Rivelato il piano franco-britannico per creare il caos post-elettorale in Iran

Mentre non si sono ancora spente le reazioni stizzite di Israele e dei paesi occidentali per i risultati delle elezioni in Iran, emergono informazioni sui tentativi di destabilizzazione che alcuni paesi occidentali, mediante le agenzie di intelligence, stavano preparando nel paese persiano, considerato nemico n.1 dell’Occidente, assieme a Cina e Russia.
Un rapporto rivela che negli ultimi 3 mesi le ambasciate del Regno Unito e della Francia in Iran hanno tenuto diversi incontri per minare le elezioni del Paese persiano.

In un programma televisivo organizzato dalla rete di informazione libanese Al-Mayadeen sulle elezioni del 18 giugno in Iran, il politologo Hadi Mohamadi ha discusso sabato sera, insieme al suo omologo palestinese Abdel Bari Atwan, diversi aspetti del processo elettorale nella Repubblica islamica in cui ha vinto il candidato tradizionalista Seyed Ebrahim Raisi.

Mohamadi ha svelato i piani di sabotaggio ideati nelle ambasciate del Regno Unito e della Francia a Teheran, la capitale persiana, per destabilizzare e creare caos nel Paese, dopo le elezioni, come avevano fatto dopo le elezioni del 2009, generando quasi 7 mesi di rivolte che si conclusero dopo l’epopea di Dey 9, cioè la marcia di massa del popolo di quel 30 dicembre 2009.

“ Negli ultimi tre mesi i diplomatici occidentali hanno tenuto incontri in queste due ambasciate con rappresentanti di venti paesi arabi, islamici e occidentali su come gestire azioni simili a quelle avvenute nel 2009. Hanno anche cercato di creare disordini nelle strade e insicurezza all’interno Paese. Si sono tenuti tre incontri nelle ambasciate britannica e francese e conosciamo i dettagli di questi incontri ” , ha affermato l’esperto, un cittadino iraniano.

Immagini delle elezioni in Iran

Il popolo iraniano ha partecipato con una presenza appassionata alle elezioni, che hanno vanificato una campagna lanciata da personalità controrivoluzionarie, che invitavano a NON votare.
Anche israeliani e britannici, avevano pianificato chi avrebbe sostituito il leader della rivoluzione islamica, l’ayatollah Seyed Ali Khamenei, nei prossimi anni attraverso correnti laiche e moderate, ha aggiunto Mohamadi.
Il piano è però miseramente fallito grazie alla vigilanza delle forze di sicurezza ed alla intensa partecipazione popolare, nonostante i tentativi dell’occidente di minimizzare e di screditare le elezioni in Iran.

Secondo i risultati finali delle elezioni presidenziali in Iran , Raisi ha vinto con una maggioranza schiacciante, ottenendo 17.926.345 dei voti espressi, ovvero il 61,95% dei voti.
Sabato, dopo che i risultati sono stati resi noti, l’ayatollah Khamenei ha elogiato la partecipazione del popolo alle elezioni e ha considerato i suoi concittadini come il “grande vincitore” della giornata.
A questo proposito, Mohamdi ha sostenuto che le elezioni del 2021 in Iran hanno dimensioni più profonde di quanto si possa vedere, una delle quali è il ritorno ai valori della Rivoluzione Islamica, ed è per questo che il Leader ha considerato la partecipazione come un’epopea del popolo alle elezioni presidenziali.
Nota: I governi occidentali che odiano il regime iraniano in quanto si è dimostrato il più forte bastione dell’asse della Resistenza contro sionismo e neocolonialismo anglo Americano, oggi devono riflettere a come la loro influenza sia del tutto inesistente presso il popolo iraniano che ha dato sentore di saper scegliere la sua strada. L’Occidente disprezza le elezioni in Iran e le considera “una farsa”. Lo stesso Occidente predilige invece i paesi come l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi e il Barhein dove i governi sono monarchie ereditarie, non si svolgono elezioni e non ci sono dubbi che i monarchi sono tutti alleati e sodali dei governi occidentali, strettamente legati nel business del petrolio e delle armi.

Le campagne di disinformazione e di menzogne della propaganda occidentale sull’Iran non hanno sortito alcun effetto.
Un fatto è certo: la pesanti misure di sanzioni ed embargo contro l’Iran, sostenute dagli Stati Uniti e dai loro alleati, non hanno prodotto i cambiamenti sperati all’interno del paese persiano ma, al contrario, maggiore repulsione e acredine contro l’ipocrisia dell’Occidente che straparla dei “diritti umani” e poi utilizza l’assedio per fame contro i popoli che non si piegano al dominio dell’Impero USA.

Traduzione e note: Luciano Lago

Fonti Al MayadeenHispan TV

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