"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

“Ritiro” delle truppe di Trump significa più basi statunitensi in Siria

Forse  Trump intendeva un “ritiro in Siria”.
Fonti russe e siriane hanno notato alcuni segnali ben diversi dal ritiro delle truppe ampiamente annunciato da Trump dalla Siria.

Ad esempio, nonostante l’annunciato “ritiro” delle truppe, gli statunitensi stanno creando una nuova base militare nell’area tra Tell Baydar e Tell Tamr nel nord della Siria. La base militare comprende una pista di atterraggio di circa 1,5 km. Secondo le tracce , la base sarà in grado di ospitare circa 1.200 soldati.
L’esercito americano ha anche ampliato le sue strutture militari nell’area di Tell Baydar e nell’area tra al-Hasakah e Tell Tamr.

Il 22 aprile, il presidente francese Emmanuel Macron ha affermato che la Francia sta cercando di costruire una “nuova Siria” con l’aiuto degli Stati Uniti . In precedenza, Macron sosteneva di aver convinto il presidente Trump a tenere truppe nel paese devastato dalla guerra. “Una dichiarazione da potenza neocoloniale”, ha obiettato il minstro degli esteri siriano. “I francesi li abbiamo già cacciati una volta dalla Siria e li cacceremo per la seconda volta”, ha dichiarato un alto comandante militare delle Forze Armate siriane.

La crescente presenza militare della coalizione a guida Usa nel nord della Siria è in linea con gli “sforzi di soft power” degli Stati Uniti volti a rafforzare la loro influenza e contrastare la presenza russa e iraniana nel paese.

Il 22 aprile, il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha rilasciato una dichiarazione in cui afferma che “non è necessario fornire assistenza alle aree controllate dal governo siriano”. Il Dipartimento di Stato ha anche accusato la Russia di usare armi chimiche in Siria.

Pianta base USA in Siria

“I ministri del G7 hanno avuto uno scambio produttivo e utile su una serie di priorità di politica estera. Per gli Stati Uniti, abbiamo sottolineato tre aree, in particolare la Corea del Nord, la Siria e la Russia. C’era – sulla Russia, c’era una, direi, unità del G7 sull’opposizione al comportamento maligno della Russia, e le nazioni hanno rivisto i passi che hanno preso per contrastare le tendenze negative che emergono dal Cremlino che minacciano la pace e la sicurezza.

Per la Siria, i ministri hanno ricordato che la Russia è il garante delle armi chimiche in Siria ed ha fallito in tale ruolo . Gli Stati Uniti non credono che qualsiasi aiuto alla ricostruzione dovrebbe andare in qualsiasi area sotto il controllo del regime di Assad “, il funzionario dell’amministrazione senior è stato citato nella dichiarazione.

Diventa chiaro che gli Stati Uniti si opporranno a qualsiasi tentativo di ricostruzione nella parte liberata e sotto controllo governativo della Siria. Washington vede chiaramente l’assistenza umanitaria come uno strumento di influenza politica sulla situazione nel paese.
Secondo Washington la popolazione siriana non dovrebbe avere il diritto di ritornare alla normalità se non dopo un cambio di regime a Damasco e soltanto allora si potrebbe tornare alla ricostruzione delle zone distrutte dalla guerra. Una chiara posizione degli USA a favore del mantenimento di una situazione di caos e di guerra nel paese per favorire una destabilizzazione costante della nazione araba.
Allo stesso tempo, gli Stati Uniti cercano anche di rinnovare il cosiddetto format di Ginevra dei colloqui siriani, che non ha ottenuto quasi nulla da quando è stato lanciato. Questo sforzo è finalizzato a contrastare il formato dei negoziati di Astana avviati da Turchia, Iran e Siria.

Riassumendo la coalizione guidata dagli Stati Uniti sta espandendo la sua infrastruttura militare in Siria e si sta preparando per un nuovo round del conflitto militare diplomatico nel paese. Secondo alcuni esperti, se Washington fallisce nel raggiungere i suoi obiettivi, può persino prendere in considerazione l’ipotesi di assassinare il presidente Bashar al-Assad per creare il caos all’interno delle forze filo-governative siriane.

Fonte: South Font

Traduzione: Luciano Lago

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  1. Fabio franceschini 4 settimane fa

    Ho letto un intervista ad un generale italiano di cui non ricordo il nome che sosteneva esattamente le stesse cose .dicendo che secondo lui gli usa in realtà l’unica forza che davvero intendono contenere è la presenza russa in mediorionte poiché anche l’Iran non è una forza “diversa ” da altre.quindi se Israele e sauditi premono per la permanenza usa per mantenere un vantaggio su l’Iran.il pentagono che ha una visione più globale è li ,e ci vuole rimanere,in funzione di un contenimento russo .ovviamente senza cercare il confronto militare tant’è che Mattis loda apertamente l’efficacia del meccanismo di de conflitto con i russi.francamente resto convinto che se non ci fosse stato questo oliato meccanismo gli usa non avrebbero fatto il bombardamento del 14 aprile.il che mi fa ritenere che i russi abbiano fatto un errore a tenerlo aperto.il problema prima o poi si porrà per i siriani che vorranno riconquistare almeno le zone petrolifere nella provincia di deir ez zor fondamentali per la ricostruzione della siria e per “ripagare ” l’assistenza russa.a quel punto la Russia dovrà trovare delle soluzioni ovviamente cercheranno quelle diplomatiche ma se non sarà possibile?

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  2. Walter 4 settimane fa

    Se a qualcuno appena rientrato da Marte fosse sfuggito, è opportuno ribadire che 1) nelle decisioni di politica estera/militare degli USA, Trump conta quanto il due di picche quando briscola è denari, 2) nelle decisioni di politica interna, circa uguale, 3) quando Trump annuncia qualcosa, nel 98% dei casi gli USA fanno il contrario. In pratica, è come un bollettino meteorologico al contrario: se dice che ci sarà il sole, è quasi certo che pioverà.

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  3. amadeus 3 settimane fa

    Per far sloggiare gli u.s dalla Syria bisognerà farlo a muso duro e con decisione, diversamente non andranno mai via e peggiorando di giorno in giorno la situazione syriana, se si dovrà fare una guerra meglio ora, dopo costerà molto di più in ogni termine, più gli si congede di rafforzarsi con nuove basi e peggio sarà, i cani non ci pensano nemmeno lontanamente a far risorgere la Syria, per loro meglio che resti distrutta così come é.

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