questi stessi valori democratici in altri paesi arabi che stavano subendo disordini.

Il 15 marzo 2011, i governi ei media occidentali hanno salutato quello che hanno definito l’inizio di una rivolta “pro-democrazia” in Siria contro il governo del presidente Bashar al Assad. Poi, il 19 marzo, gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e altre potenze della NATO hanno iniziato un intervento militare in Libia che si dice fosse nel nome della “protezione dei diritti umani” contro le forze armate sotto il controllo del capo di quello stato Muammar Gheddafi.

Gli americani e gli inglesi furono costretti a muoversi rapidamente per sopprimere la rivolta del Bahrein perché potenzialmente minacciava l’intera catena delle monarchie arabe del Golfo. Se la democrazia dovesse emergere in Bahrain, questo sarebbe stato destabilizzante per gli altri stati del Golfo ricchi di petrolio il cui governo autoritario è vitale per sostenere il sistema globale dei petrodollari e gli interessi imperiali occidentali in Medio Oriente, non ultimo di tutte le redditizie esportazioni militari. Sacrificare le aspirazioni democratiche del Bahrein era il prezzo che Washington e Londra erano fin troppo disposte a pagare, senza remore.

Fino ad oggi, le aspirazioni democratiche del Bahrein sono violentemente represse dalla monarchia in combutta con i governanti sauditi, così come la complicità americana e britannica, compreso il silenzio dei media.

Quando i sauditi hanno ricevuto il via libera per invadere il Bahrein il 14 marzo 2011, il quid quo pro, secondo Pepe Escobar, è stato che il segretario di Stato americano Hillary Clinton ha ottenuto dalle monarchie del Golfo la certezza che non avrebbero garantito alcuna obiezione tra le 22 nazioni della Lega Araba per l’imminente intervento militare della NATO in Libia. Così, cinque giorni dopo, la repressione in Bahrein ha aperto la strada al blitzkrieg della NATO sulla Libia, una campagna di bombardamenti aerei incessante di otto mesi culminata con il rovesciamento e l’omicidio di Gheddafi il 20 ottobre.

Successivamente la Libia, che era la nazione più sviluppata dell’Africa è discesa precipitosamente nell’inferno del caos, della guerra civile ed è divenuta uno stato fallito dilaniato dalla guerra, lacerato dai conflitti per bande, dai signori della guerra jihadisti e dal traffico di esseri umani che ha afflitto l’Europa fino ad oggi. È grottesco che le potenze americane, britanniche e della NATO abbiano giustificato la loro aggressione criminale alla Libia in nome della protezione dei diritti umani e della promozione della democrazia come parte degli eventi della Primavera araba.

Bande di terroristi filo turchi trasferite dalla Siria alla Libia

Quello che è ancora più riprovevole, il fallito stato della Libia sarebbe presto diventato una via di rifornimento per la CIA e l’MI6 britannico per schierare mercenari jihadisti e armi per l’operazione di cambio di regime sponsorizzata dalla NATO e dagli arabi in corso in Siria.

Il 15 marzo 2011, un giorno dopo l’operazione sponsorizzata dagli anglo-americani per uccidere il movimento democratico in Bahrain, gli eventi hanno assunto uno sviluppo sinistro in Siria. Nella città siriana meridionale di Daraa, al confine con la Giordania, cecchini sul tetto hanno ucciso elementi delle forze di sicurezza e manifestanti antigovernativi. I media occidentali hanno immediatamente salutato l’inizio di un movimento a favore della democrazia in Siria contro il governo centrale di Assad a Damasco. Ma allora o da quel momento non è stato quasi mai detto che i cecchini fossero schierati di nascosto dalle potenze della NATO nel tentativo di accendere una guerra civile per il cambio di regime.
Quella guerra, che è durata per quasi 10 anni e continua a destabilizzare il confine settentrionale della Siria, è stata cinicamente e falsamente descritta dai media occidentali come una rivolta pro-democrazia quando in realtà si trattava di una guerra segreta per procura di sostanziale aggressione da parte delle potenze NATO, finanziata dai regimi del Golfo arabo. e coinvolgendo mercenari jihadisti reclutati da dozzine di paesi.

La Libia era un collegamento chiave nell’operazione CIA e MI6 nota come Timber Sycamore, che ha incanalato combattenti terroristici e armi in Siria per propagare la guerra segreta della NATO per rovesciare il presidente Assad. Quell’operazione alla fine è fallita in gran parte a causa dell’intervento militare alla fine del 2015 da parte della Russia a sostegno del governo siriano. Anche il sostegno dell’Iran e degli Hezbollah libanesi è stato fondamentale per sconfiggere il piano di cambio di regime delle potenze occidentali.

L’eredità degli eventi di dieci anni fa riecheggia ancora oggi. Diversi membri dell’attuale amministrazione Biden sono responsabili della distruzione, compreso l’attuale Segretario di Stato Antony Blinken. La Libia è una nazione divisa tormentata dal collasso economico nonostante la sua vasta ricchezza petrolifera. La Siria è dilaniata dalla guerra con un numero di vittime che ascende forse alle 500.000 e alle prese con la ricostruzione a causa delle sanzioni americane ed europee contro il governo di Assad. Il terrorismo che è stato generato in quei paesi per l’obiettivo occidentale del cambio di regime continua a perseguitare il Medio Oriente e oltre.

E, per quanto riguarda il Bahrein, un popolo a lungo sofferente che ha semplicemente chiesto la democrazia, queso è stato e continua ad essere brutalmente soppresso dai regimi arabi dispotici per volere degli Stati Uniti e della Gran Bretagna – due nazioni che affermano di essere esemplari per il resto del mondo per democrazia, diritti umani e stato di diritto.


Nota: L’anniversario delle “primavere arabe” non dovrebbe essere dimenticato in quanto costituisce una “lezione della Storia” che le generazioni più giovani dovrebbero apprendere per capire come si muove oggi e come si è mossa di recente la macchina delle trame dell’Impero anglo USA sionista e dei disastri che ha provocato. Tutti i crimini ed i genocidi causati da queste guerre sono stati coperti dalla propaganda della esportazione della democrazia e della difesa dei diritti umani. Ancora oggi l’elite di potere anglo USA sionista non si è rassegnata alla sconfitta in Siria e cerca di riprendere il controllo della situazione con nuove trame, nuovi inganni ed aggressioni mascherate.

fonte: Strategic Culture

Traduzione e nota: Luciano Lago

7 Commenti

  • atlas
    23 Febbraio 2021

    articolo in malafede. Perchè mescola alcune verità con pezzi d’argomento mancanti risultando quindi monco e subdolo. In Bahrein, dove sono stato di persona, a Manama, c’è un regime wahhabita è vero. Ma chi sono gli altri, quelli che fanno casino…: gli sciiti. Per me che si scannino tutti e due

    argomento democrazia: è quella vera che volevano esportare, quella che rappresenta solo terrore, come da tutte le parti, anche quì, coi passati attentati sui treni e le bombe nelle piazze. Quella che c’è nell’altro isolotto ‘felice’ in Qatar, dove c’è la fratellanza salafita appoggiata dall’Iran. Quella dove ci sono gli schiavi stranieri che costruiscono tutto per i mondiali di calcio vivendo come animali, per l’occidente massone che ci andrà a fare affari e a ‘giocarci’. Quella dove c’è al khanzyra (la scrofa), la tv del terrore democratico salafita, come denunciava Gheddhafi. Da dove parlava l’uomo del mossad, Yusuf Qaradaoui, un gran porco. La democrazia occidentale giudeo/massone della fratellanza salafita che c’è pure in Turchia, con la metà della popolazione in carcere. Nessuno che scrive delle manifestazioni dei giovani in Turchia, nè articoli sulla situazione in Qatar. Se non me li aspetto di sicuro dai giudei de La7 mi aspettavo di trovare qualcosa almeno quì

  • Teoclimeno
    23 Febbraio 2021

    Gli anglo USA sionisti tirano i fili della loro scellerata politica sentendosi al sicuro, lontani dai teatri di guerra, protetti dalle acque che li circondano quasi per intero. Sarebbe quanto mai opportuno incominciare ad esportare la Democrazia e difendere i diritti umani sui loro territori, usando le lo stesse tecniche. Ma forse sarebbe ancora meglio iniziare col liberare la Palestina dagli invasori, armando i palestinesi di Gaza e di tutti i territori occupati, per poi chiedere a gran voce all’asse della resistenza di intervenire, per riportare la pace, ripristinare i diritti umani e la Democrazia.

    • atlas
      23 Febbraio 2021

      ma ti rendi conto di quello che scrivi almeno o no

  • giorgio
    23 Febbraio 2021

    D’accordo su tutto Teoclimeno ….tranne sull’ultimo rigo “ripristinare i diritti umani e la democrazia” ……
    è proprio la liberal democrazia di stampo “occidentale” la madre di tutti i mali del mondo ……

    • atlas
      23 Febbraio 2021

      quella che NON fa dire al papa che un vero cristiano non potrà MAI essere massone

    • Teoclimeno
      23 Febbraio 2021

      Egregio Signor GIORGIO, ha ragione: nella fretta mi sono dimenticato di mettere fra virgolette l’ultima frase; “ripristinare i diritti umani e la Democrazia”. Molti cordiali saluti. TEOCLIMENO

  • giorgio
    23 Febbraio 2021

    Mi suonava “strano” …. siamo sulla stessa lunghezza d’onda Teoclimeno.
    Saluti

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